Toolkit, oltre le barriere

OLTRE LE BARRIERE

 

Un progetto congiunto della Regione Europa WAGGGS e della Regione Europea Scout.

 

Questa pubblicazione è stata realizzata con il supporto finanziario della Fondazione Europea per i Giovani del Consiglio d’Europa – Grazie!

 

 

Il comitato editoriale:

Helena Bull (Girlguiding UK)

Marie- Camille Jodin (Les Guides de France)

Pia Engström ( The Guides & Scouts of Finland)

Stella Aaltonen (Ufficio Europeo WAGGGS)

Sabine Germann (Ufficio Europeo WAGGGS)

 

INDICE

 

Pagina

 

3          Premessa

4          Ringraziamenti particolari

 

5          INTRODUZIONE

5          Come è nata l’idea

6          A cosa serve questo pacchetto

8          Come utilizzare questo kit

9          Glossario

 

11        PRIMA PARTE: AFFRONTARE LE BARRIERE

12        Preconcetti, pregiudizi e stereotipi

14        Attitudini – discriminazioni e paure

18        Allargare gli orizzonti – attività

 

22        SECONDA PARTE: ACCOGLIERE TUTTI – LIVELLO NAZIONALE

24        Accogliamo tutti ? – Gioco

29        Introduzione alla costruzione di politiche

32        Le sfide al programma educativo a livello nazionale

36        Metodi di lavoro

42        Struttura organizzativa

46        Le risorse dei capi – reclutamento, formazione e supporto

50        Diffondere l’informazione – coscienza interna e immagine esterna

 

53        TERZA PARTE: AGIRE – INFORMAZIONI PRATICHE PER I CAPI

54        Preparare un gruppo all’accoglienza – capi e ragazzi

59        Scoprire le disabilità

61        Scout e Guide con disabilità

65        Forme di comunicazione

67        Attività scout

 

73        BIGLIOGRAFIA
PREMESSA

 

Ci sono molti libri, pacchetti e altro materiale che si occupano di diversità e di possibili programmi e attività per persone con bisogni particolari. C’è davvero bisogno di nuovo materiale come questo pacchetto chiamato “Oltre le barriere” che mette insieme diversi esempi di lavoro? Esaminate il pacchetto e vi darete la risposta da soli. Troverete informazioni, punti di vista, attività e proposte raccolte da molte Associazioni Europee di Guide e Scout che hanno accolto persone con disabilità nei loro programmi e nelle loro attività. Troverete anche approcci diversi, politiche e soluzioni e tutte queste riflettono la ricca diversità delle Associazioni europee. Tuttavia, tutte hanno una cosa in comune, il credere che il Guidismo e lo Scoutismo possano dare un contributo significativo all’educazione e allo sviluppo di ragazzi disabili. Pensiamo che questa parte affascinante del Guidismo e dello Scoutismo debba essere condivisa il più possibile e speriamo che siate incoraggiati a guardare “oltre le barriere”.

 

Questo pacchetto si propone di informare, ispirare e sfidare i lettori. L’informazione è una chiave importante nella società del terzo millennio e informazione è quello che vi diamo.

Prima di tutto vogliamo mostrarvi qual è il quadro delle situazione nelle diverse organizzazioni, istituzioni e nelle nostre associazioni socie europee.

Come seconda cosa vogliamo ispirarvi. L’ispirazione è quella che vi porta a scoprire nuovi modi di lavorare e potrebbe aiutarvi ad agire in modo diverso. Alcune delle storie che sono narrate sono ispiratrici, così come le diverse proposte per progetti e attività che abbiamo incluso nel pacchetto. Ci sono così tante proposte diverse che certamente ne troverete alcune che risponderanno precisamente ai vostri bisogni.

Da ultimo sarete sfidati. Le sfide ci portano ad esplorare e ad affrontare cose sconosciute. Se volete fare la differenza sarete sfidate dalle barriere. E’ una sfida guardare oltre le barriere e superarle.

In questo pacchetto troverete proposte per superare le barriere della vostra mente, del vostro gruppo e della società. Lo Scoutismo e il Guidismo hanno accumulato esperienza nel superare barriere e fare cose in modo diverso. Ma le Guide e le Scout sanno anche che niente si cambia in una notte.

 

Al di là di quanto tempo ci vorrà per cambiare, speriamo che questo pacchetto vi aiuti a fare la differenza e ad arricchire lo Scoutismo e il Guidismo e ad aprirlo al maggior numero di giovani possibile senza discriminazioni di credo, razza, cultura, nazionalità e/o disabilità.

 

Barbara Calvi                                                                                                  Markus Pieper

Vice-presidente                                                                                               Vice- presidente

Comitato Europeo WAGGGS                                                                           Comitato Europeo Scout – WOSM

 

 


Ringraziamenti speciali

 

 

  • Il comitato editoriale, Helena Bull (Girlguiding UK), Marie-Camille Jodin (Guides de France), Pia Engström (Suomen Partiolaiset – Finland Scouter), Stella Aaltonen e Sabine Germann (Ufficio Europeo WAGGGS).
  • I disegni, Clémence Jodin (Guides de France)
  • Il comitato dei revisori, Markus Pieper (Comitato europeo Scout – WOSM) e Barbara Calvi (Comitato Europeo WAGGGS)
  • I lettori, Joceline Gendrin-Guinebault (Ufficio europeo Scout – WOSM)e Heather Roy (Ufficio Europeo WAGGGS)
  • La traduzione in Francese: Dominique Theunis (Ufficio Europeo WAGGGS)
  • Tutto lo staff dell’ufficio europeo WAGGGS per il loro continuo supporto
  • I singoli capi, per citazioni.

 

 

Le Associazioni e i loro rappresentanti

  • Belgio, Vlaams Verbond van Katholieke Scouts en Meisjesgidsen – VVKS: Veerle Albrecht
  • Belgio, Guides Catholiques de Belgique – GBC: Françoise Cremer
  • Belgio, Les Scouts – Fédération Catholique des Scoust Baden Powell de Belgique
  • Finlandia, Suomen Partiolaiset – Finland Scouter – SP-SF
  • Francia, Guides de France – GdF
  • Francia, Scouts de France – SdF
  • Francia, Eclaireurs et Eclaireuses de France, EEDF
  • Germania, Verband Christlicher Pfandfinderinnen und Pfadfinder – VCP: Therese Zimkoswky
  • Grecia, Soma Hellinidon Odigon . SHO: Demi Moraitu
  • Grecia, Soma Hellinidon Proskopon – SHP: Kostas Velikos
  • Italia, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani – AGESCI: Fabiola Canavesi
  • Italia, Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI: Tiziano Mailli
  • Paesi Bassi, Scouting Netherland – SN: Suzanne Duffels
  • Polonia,Swiazek Harcerstwa Poslkiego – ZHP: Dorota Kolakowska, Pavel Smardz
  • Serbia & Montenegro, Savez Izvidjaca Srbjie i Crne Gore – SISCG: Isidora Juricevic
  • Svizzera, Mouvement Scout de Suisse – MsdS: Patricia Wegmann, René Emmenegger
  • Regno Unito, Girlguiding UK, GG UK: Nicky Bull, Amal Garnham
  • Regno Unito, The Scout Association – TSA: Chris Nagle, Sue Burton

Un progetto congiunto della Regione Europa WAGGGS e della Regione Europea Scout.

Questa pubblicazione è stata realizzata con il supporto finanziario della Fondazione Europea per i Giovani del Consiglio d’Europa – Grazie!

Il comitato editoriale:

Helena Bull (Girlguiding UK)

Marie- Camille Jodin (Les Guides de France)

Pia Engström ( The Guides & Scouts of Finland)

Stella Aaltonen (Ufficio Europeo WAGGGS)

Sabine Germann (Ufficio Europeo WAGGGS)
INDICE

 

Pagina

 

3              Premessa

4              Ringraziamenti particolari

 

5              INTRODUZIONE

5              Come è nata l’idea

6              A cosa serve questo pacchetto

8              Come utilizzare questo kit

9              Glossario

 

11            PRIMA PARTE: AFFRONTARE LE BARRIERE

12            Preconcetti, pregiudizi e stereotipi

14            Attitudini – discriminazioni e paure

18            Allargare gli orizzonti – attività

 

22            SECONDA PARTE: ACCOGLIERE TUTTI – LIVELLO NAZIONALE

24            Accogliamo tutti ? – Gioco

29            Introduzione alla costruzione di politiche

32            Le sfide al programma educativo a livello nazionale

36            Metodi di lavoro

42            Struttura organizzativa

46            Le risorse dei capi – reclutamento, formazione e supporto

50            Diffondere l’informazione – coscienza interna e immagine esterna

 

53            TERZA PARTE: AGIRE – INFORMAZIONI PRATICHE PER I CAPI

54            Preparare un gruppo all’accoglienza – capi e ragazzi

59            Scoprire le disabilità

61            Scout e Guide con disabilità

65            Forme di comunicazione

67            Attività scout

 

73            BIGLIOGRAFIA
PREMESSA

 

Ci sono molti libri, pacchetti e altro materiale che si occupano di diversità e di possibili programmi e attività per persone con bisogni particolari. C’è davvero bisogno di nuovo materiale come questo pacchetto chiamato “Oltre le barriere” che mette insieme diversi esempi di lavoro? Esaminate il pacchetto e vi darete la risposta da soli. Troverete informazioni, punti di vista, attività e proposte raccolte da molte Associazioni Europee di Guide e Scout che hanno accolto persone con disabilità nei loro programmi e nelle loro attività. Troverete anche approcci diversi, politiche e soluzioni e tutte queste riflettono la ricca diversità delle Associazioni europee. Tuttavia, tutte hanno una cosa in comune, il credere che il Guidismo e lo Scoutismo possano dare un contributo significativo all’educazione e allo sviluppo di ragazzi disabili. Pensiamo che questa parte affascinante del Guidismo e dello Scoutismo debba essere condivisa il più possibile e speriamo che siate incoraggiati a guardare “oltre le barriere”.

 

Questo pacchetto si propone di informare, ispirare e sfidare i lettori. L’informazione è una chiave importante nella società del terzo millennio e informazione è quello che vi diamo.

Prima di tutto vogliamo mostrarvi qual è il quadro delle situazione nelle diverse organizzazioni, istituzioni e nelle nostre associazioni socie europee.

Come seconda cosa vogliamo ispirarvi. L’ispirazione è quella che vi porta a scoprire nuovi modi di lavorare e potrebbe aiutarvi ad agire in modo diverso. Alcune delle storie che sono narrate sono ispiratrici, così come le diverse proposte per progetti e attività che abbiamo incluso nel pacchetto. Ci sono così tante proposte diverse che certamente ne troverete alcune che risponderanno precisamente ai vostri bisogni.

Da ultimo sarete sfidati. Le sfide ci portano ad esplorare e ad affrontare cose sconosciute. Se volete fare la differenza sarete sfidate dalle barriere. E’ una sfida guardare oltre le barriere e superarle.

In questo pacchetto troverete proposte per superare le barriere della vostra mente, del vostro gruppo e della società. Lo Scoutismo e il Guidismo hanno accumulato esperienza nel superare barriere e fare cose in modo diverso. Ma le Guide e le Scout sanno anche che niente si cambia in una notte.

 

Al di là di quanto tempo ci vorrà per cambiare, speriamo che questo pacchetto vi aiuti a fare la differenza e ad arricchire lo Scoutismo e il Guidismo e ad aprirlo al maggior numero di giovani possibile senza discriminazioni di credo, razza, cultura, nazionalità e/o disabilità.

 

 

Barbara Calvi                        Markus Pieper

Vice-presidente                    Vice- presidente

Comitato Europeo WAGGGS                             Comitato Europeo Scout – WOSM

 

 


Ringraziamenti speciali

 

 

Il comitato editoriale, Helena Bull (Girlguiding UK), Marie-Camille Jodin (Guides de France), Pia Engström (Suomen Partiolaiset – Finland Scouter), Stella Aaltonen e Sabine Germann (Ufficio Europeo WAGGGS).

I disegni, Clémence Jodin (Guides de France)

Il comitato dei revisori, Markus Pieper (Comitato europeo Scout – WOSM) e Barbara Calvi (Comitato Europeo WAGGGS)

I lettori, Joceline Gendrin-Guinebault (Ufficio europeo Scout – WOSM)e Heather Roy (Ufficio Europeo WAGGGS)

La traduzione in Francese: Dominique Theunis (Ufficio Europeo WAGGGS)

Tutto lo staff dell’ufficio europeo WAGGGS per il loro continuo supporto

I singoli capi, per citazioni.

 

 

Le Associazioni e i loro rappresentanti

Belgio, Vlaams Verbond van Katholieke Scouts en Meisjesgidsen – VVKS: Veerle Albrecht

Belgio, Guides Catholiques de Belgique – GBC: Françoise Cremer

Belgio, Les Scouts – Fédération Catholique des Scoust Baden Powell de Belgique

Finlandia, Suomen Partiolaiset – Finland Scouter – SP-SF

Francia, Guides de France – GdF

Francia, Scouts de France – SdF

Francia, Eclaireurs et Eclaireuses de France, EEDF

Germania, Verband Christlicher Pfandfinderinnen und Pfadfinder – VCP: Therese Zimkoswky

Grecia, Soma Hellinidon Odigon . SHO: Demi Moraitu

Grecia, Soma Hellinidon Proskopon – SHP: Kostas Velikos

Italia, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani – AGESCI: Fabiola Canavesi

Italia, Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI: Tiziano Mailli

Paesi Bassi, Scouting Netherland – SN: Suzanne Duffels

Polonia,Swiazek Harcerstwa Poslkiego – ZHP: Dorota Kolakowska, Pavel Smardz

Serbia & Montenegro, Savez Izvidjaca Srbjie i Crne Gore – SISCG: Isidora Juricevic

Svizzera, Mouvement Scout de Suisse – MsdS: Patricia Wegmann, René Emmenegger

Regno Unito, Girlguiding UK, GG UK: Nicky Bull, Amal Garnham

Regno Unito, The Scout Association – TSA: Chris Nagle, Sue Burton
INTRODUZIONE

 

Come è nata l’idea

 

Nel 1995 ci fu un seminario congiunto Europeo WAGGGS e WOSM che aveva come titolo “Guidismo e Scoutismo – Lavorare con giovani disabili”. L’obiettivo di questo seminario era “di esaminare perché e come il Guidismo e lo Scoutismo lavorano – e hanno la possibilità di lavorare con giovani con disabilità fisiche e mentali”. I partecipanti inviarono ai due comitati europei e a tutte le associazioni europee di Guide e Scout che ne facevano parte la richiesta di attivarsi per supportare il lavoro del Guidismo e dello scoutismo con i disabili. Questo fu seguito nel 2002 da un seminario intitolato “Oltre le barriere” che mirava “a preparare i partecipanti a realizzare attività scout con ragazzi disabili”.

 

Alla fine del seminario “Oltre le Barriere” i partecipanti percepirono che quello che mancava loro erano modalità di supporto per i capi che lavorano con ragazzi disabili. Per affrontare questo argomento, i partecipanti fecero alle Regioni Europee WOSM e WAGGGS la raccomandazione di cominciare un progetto annuale nel 2003 per trovare esempi di buone pratiche e di produrre materiale per la formazione che potesse essere utilizzato dalle varie organizzazioni nazionali. Questo progetto avrebbe supportato i capi che lavorano con disabili; supportato le associazioni nazionali nei loro attuali programmi educativi; e incoraggiato quelli senza una politica a cominciare a pensare questo aspetto. Da ultimo avrebbe incoraggiato la cooperazione internazionale e lo scambio culturale.

 

L’Unione Europea aveva definito il 2003 l’anno europeo dei Disabili e i partecipanti speravano che con questo progetto WAGGGS e WOSM avrebbero partecipato all’accoglienza di bambini e adulti disabili (www.eypd2003.org).

 

Dato che questo progetto è un’iniziativa della Gioventù Europea, è stato richiesto e ottenuto un finanziamento parziale al progetto dalla Fondazione Giovani Europei (http://www.coe.int/). La maggioranza del comitato editoriale ha partecipato il seminario “Oltre le barriere”, e hanno tutti un’età compresa tra 20 e 28 anni. Tutti fanno parte di WAGGGS o WOSM.
A cosa serve questo pacchetto?

 

La convenzione delle Nazioni Unite per i Diritti dell’infanzia (www.unicef.org/crc) dichiara, tra le altre cose, che i ragazzi hanno diritto a:

Uguaglianza al di sopra di razza, colore, religione, sesso o nazionalità.

Un sano sviluppo mentale e fisico.

Cure opportune in caso di disabilità.

Amore, comprensione e cure.

Protezione dalle persecuzioni e a crescere nello spirito della fratellanza universale e in pace.

 

 

Baden Powell si rese conto molto presto che il Guidismo e lo Scoutismo potevano fare del bene a tutti i ragazzi, inclusi i disabili: “Non hanno bisogno di più controlli e trattamenti di quanti siano assolutamente necessari” (Fonte: Baden-Powell, “Suggerimenti per l’educatore scout”, op. Cit. p. 54).

 

La missione di WAGGGS

 

Aiutare le ragazze e le giovani a sviluppare il loro pieno potenziale come cittadine responsabili del mondo

La missione di WOSM

 

La missione dello scoutismo è di contribuire all’educazione dei giovani, attraverso un sistema basato sui valori della Promessa e della Legge Scout, per aiutare nella costruzione di un mondo migliore in cui le persone sono realizzate come individui e giocano un ruolo costruttivo nella società. Questo si raggiunge attraverso:

– il loro coinvolgimento negli anni di formazione in un processo di educazione non formale;

– l’utilizzazione di uno specifico metodo che rende ciascun individuo il principale attore del suo stesso sviluppo come persona autonoma, solidale, responsabile e impegnata;

– l’assistenza ai ragazzi nello stabilire un sistema di valori basato sui principi spirituali, sociali e personali così come espressi nella Promessa e nella Legge.

 

 

Queste missioni sono tutte aperte a tutti perciò tutte le associazioni devono sforzarsi di realizzare questi ideali accogliendo ragazzi indipendentemente dalla loro provenienza, nazionalità, disabilità, colore o convinzioni. I nostri principi comuni sono quelli di incoraggiare i giovani nella nostra attenzione ad ottenere il proprio sviluppo e di essere membri responsabili della società.

 

La Conferenza Mondiale WAGGGS e la Conferenza Mondiale Scout (WOSM) hanno preso decisioni e votato mozioni diverse su questo soggetto nel passato.

 

Nel 2002, la Conferenza Mondiale Scout (WOSM) ha adottato la sua nuova strategia con sette priorità. L’obiettivo della priorità strategica 4 “Reaching out” è di supportare le associazioni Scout Nazionali nell’identificare e nel rispondere ai bisogni dei giovani, degli adulti e della società in cui lo scoutismo non sta avendo alcun impatto, incluse le persone disabili.

 

Il tema triennale di WAGGGS “I nostri diritti, le nostre responsabilità”(2002-2005) esplora i diritti di ciascun individuo, e le responsabilità che sono associate a questi diritti. Le attività pratiche sono proposte con l’obiettivo di rapportarsi con i principi importanti legati alla stima, alla coscienza degli altri e alla collaborazione tra gli individui e i gruppi (incluse le persone con disabilità).

 

Il Guidismo/Scoutismo è aperto a tutti perché crediamo che ognuno sia una parte importante della società e che possiamo tutti vivere e lavorare insieme per il futuro.

 

La diversità tra i nostri soci non è una “buona azione”, è una necessità: organizzare le attività per ogni diverso associato ci aiuterà a mantenere la nostra promessa e ad osservare la nostra legge! Per esempio:

educazione all’uguaglianza

accettare le sfide

sviluppare relazioni interpersonali ricche

educazione alla tolleranza, fare del proprio meglio

“Gli scout acquisiranno una visione che va al di là dell’ambiente in cui vivono. Saranno più capaci di capire e superare errori e pregiudizi. Saranno capaci di considerare loro stessi da una prospettiva diversa.” (tratto da : Il kit “We can”: promoting Scouting and overcoming handicap / Programme Service / 1989 Ufficio Mondiale WOSM, Ginevra / Sezione B).

“La presenza di un giovane disabile in una unità aiuta tutti a scoprire che il concetto di “normalità” è relativo; ci aiuta ad affrontare la diversità dell’essere umano e l’originalità di ciascuno,e ci insegna anche ad essere attenti alle altre persone” (Tratto da: Les Scouts – Fédération Catholique des Scouts Baden Powell de Belgique, “ Il suffit de passer le pont”, Editions FSC, Bruxelles 1982, p. 10).

“E’ un grande e faticoso lavoro, ma è anche più divertente”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pone l’accento sulla salute e il funzionamento piuttosto che sulla disabilità. Precedentemente, la disabilità cominciava dove la salute finiva: una volta disabile, si era in un categoria separata. Adesso, tuttavia, l’OMS ha identificato uno strumento per misurare il funzionamento nella società, non importa quale sia la ragione della impossibilità di qualcuno. Questo spostamento ora si focalizza sul livello di salute piuttosto che sulla disabilità. Questa classificazione riconosce inoltre che ogni persona può sperimentare un problema di salute, quindi sperimentare una certa disabilità, questo mostra come la disabilità non è qualcosa che accade solo a una minoranza ma è una esperienza umana universale. (http://www.who.int/en/)

 

Che cosa vogliono i disabili?

“Niente di speciale, niente di inusuale. Vogliamo essere in grado di andare a scuola nel quartiere, usare la biblioteca, andare al cinema, prendere l’autobus, andare a fare shopping in centro o a trovare gli amici e i parenti in città o nel paese. Vogliamo essere in grado di andare al seggio del quartiere a votare con tutti gli atri il giorno delle elezioni. Vogliamo poterci sposare. Vogliamo poter lavorare. Vogliamo poterci fare carico dei nostri figli. Vogliamo cure mediche di alta qualità ed accessibili. Vogliamo essere viste come persone reali, come parte della società; non qualcosa da nascondere, da compatire o cui fare la carità.”

Adrienne Rubin Barthydt, 10 Aprile 1996 (Tratto da: www.disrights.org)

 

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, è chiaro che è possibile offrire Guidismo e Scoutismo ai disabili, ma ci sono a volte delle paure e ignoranza quando si discute di questo argomento. Questo kit si concentra sul lavoro con persone che hanno disabilità fisiche o di apprendimento. É costruito per dare alle Associazioni e ai loro associati ad accettare il Guidismo e lo Scoutismo può essere una attività positiva i disabili e che il Guidismo e lo Scoutismo hanno molto da guadagnare dal lavoro con i disabili.

Come utilizzare questo kit

 

 

Questo documento non è fatto per offrire soluzioni; il suo obiettivo è di stimolare la discussione e offrire ai capi un modo per trovare la soluzione ottimale per loro. Ci sono esempi in tutto il kit; la maggioranza di essi sono situazioni reali che vengono da tutte le Associazioni Europee. Questo esempi non sono delle ricette, ma vogliono offrire idee di pratiche e attività positive.

 

Il kit è diviso in tre parti, Affrontare le barriere, Includere tutti e Passare all’azione. Ciascuna parte può essere utilizzata da sola come strumento di formazione, o i capitoli possono essere presi e utilizzati individualmente se opportuno.

 

Affrontare le barriere

Questa parte guarda le principali barriere psicologiche che si devono affrontare quando si lavora con i disabili. Può essere utilizzata come base per la formazione capi; alcune attività si adattano anche ai ragazzi.

 

Includere tutti – Livello Nazionale

Si spera che questa parte sia utilizzata a livello nazionale dalle Associazioni, per interrogarsi sulle politiche in essere e alle modalità di inclusione, reclutamento e supporto degli associati disabili. All’inizio di questa parte c’è il gioco “siamo inclusivi” che può aiutare a sollevare questioni importanti prima che i diversi capitoli siano utilizzati. Questa parte si concentra su come le cose possono essere migliorate a livello associativo così da permettere a più ragazzi di partecipare alle attività a livello locale.

 

Passare all’azione – Informazioni pratiche per capi

Questa è una parte pratica per i capi per vedere che “non ci sono problemi, solo sfide”, La maggioranza degli strumenti dovrebbero servire ai capi per sviluppare le loro idee e per incoraggiare la loro creatività.

 

Il gruppo editoriale spera che vi divertiate ad utilizzare questo kit e che lo troviate utile.

Glossario

 

La terminologia utilizzata in questo kit è appropriata per il linguaggio in cui è scritto. Al seminario “Beyond barriers” si è visto che una delle barriere più grandi è stata la terminologia utilizzata nei diversi Paesi, per esempio le parole utilizzate per descrivere alcune disabilità in un Paese erano viste come offensive in un altro Paese. Si sottolinea che la terminologia è sempre in cambiamento e che è importante rispettare le differenze culturali. Perciò si incoraggia ogni Associazione ad utilizzare i termini appropriati nella sua lingua e a non sentirsi spinta ad utilizzare parole con cui si sentono a disagio.

 

 

Troverete qui sotto la terminologia utilizzata in questo kit.

 

Parole Guide e Scout:

WAGGGS: Associazione Mondiale delle Guide (www.girlworldwidesay.org)

WOSM. Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (www.scout.org)

WAGGGS e WOSM . Si riferisce a WOSM e WAGGGS insieme

Guidismo: si riferisce a programmi, attività e principi di WAGGGS

Scoutismo: si riferisce a programmi, attività e principi di WOSM

Guidismo e Scoutismo: si riferisce a Guidismo e Scoutismo insieme

Guide: ci si riferisce agli associati di WAGGGS

Scout: ci si riferisce agli associati di WOSM

Una Guida/Scout, Guide e Scout: ci riferisce agli associati di WAGGGS e/o agli associati di WOSM

Organizzazioni nazionali socie o Associazioni: le Organizzazioni associate a WAGGGS e le organizzazioni nazionali Scout

Capi: ci si riferisce ai capi unità

Unità: diversi ragazzi della stessa età (sono unità Brownies, Unità Scout, Unità Ranger, ecc…)

Gruppo: diverse unità di età diverse / alcuni ragazzi insieme

Programma educativo si riferisce al programma per i ragazzi.

 

 

 

Generale nel kit:

Associati disabili: Guide/Scout con una limitazione o mancanza (che risulta da un impedimento) di abilità nel realizzare una azione nel modo considerato normale per un essere umano.

ONG: Organizzazioni Non Governative. Ad esempio WAGGGS, WOSM, La Croce Rossa, molte associazioni di disabili.

PR: Pubbliche Relazioni.

Assistente/amico: una persona che assiste il disabile nella vita quotidiana

Specialista di disabilità: una persona che ha una conoscenza approfondita di impedimenti e disabilità, questa conoscenza può essere legata alle funzioni mentali o fisiche (medico, psicanalista, ecc..)

 

Modalità di lavoro:

Esclusione: nessuna coscienza per bisogni speciali, nessun trattamento, nessuna cura.

Separazione/Segregazione: coscienza di speciali bisogni in esclusione sociale, trattamenti e cure separate.

Assimilazione: il processo attraverso il quale un gruppo di minoranza adotta gradualmente i costumi e le attitudini della cultura prevalente.

Integrazione: La coscienza di bisogni speciali nell’integrazione sociale, trattamenti e cura in un approccio integrato.

Inclusione: i bisogni speciali sono la norma, ciascuno ha dei bisogni speciali, il trattamento individuale in un contesto sociale.

 

Nota: in questo kit, utilizziamo in senso generale il termine “inclusione” perché è l’ideale per il Guidismo e lo Scoutismo con associati disabili.

 

Classificazione internazionale delle disabilità di salute e funzionali (ICF) adottata dall’assemblea Mondiale della Sanità (AMS 2001) (http://www3.who.int/icf/icftemplate/cfm)

Funzioni corporee: le funzioni psicologiche del sistema corporeo (incluse le funzioni psicologiche)

Strutture corporee: parti anatomiche del corpo come organi, ghiandole e loro componenti

Deficienze:  problemi nelle funzioni e strutture corporee che portano a perdite o alterazioni significative

Attività: l’esecuzione di un compito o di una azione da parte di un individuo

Partecipazione: coinvolgimento in una situazione di vita

Limitazione delle attività: difficoltà che un individuo può avere nell’eseguire delle attività

Restrizioni alla partecipazione: problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgimento in situazioni di vita

Fattori ambientali: l’ambiente fisico, sociale e attitudinale in cui le persone vivono e conducono la loro vita (queste sono sia ostacoli sia agevolazioni della funzionalità delle persone)

Disabilità è il termine generale per ognuno di queste: un impedimento della struttura o della funzione corporea, una limitazione nelle attività, o una restrizione alla partecipazione.

 

A proposito di disabilità:

Impedimento: qualsiasi perdita di abilità o di funzione perché una parte del corpo è difettosa o manca

Disabilità: una restrizione o mancanza (che risulta da una deficienza) nell’abilità di compiere una azione nel modo considerato normale

Handicap: uno svantaggio per una individuo che porta ad un impedimento o a una disabilità che limita o previene l’attività. Nota: la parola handicap è utilizzata largamente in Europa.

Deficienza fisica: la perdita o il mancato sviluppo nello sviluppo di una funzione o struttura corporea specifica sia nel movimento, nella sensazione, coordinazione o parola, ma escluso la deficienza mentale.

Deficienza di parola: la perdita o il mancato sviluppo della funzione del linguaggio. Una persona può avere difficoltà di parola, un difetto di linguaggio o essere muta.

Deficienza sensoriale: generalmente legata a una deficienza visiva o di udito.

Deficienza visiva: una perdita o mancato sviluppo della funzione visiva. Una persona può vedere parzialmente o essere cieca.

Deficienza di udito: la perdita o mancato sviluppo della funzione uditiva. Una persona può essere dura di udito o sorda.

Deficienza mentale/difficoltà di apprendimento: la perdita o il mancato sviluppo della mente, che include una significativa deficienza intellettiva e della funzione sociale.

 

Nota: Negli esempi forniti., abbiamo mantenuto la terminologia delle associazioni di provenienza.
PRIMA PARTE: AFFRONTARE LE BARRIERE

 

 

La vita non ha limitazioni,

                               fatta eccezione per quelle che tu crei”

                                               Les Brown

 

 

 

L’obiettivo di questa parte è di rendere cosciente chi è coinvolto nel Guidismo e nello Scoutismo che esistono,nei confronti delle persone disabili all’interno del Guidismo e nello Scoutismo, preconcetti, stereotipi e discriminazioni. Inoltre ha lo scopo di aiutare Guide e Scout a riconoscere i propri atteggiamenti sia positivi sia negativi verso i portatori di disabilità.

 

Ci si augura che questa parte prepari gli individui; le unità; i gruppi o le Associazioni a pensare al loro atteggiamento verso le disabilità; una volta identificate le attitudini personali sarà più facile gestire i cambiamenti.

Ci sono molte barriere all’integrazione dei disabili nel Guidismo e nello Scoutismo, alcune di esse sono barriere fisiche, che sono facili da vedere, ad esempio come potrebbe qualcuno con problemi di mobilità campeggiare o fare un hike. Altre barriere sono molto meno ovvie ma causano altrettanti problemi. Questa parte si occupa con le barriere nascoste dei preconcetti, pregiudizi, stereotipi, paura, discriminazione e atteggiamento.

 

Questa parte non intende rimuovere completamente questa barriere, ma ci si augura che l’informazione e le attività possano essere utilizzate per aiutare ad identificare qualsiasi barriera che sia presente e una volta identificate sarà più facile superarle con l’informazione e l’educazione.

E’ sempre importante ricordare che le persone con disabilità non sono tutte uguali… Le disabilità sono molto diverse, e le persone disabili non sono un gruppo ma degli individui. Inoltre non si tratta di loro e noi! Dobbiamo lavorare insieme!  “Noi” non sappiamo che cosa è meglio per “loro”!

Ogni essere umano in alcune fasi della sua vita si trovano a situazioni di disabilità sia a causa della mancata conoscenza di una lingua straniera, di attività sportive, di comprensione culturale o con un problema fisico o una malattia mentale. Di conseguenza molti di noi possono cominciare ad identificarsi provando a sentirsi disabile in queste situazioni.

 

Ci sono tre capitoli qui. Il primo ha a che fare con “pregiudizio, preconcetto e stereotipi”, il secondo “attitudini – discriminazione e paura”. Entrambi danno spiegazioni ed esempi di alcune barriere che molti disabili affrontano nella loro vita quotidiana. Il capitolo finale “Allargare gli orizzonti – attività” contiene giochi e attività che possono essere utilizzati insieme a ciascuno dei primi due capitoli.

 

Questa parte può essere utilizzata come base per la formazione di qualsiasi appartenente all’Associazione; alcune attività possono adattarsi anche ai ragazzi.

 


Preconcetti, pregiudizi e stereotipi

 

 

 

Preconcetto:

Un opinione o concetto definito

prima di una adeguata conoscenza

o esperienza

 

 

Pregiudizio:

Una percezione avversa o un

giudizio negativo definito in anticipo o

senza conoscenza o esame dei fatti,

che può essere dannosa.

 

 

Stereotipi

“Una generalizzazione in cui le caratteristiche

possedute da una parte del gruppo sono

estese a tutto il gruppo”.

(Definizione prese da COMPAS, il manuale per

l’educazione ai diritti umani con i giovani,

Consiglio d’Europa http://www.coe.int/compass)

 

 

I pregiudizi si imparano come parte della nostro processo di

socializzazione e sono molto difficili da modificare o sradicare.

 

E’ importante ricordare che ciascuno ha preconcetti, pregiudizi e stereotipi diversi; questi si basano sull’esperienza di vita individuale di ciascuno. I preconcetti, i pregiudizi e gli stereotipi non sono solo cose negative; abbiamo bisogno di essi per “codificare” la nostra esperienza così da parte imparare e capire le cose che succedono a noi e intorno a noi. Per esempio, se una Guida/Scout non ha mai incontrato un sordo e gli/le è stato detto che tutti i sordi non capiscono il linguaggio parlato, allora quella Guida/Scout penserà che un sordo non può capirlo/a. Dato che i preconcetti, i pregiudizi e gli stereotipi si basano sull’esperienza di vita allora è possibile cambiarli attraverso la conoscenza e nuove esperienze. Così la Guida/Scout che non ha mai incontrato un sordo può cambiare la sua conoscenza rendendosi conto che alcuni sordi possono capire il linguaggio parlato e alcuni comunicano attraverso il linguaggio dei segni ecc… e inoltre lui/lei possono incontrare persone sorde che possono aiutarli a capire la loro sordità.

 

Alcune persone potrebbero domandare “Come possono il pregiudizio, il preconcetto e lo stereotipo essere di ostacolo ai disabili nell’essere parte del Guidismo e dello Scoutismo?” Dobbiamo ricordare che ognuno ha una diversa esperienza e conoscenza della disabilità, e in questo modo aumentando la conoscenza e l’esperienza è possibile cambiare i loro preconcetti, pregiudizi e stereotipi. E’ inoltre importante riconoscere che i preconcetti, i pregiudizi e gli stereotipi creano barriere per i disabili a cui piacerebbe essere una Guida/Scout.

 

Esempi:

Una giovane capo ha scritto:”Quando ho chiesto di diventare capo la mia richiesta è stata rifiutata perché sono un disabile fisico. I capi che hanno rifiutato la mia richiesta hanno pensato che io non fossi in grado di aiutare i bambini a causa della mia deficienza fisica, anche se quelli che mi conoscevano pensavano che fosse positivo per me diventare capo. Classificherei questo come un caso di discriminazione diretta perché il Consigliere per i giovani Capi e il Responsabile di Zona hanno dato un giudizio male informato. Non mi hanno mai visto a una riunione e quindi non erano a conoscenza delle mie capacità.

 

Ha poi scritto:

L’altra situazione in cui sono stata direttamente discriminata nel Guidismo è quando non ho potuto far parte di una unità Brownie nella stessa città in cui vivevo perché ero disabile. Mi è toccato andare a una unità Brownie che era a trenta minuti o più da casa. Questo ha voluto dire che dovevo andare così distante quando dovevo andare in Chiesa o ad altri eventi.

 

Questi esempi mostrano quanto i giudizi siano dati sulle persone disabili senza conoscenza della PERSONA – solo un’informazione sommaria sulla DISABILITA’.

 

Che cosa fare?

Preconcetti, pregiudizi e stereotipi sono opinioni, giudizi o sospetti. Possono essere modificati aumentando la conoscenza, l’autostima e la coscienza. Nel capitolo “Allargare gli orizzonti” troverete attività e idee differenti che mirano ad accrescere la coscienza.

 

Nota

Le persone che non appartengono al Guidismo o allo Scoutismo, inclusi i disabili, possono avere pregiudizi sul Guidismo e lo Scoutismo. E’ quindi importante avere un’efficace comunicazione esterna, inclusi strumenti, che presenti l’Associazione ad un pubblico esterno. Nel capitolo “diffondi l’informazione” troverete diverse idee per comunicare.

 

 

Attività per identificare i preconcetti

Chiedi ai membri del gruppo di disegnare persone che fanno lavori diversi, un’infermiera, un medico, un avvocato, una parrucchiera, un agricoltore, un macellaio ecc… Poi chiedete loro di mostrarli al resto del gruppo per verificare se hanno tutti scelto lo stesso genere per ogni professione (ad esempio infermiera donna /medico uomo). Questa attività sottolinea che tutti abbiamo dei preconcetti riguardo alla vita di tutti i giorni.

Esercizio di mimo: ciascun partecipante mima un gruppo/professione (banchiere, inserviente, modella, vichingo, punk, disabile ecc…) Poi discutete le seguenti domande: i mimi erano basati su degli stereotipi? Come sono creati? Alcuni gruppi/categorie/professioni attraggono alcuni tipi di persone? Quando gli stereotipi diventano pericolosi?

Nel 1996 le Guide Inglesi hanno prodotto un manuale “Inside -out, valori e attitudini per la formazione di coloro coinvolti nello sviluppo” con molte attività che esploravano i giudizi, gli stereotipi e i preconcetti. Potete trovarlo su http://www.guidingessentials.org.uk

 

> Vedere anche il capitolo “Allargare gli orizzonti -attività”

 

 


Attitudini – discriminazione e paure

 

 

“Più di 500 milioni di persone nel mondo sono disabili come conseguenza di una deficienza mentale, fisica o sensoriale. Spettano loro gli stessi diritti di tutti gli altri esseri umani e le stesse opportunità. Troppo spesso le loro vite sono handicappate da barriere fisiche e sociali nella società, che limitano la loro piena partecipazione. A causa di questo, milioni di bambini e adulti in tutte le parti del mondo affrontano una vita che è segregata e sminuita.” ( Tratto da: World Programme of Action concerning Disabled Persons).

 

Gli ostacoli più grandi all’inclusione dei disabili sono i nostri stessi atteggiamenti. Gli atteggiamenti sono basati  su preconcetti, pregiudizi e stereotipi. Possono provenire anche dalle nostre paure; non sappiamo come comportarci quando siamo con dei disabili. Questi atteggiamenti provengono da una mancanza di conoscenza ed esperienza; terminologia; percezione o ambiente culturale…

 

Non sono abbastanza competente da prendermi cura di una persona che usa la carrozzina

Mi spaventerebbe assistere ad una crisi epilettica

Non possiamo prenderci cura di una disabile perché non abbiamo abbastanza capi

 

Riconoscere che abbiamo atteggiamenti negativi potrebbe essere un gran bel punto di partenza per l’autosviluppo. E’ molto importante per trovare soluzioni e/o informazioni per rompere questo ciclo negativo (non so, ho paura, mi rifiuto…).

 

“Non avere paura, non vederli come qualcosa di diverso, accetta chi sono e quello che possono fare” (capo inglese)

Non dimenticate che prima di tutto state giocando con un bambino, non con una disabilità!

 

Attitudini

“Le attitudini sono predisposizioni, che portano una persona a rispondere, in favore o contro, una situazione o una persona”. (Tratto da: Doré, Wagner et Brunet, 1996:85, preso da Fishbein et Ajzen in Horne, 1985)

 

“Mi sono reso conto che il problema ero io e nessuno avrebbe potuto cambiarmi eccetto me stesso” John Petworth

 

Un atteggiamento potrebbe essere definito come una tendenza appresa a pensare, sentire e agire in un particolare modo verso un dato oggetto o classe di oggetti (un oggetto può essere una persona, un gruppo, un’istituzione, o qualcosa di astratto come l’educazione o la religione). Un attitudine è anche una sensazione rispetto a quello che sta succedendo alla propria realtà personale all’interno della società. Questa sensazione porta l’individuo o il gruppo a vedere (o pensare) le cose in una certa maniera e quindi influenza il modo in cui questioni, preoccupazioni e situazioni sono gestite (azioni prese). Se le attitudini si apprendono, si possono allora “disimparare” o cambiare come scelta conscia e desiderata. Cambiare le attitudini è possibile se ci concentriamo su:

Conoscenza: aumentata conoscenza dell’”oggetto” che è l’attenzione di un’attuale attitudine, questo potrebbe portare alla volontà di risolvere il conflitto o stabilire una migliore comunicazione tra individui o i gruppi. Ideale – rispettare gli altri.

Crescita personale: identificare, esplorare e riflettere sulle proprie attitudini.- Ideale – sviluppare se stessi

Motivazione: perché qualcuno fa qualcosa. Influenza il nostro modo di pensare, sentire e agire.

Autostima: il proprio atteggiamento su come ci si sente verso se stessi.

Riconoscimento: che ognuno sta facendo il miglior lavoro possibile con gli strumenti che ha a disposizione.(Ispirato alle Linee Guida per la Formazione, p.19 WAGGGS)

 

Commenti sulle attitudini dai capi:

Non abbiamo dubbi che saremmo in grado di gestire quasi qualsiasi disabilità o problema fisico se qualcuno lo chiedesse, e faremmo dei grandi progressi anche con i problemi mentali perché abbiamo un buon atteggiamento. Pensiamo che tutti i membri possano fare tutto e poi definire come lo faranno.

Penso che la migliore formazione che ciascuno possa avere per gestire la disabilità o ogni altra condizione cronica sarebbe una formazione sulle attitudini positive. Se avete la volontà di aiutare i ragazzi con condizioni croniche a divertirsi nel Guidismo – troverete una soluzione.

 

Alcune attitudini, che hanno effetti negativi sull’accessibilità (ispirato da www.h2000.be / in francese)

 

1 – Scontento sociale: dubbio e problemi su come comportarsi quando in compagnia di un disabile

posso usare la parola “vedere” vicino ad un cieco (la riposta è SI!)

le persone possono essere riservate quando vicini ad un disabile perché non hanno mai parlato ad un disabile e non pensano li possa comprendere

 

2 – Rifiuto e segregazione: profonda ripugnanza o desiderio che i disabili siano rimossi dalla società

In ogni caso, sono più felici insieme!

Un persona può avere un atteggiamento di rifiuto verso un disabile perché la loro unica esperienza con un disabile è stata con qualcuno aggressivo

 

3 – Paternalismo o atteggiamento caritativo: i disabili sono dipendenti o incapaci, e hanno bisogno di aiuto e di trattamenti speciali.

se accetto questa persona in unità , la aiuterò continuamente

siamo un’unità molto buona, abbiamo una persona disabile!

 

4 – Assunzione a livello emotivo: presunzione sulle sensazioni che i disabili hanno verso se stessi

Povero ragazzo, sarà triste a non poter danzare!

 

5 – Identificazione di uno stress supposto: tendenza ad immaginare che cosa sia essere disabile, accompagnato da ansia o panico

Accidenti, non vorrei essere così!

 

6 – Pregiudizio rispetto all’abilità dei disabili

E’ una buona persona, ma non può essere efficiente come gli altri!

 

Lista di verifica sulle attitudini (tratto da: Includere le ragazze, e le giovani

donne disabili nel Guidismo inglese, Girlguiding UK, Gennaio 2004)

 

DOS

tratta i disabili come qualsiasi altro

parlate sempre direttamente ad un disabile

chiedete sempre al disabile se potete aiutarli in qualche modo

Cercate di essere coscienti delle disabilità nascoste, come

l’epilessia o la sindrome di Aspergers

Non assumete nulla, chiedete sempre!

 

DONT’S

Non utilizzare termini negativi come “rattrappito” o “vittima”

Non considerare un compagno o un assistente come un mediatore

Non assumete che quella persona non vi capisca

Non finire una frase o una parola per la persona che ha una deficienza uditiva

 

Discriminazione

(Le definizioni ispirate dal COMPASS, il manuale dell’educazione dei giovani  ai diritti umani, Consiglio d’Europa http://www.coe.int/compass, p.331-333)

“Qualsiasi distinzione, esclusione, restrizione o preferenza fatta sulla base di disabilità che abbia l’obiettivo o l’effetto di annullare o impedire il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, su una base uguale, di diritti umani e libertà fondamentali nel campo politico, economico, sociale, culturale o qualsiasi altro della sfera pubblica”

 

Possiamo identificare in questa definizione i seguenti elementi:

C’è una “causa” basata sulle disabilità e la persona o i gruppi che discriminano percepiscono le caratteristiche di disabilità come un problema. Ci sono “azioni” che sono qualificate come discriminazioni. Queste possono essere rifiuto (non volere un disabile come amico), restrizione (proibire l’ingresso di una sedia a rotelle in una mostra), o esclusione di una persona o un gruppo di persone (non assumere persone disabili). Ci sono “conseguenzeche possono essere anche l’”obiettivo” dell’azione di discriminazione. Tutte queste cose possono impedire alla vittima di esercitare e/o godere dei suoi diritti umani e le sue libertà fondamentali.

 

Ci sono tre tipi di discriminazione:

 

– Discriminazione diretta è quando c’è l’intento di discriminare contro una persona o un gruppo, questo succede quando una persona è trattata meno favorevolmente di un’altra, in una situazione confrontabile.

Esempio: Un giovane capo ha partecipato ad un campo internazionale per persone disabili in cui lui era l’accompagnatore di uno scout, di nome “Adam”, che aveva difficoltà motorie. Dopo il suo ritorno, il suo commissario internazionale locale gli chiese se Adama sarebbe stato capace di partecipare ad un campo internazione non specificatamente per disabili. Il capo rispose che Adam si sarebbe gestito molto bene con un piccolo aiuto. Il commissario internazionale allora affermò che non avrebbe presentato Adam per la selezione per un campo internazionale che non fosse per scout disabili perché “non sarebbe stato capace di affrontarlo”.

 

– Discriminazione indiretta succede quando si prende una decisione apparentemente neutrale che alla fine mette una persona con una disabilità in posizione di svantaggio rispetto agli altri. Come la mancanza di libri in Braille o con luogo di campo con molti scalini.

 

– Discriminazione positiva che deliberatamente favorisce o dà la preferenza ai disabili. L’obiettivo principale di questa è di superare le forme strutturali di discriminazione. Come cedere i posti davanti alle persone con deficienze visive o uditive.

 

Idealmente non ci sarebbe discriminazione all’interno di Guidismo e Scoutismo ma sfortunatamente a causa di mancanza di conoscenza ce ne è probabilmente molta. E’ importante capire come ci si sente ad essere discriminati poiché anche “piccoli” atteggiamenti discriminatori possono avere grandi conseguenze per queste persone che sono discriminate.

 

Commenti sulla discriminazione dai capi:

Alcune persone pensano che non possa capire, come quando ho fatto il corso di pronto soccorso.

Ho sentito dei capi di altre unità affermare che non avrebbero rischiato di portare i nostri ragazzi fuori senza i loro genitori per i problemi che dovevano gestire.

Una capo dei Brownies (simili ai Lupetti) che non ha accettato una Brownie che era allergica alle noci perché non riusciva a capire come poteva fare in modo che il cibo non fosse pericoloso.

Penso che esiste la possibilità che si pensi che avere un ragazzo con disabilità non valga lo sforzo necessario  e questo preconcetto va allontanato.

Non visto come capace di raggiungere qualificazioni

Diversi ragazzi di un gruppo non pensavano che una persona sarebbe dovuto essere selezionata per andare in un viaggio in Russia.

Assunzioni di non poter fare cose che posso, influenzando i comportamenti degli altri capi che non mi conoscono.

Alcune persone non accettano che io possa fare il lavoro

Mancanza di opportunità offerte ai disabili scout. Discriminazione, cioè non visto come capace di sfruttare l’opportunità.

 

La testimonianza di Tiziano, capo Scout

Mi piacerebbe raccontarvi un episodio significativo che risale a quando ero un lupetto.

Non so se avete mai sentito parlare di un gioco chiamato “Alpenstock”? Si sta tutti in cerchio, tenendosi per mano. Nel mezzo sta l’alpenstock (“il bastone di legno che regge la bandiera, simbolo del gruppo”), piantato in terra. Si comincia a muoversi, cercando di stare lontano dall’alpenstock, dal momento in cui chi lo tocca con il suo corpo o rompe il cerchio perde.

Ovviamente la mia stretta non era costante e non ho potuto tenere bene la mano del mio vicino!

Nessuno voleva starmi vicino, perché pensavano che avrebbero perso.

Ma giocai lo stesso e ricordo qualcosa che mi fu detto da un ragazzo che aveva deciso di stare vicino a me: poiché non potevo stringere velocemente la sua mano, mi avrebbe stretto lui più forte.

Questo mi fece sentire molto parte del gruppo.

Rimasi in gioco fino quasi alla fine.”

 

Attività

Gioco di ruolo, teatro, imparare facendo > per incoraggiare la discussione sugli atteggiamenti, le paure, la discriminazione, in modo aperto (senza giudicare).

Usate le fotografie di diverse disabilità e discutete le vostre sensazioni, come potete immaginare la vita di queste persone.

Organizzate una serata di “cinema”. Tanti film per discutere delle disabilità – “Il mio piede sinistro”, “Rainman”, L’Ottavo giorno

Potete avere un dibattito con altri capi su:

Il nostro Programma educativo discrimina? Pensate alle attività al campo, la progressione personale…

La nostra immagine esterna promuove l’adesione di ragazzi disabili?

I nostri luoghi di riunione sono accessibile alle sedie a rotelle? Potrebbero esserlo in futuro?

Utilizziamo sempre le stesse modalità di espressione (discussione, scrittura)?

Come la comunicazione può essere una barriera (vedi il capitolo “modi di comunicare”)?

 

Laboratorio realizzato durante il “Guiding and Scouting .- working with disabled young people”, 1-7 Maggio 1995, EYCS Francia (Ispirato dal rapporto del seminario, pagg. 19-22, in francese e inglese)

Integrare un bambino disabile in unità: “il gruppo ha utilizzato il gioco di ruolo per dimostrare l’atteggiamento di un capo verso il disabile che voleva aggregarsi al gruppo. Nel gioco il capo non voleva il ragazzo nel gruppo, ma invece di dirlo direttamente usava molte scuse comuni all’esperienza di tutti i partecipanti. La discussione successiva si è dedicata alle difficoltà dei capi che non vogliono disabili nei loro gruppi”.

Avere a che fare con un comportamento non appropriato: “questo laboratorio si occupava dell’effetto di un comportamento inadeguato utilizzato talvolta da disabili mentali. All’inizio della sessione i partecipanti sono stati provocati assistendo a comportamenti inadeguati in un rapporto uno a uno. Dovremmo accettare qualsiasi tipo di comportamento fino a che non influenza i diritti di altre persone? Chi decide che cosa è che cosa non è un comportamento accettabile?”.

 

> Vedere anche il capitolo “Allargare gli orizzonti – attività”


Allargare gli orizzonti – attività

 

 

 

 

Idee sull’autostima

Perché ci sia autostima, è necessario che i vostri diritti di base siano rispettati: fisiologici (ossigeno, cibo, ecc…) / sicurezza/ amore e appartenenza /bisogni di stima; una persona ha bisogno di un livello di autorispetto stabile, con solide basi, alto e il rispetto degli altri per sentirsi soddisfatto, fiducioso e di valore. SE questi bisogni non sono rispettati, la persona si sente inferiore, debole, senza speranza e senza valore.

E’ dunque molto importante pianificare le attività in cui i ragazzi del gruppo possano esplorare la collaborazione, lo spirito di squadra e le possibilità di essere ascoltati e rispettati.

 

 

Rispettare gli altri (fonte: http://guidinguk.freeservers.com/)

dividete il gruppo in due

prendete una metà da parte e date loro carta e una matita. Dite loro che devono conversare o interagire con 10 persone dell’altro gruppo in un certo tempo. Devono scrivere con chi hanno interagito.

Ciascuno dell’altro gruppo riceve un segno ( che può essere fatto di carta e con un nastro in modo che possa essere messo sopra la testa.)

Nessuno è in grado di leggere il proprio segno così non sanno che cosa dice, Fate segni del tipo “Dimmi che sembro stanco”, “Ignorami”, Dimmi che ho un aria grandiosa”, “Chiamami stupido”, “Trattami come il tuo migliore amico” ecc…. Dovrebbero esserci diversi segni negativi e positivi.

SOLO il gruppo che ha carta e penna può iniziare la conversazione. Il gruppo con i segni deve aspettare che qualcuno parli loro.

Può aiutare infilare suggerimenti nella conversazione (ad esempio un partecipante aveva il segno “chiamami stupido” ad un laboratorio. Qualcuno è andato da lei e le ha chiesto da dove veniva. Quando lei affermò che proveniva da Cardigan le ha riposto “Mi dicono che ci sono un sacco di stupidi che vivono a Cardigan”!)

Se sapete che c’è qualcuno con una bassa autostima o molto timido, potrebbe essere una buona idea di dare loro un segno positivo. Potete chiedere a qualcuno che conosce il gruppo, se voi non lo conoscete.

Dopo che il gruppo “interagisce” è importante ridiscutere quello che è successo, parlando di come erano stati trattati. Come li faceva sentire, come si sono sentiti con un segno negativo e perché, chi aveva dei vantaggi  e perché. E’ anche importante che con un esercizio come questo che ciascuno sappia che il gioco termina quando è finito e non dovrebbe essere utilizzato per fare scherzi nel fine settimana ecc.. Questo esercizio può essere utilizzato in una discussione sugli stereotipi. Tutti abbiamo dei segni invisibili e che influenzano il modo in cui le persone ci trattano. Abbiamo bisogno di esaminare le nostre reazioni al modo in cui siamo trattati  perché questi possono influenzare il modo in cui ci tratteranno nel futuro.

 

 

Galleria dei ritratti

(Tratto da : il kit “we can”: Promoting Scouting and Overcoming Handicap /Programme Service / 1989 Ufficio Mondiale Scout, Ginevra /Sezione F: Idee per il Programma)

 

Fate una galleria di ritratti dei bambini del quartiere, con foto formato tessera. A ciascun ritratto mettete una didascalia con il nome e una breve descrizione di differenze affrontate dalla persona, ad esempio “Karim, 7, porta gli occhiali”, Georgina, 11, corre piano”; invitate tutti all’apertura della galleria. Le persone possono aggiungere uno o più “risorse” alle didascalie dei bambini: “Karim, 7, porta gli occhiali, ha un bel sorriso”, “ Georgina, 11, canta molto bene”.

Galleria fotografica

Preparazione: Trovate fotografie di molti tipi di persone (dovreste conoscere almeno qualcosa delle persone nelle fotografie) alcune con disabilità ovvie, alcune nascoste. Attività: date le foto al gruppo e chiedete a piccoli gruppi di descrivere quella persona (il loro lavoro, l’età, il passato, la famiglia ecc..). Il gruppo legge ad alta voce la sua descrizione. Poi il capo dell’attività dà le descrizioni reali. Discutete la differenza nelle descrizioni e se c’erano dei preconcetti, pregiudizi e stereotipi.

 

Una semplice attività per enfatizzare che le differenze fra le persone sono davvero minime… Chiedete ad una amico di sdraiarsi per terra o di appoggiarsi ad un muro. Disegnategli il contorno con un gesso e poi chiedete ad un altro amico di identificare la siluette…

 

 

 

Quattro Angoli

Quattro persone sono scelte dal gruppo. Il gruppo deve essere di almeno 16 persone.

A ciascuno di questi 4 capi è data una caratteristica che permetterà ad altri di aggregarsi al gruppo (questo si fa in segreto). Qualcosa di molto ovvio del tipo occhiali, jeans, tipo di scarpe, colore dei capelli ecc…

Ogni capo va in un angolo

I partecipanti rimangono IN SILENZIO camminano e passano vicino a tutti i capi allungando le loro mani come per stringerle,

Ciascuno dei capi muove la sua testa per dire sì o no, se possono o no aggregarsi al suo gruppo.

Quando ci si aggrega al gruppo si sta dietro il capo così da vedere la persona che sta arrivando dopo.

Alla fine si spera che alcune poche persone non siano scelte

Lasciate queste persone passare tutti e 4 i capi almeno una volta così da essere rifiutati da uno o due dei capi almeno un paio di volte. Poi dichiarate il gioco chiuso.

Poi chiedete ai capi come si sono sentiti nel dover rifiutare alcune persone, come si è sentito chi è stato accettato, e come si sono sentiti quelli che sono stati rifiutati. Poi chiedete ad ogni gruppo se possono indovinare perché sono stati accettati nel gruppo. (Non avete detto al gruppo che era una caratteristica fisica). Certe volte possono indovinare altre volte no. Questo è un gioco che può essere usato anche con i ragazzi. E certe volte questa è la prima volta che alcuni di questi bambini vivono il rifiuto e non hanno mai provato quella sensazione prima. E’ un gioco che può fare parlare le persone.

 

 

 

Sedie musicali non imparziali

Giocate alle sedie musicali (mettete le sedie in una riga schienale contro schienale, una in meno del numero dei partecipanti, fate partire la musica e tutti camminano intorno alle sedie. Quando la musica si ferma ciascuno deve sedersi su una sedia. La persona senza sedia è fuori dal gioco).

Quando preparate il gioco mettete un segno ad una delle estremità della fila di sedie ma ad almeno 2/3 metri di distanza. Distribuite due o tre colori per identificare due/tre gruppi e scegliete uno dei gruppi come quello discriminato. Questo gruppo deve girare anche intorno al segno oltre che alle sedie. Questo è un modo molto semplice per mostrare come la discriminazione non sia leale.

 

 

 

 

Il gioco degli adesivi

Discussione sull’uguaglianza, la differenza, la discriminazione, l’identità, opportunità, partecipazione /avete bisogno di almeno 10 partecipanti. (tratto dal seminario “Equal opportunities, Equal Participation”, 22-29 giugno 2003, EYCB Ungheria)

I partecipanti fanno un cerchio in una grande stanza vuota.

Il formatore chiede ai partecipanti di seguire due regole per un pò: chiudere gli occhi e stare in silenzio.

Poi il capo comincia a mettere un adesivo sulla fronte di ciascun partecipante eccetto uno/due (avete bisogno di diversi tipi di adesivi. Diversi colori e diverse forme).

Il capo spiega che in pochi secondi i partecipanti saranno in grado di aprire i loro occhi ed eseguire la seguente attività: “Formare dei gruppi senza parlare”.

Una volta che il formatore pensa che i gruppi siano formati, i partecipanti e lo staff si siedono e riflettono sull’esperienza. La cosa normale è che i partecipanti si siano riuniti agli altri in relazione al colore/forma dei loro adesivi, per cui il formatore fa loro delle domande tipo:

Perché vi siete messi per colore/forma se il formatore non via ha detto di fare così? Quale criterio ha dominato?

Come è stata la vostra reazione? Avete avuto un ruolo attivo e avete aspettato per vedere che cosa volevano fare gli altri?

Come sapevate il colore/forma del vostro adesivo? Come costruiscono le persone la loro identità?

Che cosa è successo ai due che non avevano adesivo? Perchè?

 

 

Attività sulla coscienza

 

Scouting Netherland – SN, Paesi Bassi

Un gioco che utilizza citazioni per vedere quanto le persone sono aperte verso i disabili. Qui potete trovare alcuni esempi di queste citazioni che sono preparate per creare discussione (alcune sono veramente discriminanti!)

Allargare la coscienza

Siamo felici di avere Scout con handicap qui, perché significa che alcuni possono lavorare sulla specialità di “dare una mano”

Non puoi mai giocare a ritmi tranquilli con bambini con ADHD (disordine di iperattività deficit di attenzione)

Dovreste conoscere la scheda medica di ogni ragazzo del gruppo

Accessibilità

Non invitiamo mai ai giochi regionali gli Scout con un gruppo di disabili perché non arriverebbero ultimi, ovvio.

Secondo i genitori non farai mai abbastanza

Il compito del nostro gruppo era di tenere l’edificio pulito. Come gruppo con disabili, non potevamo farlo

Sport e attività ricreative

Non ci sono abbastanza organizzazioni nei Paesi Bassi che fanno qualcosa per i disabili; veniamo agli Scout per giocare

Lo scoutismo è l’unica organizzazione in cui i bambini disabili sono benvenuti

Andiamo al parco giochi con la nostra unità di Guide e Scout disabili, perché è carino ed economico con lo sconto disabili

Formazione degli assistenti e pianificazione

Lo Scoutismo olandese cerca di integrare gli scout disabili ma non funziona

Lo scoutismo olandese non sa quanti sono i disabili scout, fanno sono finta

Formazione del personale

Ogni reparto di scout con disabili ha bisogno di un assistente medico ufficiale

Semplicemente invitiamo le loro mamme al campo!

Per lavorare con alcuni disabili mentali gravi te la cavi con un po’ di umorismo e una sana comprensione

Cooperazione internazionale

Un campo internazionale non è adatto ad un disabile mentale. Non imparano nulla. Posso restare tranquillamente a casa, è più economico

Dovrebbe esserci un Jamboree Mondiale per i disabili

Stiamo a casa con il nostro gruppo – è già una sfida sufficiente

 

 

 

Attività sui diritti umani

COMPASS, il manuale sull’educazione dei giovani ai diritti umani.

COMPASS è stato prodotto dalla Direzione della Gioventù e dello Sport del Consiglio d’Europa per fornire ai capi, insegnanti, formatori e facilitatori di giovani nel settore dell’educazione formale e non-formale una preparazione approfondita e pronta ad utilizzare metodi interattivi e informazioni essenziale sui diritti umani e all’educazione ai diritti umani.

La versione on-line di COMPASS è basata su una interattività completa far le diverse sezioni del manuale così come su una interattività con gli utenti (http://www.coe.int/compass)

La versione stampata di COMPASS è disponibile in Inglese, Francese e Russo alle edizioni Consiglio d’Europa (http://www.book.coe.int).

                I giochi che seguono possono essere utilizzati per aprire la mente su discriminazione, bullismo, immagine, stereotipi, pregiudizi e coscienza, p.111 -142-150-188-209-214-217 nella versione Inglese.

 

Il tema triennale di WAGGGS “I nostri diritti le nostre Responsabilità”

Il pacchetto di attività esplora i diritti di ciascun individuo e le responsabilità che da essi deriva, in particolare per quello che si riferisce ai giovani. Le sei aree all’interno del tema si occupano dei principi importanti che si riferiscono alla fiducia in se stessi, alla coscienza degli altri e alla cooperazione fra gli individui e i gruppi. E’ disponibile tradotto in Italiano in Segreteria Internazionale AGESCI(www.wagggsword.org/aroundtheworld/projects/oror/index.html)

Attività 3 / Il diritto a essere felice: una comprensione più profonda del perché si discrimina, e come tutti i coinvolti si sentono e quel che possiamo fare

Attività 3 / Il diritto a lavorare insieme: rende i membri del gruppo più coscienti della necessità di tolleranza quando si ha a che fare con persone che come tutte hanno il diritto di fare le cose a modo loro.

Attività 8 / Il diritto a imparare: una comprensione più profonda del fatto che ciascuno può essere reso disabile dal suo ambiente e che ci sono molte barriere ad un accesso equo. Una coscienza che tutti saremo disabili in un dato momento della nostra vita.

 

 

http://www.salto-youth.net/find-a-tool/

“La scatola degli arnesi per la formazione è come uno scaffale di libri on-line, dal quale potete tirar fuori diversi strumenti di formazione a seconda dei vostri bisogni. Questo potrebbe facilitare l’accesso al materiale formativo disponibile ed evitare di reinventare la ruota. La funzione di ricerca vi permette di cercare metodi di formazione individuale, testi di riferimento o manuali o presentazioni, senza aver bisogno di sapere in quale corso o relazione sono stati utilizzati. Scrivete semplicemente una parola chiave o selezionate quale tipo di strumento state cercando per quale argomento”.Potete trovare attività sulla discriminazione e la disabilità.

 

http://www.training-youth.net/publications/tkits/tkit8/Tkit8.htm

Kit sulla inclusione sociale. Per formatori e operatori giovanili impegnati nel lavoro di inclusione di tutti.

 

 


SECONDA PARTE: ACCOGLIERE TUTTI – LIVELLO NAZIONALE

“L’uomo che sta sulla collina con la bocca aperta aspetterà

molto tempo che un’oca arrosto ci cada dentro”

 

Confucio

 

Questa parte si rivolge ai livelli nazionali delle associazioni. Lavorare con tutti i settori della società significa che le associazioni sono costruite intorno ad un sistema che risponde ai bisogni di ciascun associato e la struttura dell’associazione è adatta ai bisogni. Questo concetto non solo coinvolge i capi che lavorano con disabili, ma l’associazione intera. Questa sezione si propone di sollevare interrogativi sulle politiche correnti e alle modalità di integrazione, reclutamento e supporto di associati disabili.

 

All’inizio di questa sezione, il kit offre un gioco “Siamo inclusivi?” che può essere utilizzato come base per l’identificazione dei bisogni di sviluppo dell’associazione. Il gioco si propone di sollevare questioni che l’associazione ha bisogno di affrontare per migliorare la partecipazione di più ragazzi disabili nella attività offerte a livello locale. Si raccomanda che i quadri nazionali importanti giochino quel gioco. Per ciascuna parte del gioco ci sono altre idee offerte nei capitoli seguenti. Potete anche guardare i capitoli senza giocare, sebbene il gioco potrebbe fornire terreno per un lavoro ulteriore.

 

Dopo il gioco i capitoli sollevano alcuni punti in vista di come le diverse aree di sviluppo possono essere o sono state affrontare dalle diverse associazioni in Europa.

“Introduzione sulla costruzione di politiche”. Si fa presente alle Associazioni la questione di avere una politica nazionale sugli associati disabili. Questa politica dovrebbe essere intergrata nella Strategia Globale delle Associazioni Nazionali appartenenti a WOSM e WAGGGS.

“Le sfide al Programma Educativo a livello nazionale”: sottolinea i bisogni di sviluppo del programma che dovrebbero essere affrontate dalle associazioni.

“Modi di lavorare”: fornisce idee sui diversi modi di lavorare con gli associati disabili.

“Strutture organizzative”: introduce le diverse modalità di supporto del lavoro fatto con gli associati disabili dal punto di vista organizzativo.

“Le risorse dei capi – reclutamento, formazione e supporto”: dal punto di vista dell’Associazione.

“Diffondi l’informazione – coscienza interna e immagine esterna”: solleva alcune questioni sulla diffusione dell’informazione nell’Associazione.

 

Tutti i capitoli in questa sezione possono essere utilizzati separatamente o in congiunzione con il gioco.

 

Accogliamo tutti? – GIOCO

 

L’obiettivo del gioco è che i giocatori comincino a pensare all’accoglienza da prospettive diverse e allo stesso tempo prendano coscienza di che cosa ci sia bisogno di fare nella loro Associazione, per diventare più accoglienti. Questo gioco è fatto per capi Guide e Scout a livello Nazionale o Regionale, ma può anche essere giocato da tutti i capi interessati.

 

Tempo: minimo due ore (dipende dal numero dei giocatori e dal livello di discussione)

Partecipanti: minimo 4 (se sono meno, è possibile avere una discussione basata sulle domande del gioco senza giocarlo)

 

 

 

Materiale necessario:

la tavola da gioco

57 carte

simboli con cui giocare

 

 

 

 

Tavola da gioco: La tavola da gioco illustra un nodo costituito da due diverse corde (una spessa e una sottile). Il gioco può essere giocato in diverse versioni, a seconda della corda scelta. La versione più corta consiste nel giocare solo la corda spessa con 6 incroci di corda e la versione lunga usa la corda fine con 8 incroci.Il gioco può essere giocato consentendo ai giocatori di muoversi liberamente da una corda all’altra.

 

Carte: Il gioco ha 57 carte; 42 carte per la discussione e 15 carte di cooperazione. Le carte di discussione hanno sei argomenti diversi. Gli argomenti delle carte sono gli stessi dei capitoli in questa parte del kit, così che i giocatori posso poi tornare ai capitoli per idee aggiuntive. Gli argomenti e il numero delle carte per ciascun argomento di discussione sono le seguenti:

Introduzione sulla creazione di politiche, 6 carte

Sfide per il programma educativo a livello nazionale, 6 carte

Modi di lavorare, 6 carte

Strutture organizzative, 6 carte

Le risorse dei capi – reclutamento, formazione e supporto, 12 carte

Diffondi l’informazione – coscienza interna e immagine esterna, 6 carte

 

Prima di cominciare il gioco si raccomanda che le carte siano stampate in sette diversi colori per identificarli più facilmente. Le carte dovrebbero poi essere mescolate e messo il mazzo al centro della tavola di gioco.

 

L’idea è che il giocatore che prende la carta la legge e dà la sua opinione e poi domanda agli altri di esprimere le loro idee. Dopo aver risposto alla domanda lei/lui può spostarsi al nodo seguente sulla tavola. Poi viene il turno della persona successiva di rispondere.

 

Quando un giocatore trova una carta di cooperazione deve scegliere un compagno/compagni che lo assistano nel compito. Una volta che hanno finito il compito, tutti i giocatori che hanno partecipato alla realizzazione del compito possono muoversi un passo avanti.

 

Istruzioni: ci sono due opzioni per giocare.

 

Opzione 1. I giocatori partono dallo stesso capo della corda e hanno l’obiettivo di raggiungere l’altro capo. Si sceglie il giocatore che comincia. I giocatori si muovono da un incrocio all’altro, uno alla volta. In ogni incrocio di corde un giocatore prende una carta dal mazzo. Quando un giocatore ha risposto alla carta può muovere un passo avanti. Poi è il turno del giocatore successivo. L’obiettivo è andare all’altro capo della corda (grossa o fine) insieme agli altri. Il “vincitore” non è il giocatore che arriva più velocemente ma chi ci va insieme ad almeno un altro giocatore, vedi le carte di cooperazione.

 

Opzione 2. Ogni giocatore riceve 6 o 8 carte a seconda della lunghezza di gioco scelta. Il giocatore può scegliere in che ordine usare le carte nel gioco. I giocatori possono scegliere il loro inizio e la fine della corda. L’obiettivo di andare alla fine della corda va scelta insieme ad almeno un altro giocatore. L’inizio del gioco e le mosse in avanti sono come nell’opzione 1.

 

La storia delle due rane

Due rane erano fuori per un giro un giorno e arrivarono ad una grande ciotola pesante di crema. Nel guardarci dentro ci caddero dentro: Uno disse, “Questo è un nuovo genere di acqua per me. Come può un compagno nuotare in una cosa come questa? Non vale la pena provare”. Quindi affondò e affogò non potendo saltare. Ma l’altra rana era più determinata e provò a nuotare utilizzando le sue braccia e gambe per provare a tenersi a galla: e ogni qual volta pensava di affondare cercò di reagire con più forza e non disperò mai.

Alla fine, quando era così stanco che pensava di arrendersi, accadde una cosa curiosa. Tutto il suo sforzo di braccia e gambe aveva agitato la panna così che all’improvviso si trovò fermo sano e salvo tra fiocchi di panna montata!

Quando le cose sembrano terribili semplicemente sorridi e canta a te stesso come fanno i  tordi: “Non mollare, non mollare, non mollare!” e ne uscirai in modo positivo.

 

La storia delle “rane nella panna” è stata scritta da Lord Baden-Powell.

(www.angelfire.com/journal2/valjohnjannings/Frogs.html)

 

 

CARTE

Introduzione alla costruzione di politiche

 

 

Perché le Associazioni hanno bisogno di politiche in generale? La tua Associazione ha delle politiche rilevanti?

 

 

 

Gli associati disabili sono un target prioritario nella nostra associazione? Sono riflesse nel piano strategico?

 

Perché sarebbe bene avere qualcosa sull’inclusione di associati disabili?

 

Pensiamo che una politica sugli associati con disabilità contraddirebbe il principio del Guidismo e Scoutismo aperto a tutti?

 

 

Pensa alle situazioni quando una situazione ufficiale potrebbe essere favorevole agli associati disabili, condividile con gli altri.

 

Quali tipi di azione permetterebbe una politica sugli associati disabili?

Le sfide per il programma educativo a livello nazionale

 

 

Che cosa significa “progresso” quando si parla di programma educativo e di disabili? Che cosa vuole dire “il loro pieno sviluppo” in pratica?

 

In che modo Il Guidismo e lo Scoutismo sono diversi da altre associazioni per disabili? Che cosa rende il Guidismo e lo Scoutismo unici?

 

Pensi che dovrebbe esserci un programma educativo separato per i disabili o il programma educativo attuale è adatto a tutti?

 

Il nostro sistema di progressione personale è basato sugli stessi compiti per tutti? E’ veramente personale? Qual’è l’obiettivo del nostro sistema?

 

Uno dei principi di base del Guidismo e dello Scoutismo è la squadriglia. Che tipo di sfide portano i disabili (fisiche o mentali) a questo metodo?

 

Le stesse specialità sono disponibili per i disabili? O dovrebbero esserci specialità diverse a seconda delle diverse capacità?

 

 

Modi di lavorare

 

 

Che genere di associati disabili abbiamo nella nostra associazione? Sono incluse tutte le forme di disabilità? Se no, perché?

 

 

I giovani sono pienamente inclusi in tutte le attività della vita di tutti i giorni?

 

Quali sono i benefici e le sfide di unità speciali/separate per l’associazione?

 

Quali sono i benefici e le sfide di unità pienamente integrate/inclusive (associati non disabili e disabili nella stessa unità) per l’associazione?*

 

Quale è la differenza tra le parole cooperazione, integrazione e inclusione?

 

Qual’è il modo migliore di sviluppare una Guida/Scout:

1. autostima

2.capacità

3. senso di appartenenza

 

 

Struttura organizzativa

 

 

C’è già qualcosa che supporta l’inclusione di disabili? Se c’è sta funzionando bene?

 

Che genere di supporto avremmo bisogno per includere più associati disabili nel Guidismo e nello Scoutismo?

 

 

Qual’è la relazione tra il programma educativo / il modo di lavorare e la struttura organizzativa?

 

Quali sarebbero i benefici di avere un Consigliere Nazionale che si concentri sulle questioni dei disabili?

In che genere di situazioni sarebbe utile avere un settore nazionale che si concentra sulle questioni che influenzano i disabili?  

Potremmo usare alcune nuove forme di comunicazioni per supportare l’inclusione dei disabili?

 

 

 

Le risorse dei capi – reclutamento, formazione e supporto

 

 

Ci sono attualmente molti capi che lavorano o sono interessati a lavorare con disabili?

 

Che genere di capacità ed esperienza hanno i capi dei ragazzi disabili?

 

Che genere di supporto è disponibile per i capi che lavorano con i disabili nella nostra Associazione?

 

 

C’è bisogno di una formazione speciale per i capi che lavorano con i disabili o può far parte di un normale corso di formazione?

 

Che genere di supporto ha bisogno un capo senza alcuna esperienza precedente di lavoro con disabili?

 

Che genere di supporto potrebbe essere offerto ad un capo esperto che ha lavorato con disabili per anni?

 

 

Che rapporto numerico capi / ragazzi è necessario? E’ diverso se ci sono disabili?

 

 

Che altri metodi di supporto possiamo usare per i capi? Quali sono più appropriati per i capi che lavorano con disabili?

 

Dovrebbero esserci consigli dati ai capi sull’accogliere ragazzi disabili di cui è difficile prendersi cura?

 

Per che genere di “disabilità” siamo pronti a assumerci la responsabilità?

 

Che genere di supporto ho bisogno per me stesso?

 

Quante ore a settimana o per mese sono in grado di offrire al Guidismo e allo Scoutismo con i disabili?

 

 

 

Diffondi l’informazione – coscienza interna e immagine esterna

 

 

Che genere di cooperazione sarebbe utile:

a) con altre ONG

b) con Associazioni in altri Paesi

 

Che cosa possiamo imparare da altre ONG?

 

 

La nostra Associazione dà nell’immagine esterna l’idea che lavora con i disabili?n (pubblicazioni, giornali, attività…)?

 

 

Quali sono attualmente i nostri canali interni di informazione? Diffondiamo l’informazione internamente sugli associati disabili?

 

L’informazione è potere. Come possiamo assicurare che ciascuno abbia la stessa informazione nell’Associazione? (Per esempio, associati con deficienze visive, uditive e sensoriali)

 

Come possiamo cambiare le nostre attitudini verso una direzione più accogliente? Come possiamo aumentare la coscienza verso gli associati disabili all’interno dell’Associazione?

Carte di cooperazione nel gioco

 

Immagina la situazione nella nostra associazione fra cinque anni. Alcune azioni sono state fatte per avere più associati disabili. Tutto è andato per il meglio e le cose sono come speravamo. Che cosa è successi e come sono le cose oggi, dopo cinque anni?

Descrivi la situazione agli altri insieme ad un altro capo

Immagina – siamo dei capi di una unità e un nuovo associato con una disabilità di apprendimento vuole entrare a far parte dell’unità. Come reagiremmo? Che cosa abbiamo bisogno di considerare prima di prendere una decisione? Disegna almeno 2 simboli/segni diversi che sono utilizzati nella nostra società per indicare i disabili, ONG che lavorano con i disabili o segnali stradali che avvisano della presenza di disabili.
Scegli una persona perché sia bendata. Mostra agli altri come possiamo insegnare ad un cieco a fare i nodi. Chiedi ad una persona di rappresentare con te “la storia delle due rane”!

> La trovi dopo le istruzioni del gioco

Racconta, o chiedi al tuo vicino di raccontare di come i disabili sono trattati nella società.

 

 

Pensa a dieci diverse forme di disabilità e spiegale agli altri senza usare le parole che avresti scelto. Gli altri devono indovinare che cosa vuoi dire. Scegli un amico per aiutarti e insieme a lui/lei dite agli altri giocatori che cosa sapete dell’inclusione dei giovani nelle attività Guide e Scout nella vostra Associazione. Scegli 1 giocatore per fare il cieco. Hai bisogno di sviluppare 3 suoni diversi con oggetti intorno alla stanza. Il compito del cieco è di indovinare che cosa produce quel suono.
Ciascuno sceglie un partner e chiede al partner scelto quando si è sentito disabile. Hai superato la situazione? Se sì, come? Scegli un partner. Insieme a lui/lei pensa a 5 situazioni in cui ti potresti sentire disabile e rappresentatele agli altri. Gli altri devono indovinare quel che volete dire. Durante gli ultimi 10 anni le cose sono migliorate per i disabili o ci sono ancora delle aree che hanno bisogno di essere migliorate? Chiedi a ciascuno di esprimere la loro opinione su questo.
Chiedi a tutti di pensare a come l’immagine della Nostra Associazione cambierebbe se ci concentrassimo sull’inclusione di più associati disabili nelle nostre attività. Condividete i pensieri fra voi. Pensa al gioco preferito all’interno della nostra Associazione. Spiega il gioco agli altri e giocatelo se possibile. Poi chiedete a una persona di adattarlo ad una disabilità che avete scelto. Che cosa bisogna adattare? Scegli un partner. Poi chiedi agli altri giocatori di formare un “nodo umano”. Il vostro compito è di sciogliere il nodo con il vostro partner senza usare le mani. Il vostro partner non può parlare. E’ stato difficile? Perchè?

 

 

 

 


Introduzione alla creazione di politiche

 

Si è detto che per migliorare le cose dovremmo prima avere delle politiche sulle diverse questioni che vorremmo cambiare. Quando sentono questo molti reagiscono dicendo: perché dobbiamo avere una politica separata per il Guidismo e lo Scoutismo con associati disabili? Non sottolinea i bisogni speciali o la disabilità il che non favorisce l’idea dell’inclusione e dell’uguaglianza?

 

Che cosa guadagneremmo se avessimo una politica sugli associati disabili nel Guidismo e nello Scoutismo?

 

Come prima cosa abbiamo bisogno di definire che cosa intendiamo per politica. Una politica è una dichiarazione di intenti e di principi su un certo argomento. Una politica è solitamente più dettagliata di una norma. Quindi una politica potrebbe offrire uno stato di ufficialità, che potrebbe favorire:

la visibilità e una immagine migliorata dell’Associazione

la cooperazione di capi e associati disabili

la cooperazione con altre Associazioni e organizzazioni in tutto il mondo

l’avere informazioni statistiche per la pianificazione di attività, formazione e forse i programmi educativi, le specialità ecc…

le relazioni con ONG

la pianificazione a lungo termine di Guidismo e Scoutismo per gli associati disabili

la garanzia che gli associati disabili sono Guide e Scout come gli altri

l’attrazione di nuovi associati, da tutti i settori della società e di trattenere quelli che ci sono già perché hanno la soddisfazione personale di conoscere che hanno dato un contributo di valore

la protezione dell’associazione quando emergono difficoltà o problemi legali

 

Quando c’è una situazione ufficiale questo garantisce anche che i programmi sono ufficiali e quindi c’è un obbligo a lavorare secondo quelli. Inoltre fornisce il diritto ad avere assistenza dall’Associazione se le risorse improvvisamente diminuiscono e ci sono problemi. Una politica sull’avere associati disabili ci obbliga a ripensare le nostre attitudini pratiche verso la tolleranza e quindi ci porta più vicino ai valori di fondo del Guidismo e dello Scoutismo. Inoltre sottolinea il nostro ruolo nel garantire che i diritti umani siano rispettati.

 

Le associazioni Guide e Scout sono associazioni giovanili moderne e quindi l’educazione alla tolleranza e all’uguaglianza dovrebbe essere una parte importante negli obiettivi dell’Associazione. Molti capi nelle Associazioni Guide e Scout pensano che non abbiamo bisogno di politiche, perché il Guidismo e lo Scoutismo dovrebbero essere aperti a tutti in ogni caso. Occorre ricordare che i ragazzi disabili spesso non possono e non sanno come sollevare le loro ragioni da soli e i loro genitori o anche i capi Guide e Scout non necessariamente hanno l’energia per farlo. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di rappresentanze delle loro istanze. Spesso anche non pensiamo che gli associati disabili siano in grado di partecipare alle attività del Guidismo e dello Scoutismo.

 

 

Esempi

The Scout Association, TSA, Gran Bretagna (tratto da: Special need essentials 2003, pagina 6, The Scout Association, UK)

“Parte della politica sulle pari opportunità è legata ai bisogni particolari come segue:

E’ importante che i ragazzi siano visti come individui e che siano trattati in modo uguale in quanto associati del Movimento, al di là delle loro capacità. Alcuni ragazzi hanno dei bisogni particolari e richiedono delle risorse aggiuntive in termini di supporto adeguato al programma ed equipaggiamento per renderli capaci di sviluppare il loro pieno potenziale. I loro capi sono supportati nel fornire queste risorse da un network di incaricati e consulenti all’interno della zona, della Contea/Area e a livello nazionale.Quando possibile questa politica si realizza integrando i ragazzi con bisogni speciali nello scoutismo principale. Quando questo non è possibile od opportuno, c’è un network di gruppi speciali per ragazzi che non sarebbero altrimenti in grado di partecipare e divertirsi nello Scoutismo.”

 

Verband Christlicher Pfadfinderinnen und Pfadfinder – VCP – Germania

PTA sta per “Pfadfinderin/Pfadfinder Trotz allem” che significa “Guidismo e Scoutismo nonostante tutto”, in altre parole, nonostante si sia disabili o limitati in qualche modo.

I principali aspetti del lavoro del PTA nel VCP sono:

Va da se che  le Guide e gli Scout disabili sono parte di tutto quello che si realizza, come una componente integrata a tutti i livelli e tipi di lavoro; vivono e fanno esperienza comune insieme alle Guide e agli Scout non disabili. Il lavoro del PTA non è “lavoro per disabili”.

Coinvolgere bambini disabili nel Guidismo e nello Scoutismo ad un’età precoce facilita ed incoraggia la comprensione di questo come un dato di fatto e quindi può portare ad un cambiamento di atteggiamento all’interno della società

Guide e Scout disabili e non disabili sperimentano nella loro vita insieme la ricchezza dell’umanità e l’unicità di ciascun individuo. Questo si basa sul messaggio Cristiano.

Le Guide e gli Scout disabili acquisiscono maggiore autostima come risultato del riconoscimento e dell’apprezzamento delle loro peculiari capacità e talenti da parte dei non disabili.

La continuità offerta dal lavoro con gli altri in gruppi di Guide e Scout incoraggia e fornisce le condizioni ottimali per una tale integrazione.

Aver a che fare con i temi tabù a livello politico intende apportare miglioramenti nella vita di tutti i giorni dei disabili.

Le linee guida sono state messe a punto dalla sezione per il lavoro PTA nel 1981 e accettate dal Comitato Centrale. Non ci sono state altre decisioni. I disabili dovrebbero essere completamente integrati.

 

Soma Hellinidon Proskopon – SHP, Grecia

“La politica della nostra associazione è che vogliamo avere bambini disabili (o adulti) come nostri associati. Vogliamo che vivano lo Scoutismo come tutti gli altri e il nostro dovere è di fare in modo di far conoscere questo sempre di più ai nostri associati e preparare tutti gli adattamenti necessari.

 

Conclusioni

Dopo aver letto dei benefici di una politica separata, siete d’accordo o no con la prima frase?

 

Per sviluppare la vostra Associazione è importante avere politiche adatte per l’inclusione di associati disabili. Normalmente le politiche influenzano molte aree di lavoro nell’Associazione e il processo di creazione di politiche solleva molte discussioni. Voi e altri Capi nella vostra Associazione siete i migliori per discutere e decidere quali pratiche vi si addicono meglio. Si spera che questa discussione possa portare ad azioni ulteriori nell’Associazione.

 

Prima di pianificare la vera inclusione di associati disabili è importante che il Comitato Centrale dell’Associazione sappia le specificità dei potenziali associati disabili e la accetti come strategia che riduca gli stereotipi e i preconcetti che possono limitare l’inclusione. E’ importante includere più associati possibili come processo strategico, in modo che la strategia allora include le specificità delle diverse parti del paese e dei differenti strati degli associati. Una volta che la strategia è definita, è più semplice pianificare l’inclusione.

 

 

Nota

Il coinvolgimento dei ragazzi è un argomento importante per il Guidismo e nello Scoutismo. I giovani disabili possono avere una doppia preoccupazione sui loro diritti ad essere parte del processo decisionale nella loro unità/gruppo o nell’Associazione!

 

Attività

Presentazione di buone pratiche in altre Associazione nel giornale dell’Associazione o durante il Consiglio Generale ecc…

Ricerca sulla percentuale di associati disabili in Associazione e nella società

Discussione sulla visione dell’associazione in questo campo e sul modo migliore per raggiungerla.

 

 

 

Sfide al programma educativo a livello nazionale

 

 

Quando includiamo i disabili nel Guidismo e nello Scoutismo è importante non dimenticare di offrire attività interessanti in modo che ciascuno possa imparare e progredire verso il suo pieno potenziale come qualsiasi Guida/Scout. La discussione principale dovrebbe essere “i bisogni di un giovane con una particolare disabilità sono diversi o no”. La decisione sull’approccio generale del programma educativo influenza il contenuto e quindi è importante che i bisogni degli associati disabili (attuali e potenziali) siano tenuti in considerazione a livello Nazionale.

 

L’individualità e adattamento sono le parole chiave in questo intero kit perché ogni Guida/Scout ha capacità, esperienze e interessi individuali. Adattare al livello individuale è importante ma quali sono le sfide che l’inclusione porta al programma educativo a livello nazionale?

La promessa e la legge hanno bisogno di essere adattate in qualche modo – per esempio per gli associati con deficienze di apprendimento?

Ci sarà un programma educativo separato o è lo stesso per tutti?

Quanto siamo pronti ad adattare il programma educativo in modo che il progresso ci sia? Associati disabili potrebbero non essere in grado di rispondere a tutti i requisiti o seguire le stesse fasce di età degli altri ragazzi.

In che modo siamo in grado di mantenere la sostanza del Guidismo e dello Scoutismo nel programma educativo per tutti? Per esempio l’utilizzo del metodo della squadriglia.

Il sistema della progressione personale è basato sugli stessi obiettivi concreti per tutti? E’ veramente personale? Quali sono gli obiettivi del sistema della progressione personale? Possono essere raggiunti da tutti?

E’ necessario avere specialità diverse, le specialità dovrebbero essere raggiungibili da tutti, o adattabili?

Manuali – ce n’è uno per tutti, per esempio in stampe diverse, in modo che ci possano essere capi disabili?

Che cosa rende il Guidismo e lo Scoutismo unici?

Utilizziamo parole speciali (termini) per gli associati disabili?

 

 

E’ più semplice rispondere alle sfide del Programma Educativo se il Guidismo e/o lo Scoutismo con disabili sono parte di una politica nazionale sui programmi. “Questa politica dovrebbe permettere lo sviluppo del programma Scout e dei suoi contenuti educativi. Dovrebbe dare le linee guida per l’inclusione dello Scoutismo con i disabili nel normale programma dell’associazione. La politica nazionale sui programmi deve essere accettata da tutti quelli coinvolti nella sua definizione e implementata con forza dai responsabili dei programmi.” /Tratto da: il kit “we can”: promoting Scouting and overcoming handicap / Servizio ai programmi /1989 Ufficio Mondiale Scout, Ginevra /sezione B).

 

L’educazione inclusiva punta ad un sistema che risponde ai bisogni di ciascun associato e che sia strutturata a supporto di ciò. Se un punto è il primo passo di un sistema di progressione è di fare 20 km di hike, è chiaro che alcune persone saranno escluse dal programma educativo… Le linee guida dovrebbero essere quindi abbastanza flessibili da far partecipare tutti. Ad esempio un punto del primo passo di una progressione personale potrebbe essere di fare un esercizio fisico.

 

In alcune Associazioni le fasce di età sono chiaramente ristrette e definite dall’inizio. Tutti gli associati seguono il Programma Educativo definito per una certa fascia d’età. Ancora in alcune Associazioni ci sono unità di associati con difficoltà di apprendimento che fanno parte del Guidismo e dello Scoutismo insieme per vent’anni e ancora stanno progredendo.

 

La varietà di modi di affrontare le sfide del programma educativo è immensa. Non è importante che cosa si raccomanda a livello nazionale riguardo alle fasce d’età degli associati disabili – dovrebbero appartenere alla fascia che è più appropriata per loro. Quel che conta è che ciascuno possa imparare e progredire verso il suo pieno potenziale.

 

Esempi

Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI, Italia (tratto da “Niki entra in reparto, CNGEI, Stampato in proprio, via Otranto, 18 – Roma, Gennaio 2000, pagina 25, 26, 30). Niki è il nome dato all’associato disabile.

“Non è importante che Niki faccia tutto ma è importante che possa sperimentare tutte le possibili attività nel tempo che passa nel Guidismo e nello Scoutismo. In alcuni casi, Niki non può partecipare completamente alle attività della squadriglia. Esempio: può andare in hike ma non può essere lasciato con la squadriglia per tutto il giorno. Quindi parteciperà all’hike ma non dormirà fuori.

Il campo deve essere pianificato in modo che Niki abbia l’opportunità condividere l’avventura con gli altri ragazzi. L’inclusione di Niki non impedisce alle squadriglie di realizzare le attività programmate.

Quando Niki non può prendere parte ad alcune attività, è importante programmare alcune attività alternative che lui può fare. E’ importante che lui non stia fermo a guardare gli altri ragazzi. L’attività alternativa dovrebbe essere in linea con gli obiettivi educativi di Niki e non solo un modo per occupare il tempo.”

 

Modi alternativi di fare la promessa

The Scout Association – TSA, Gran Bretagna (tratto da. Special Needs essentials 2003, UK Scout Association, pagina 15)

“Ci sono molti modi in cui un ragazzo può esprimere la sua comprensione della promessa. Quale metodo è scelto dipende dalle abilità del singolo associato. Potreste considerare alcuni dei seguenti:

Leggi o recita la Promessa

Ripeti la Promessa riga per riga

Far dire la Promessa dal capo squadriglia, uno Scout anziano, un amico o l’intero Gruppo per conto dello Scout.

Firma la Promessa utilizzando Makaton, il linguaggio dei segni, Sign Along (Programma di linguaggi inglese) per esempio.

Utilizza simboli ad esempio Bliss, Compic

Rispondi a domande ad esempio “Prometti di fare del tuo meglio?” si risponde con una stretta di mano, una espressione di comprensione o un movimento degli occhi.

 

Adattare la promessa

Guides de France – GdF, Francia (Tratto da: Vent du large – Vivre le Guidisme avec des adultes handicapèes mentale, Equipe handicaps, Les Guides de France, Giugno 2001)

“Con la mia unità, mi piacerebbe essere una Guida “Vent du Large”. So che Gesù mi ama come io lo amo. Prometto di provare a condividere la mia gioia, di dare il mio aiuto, di vivere la legge delle guide.”

La promessa è stata adattata per persone a deficienze mentali (Guide “Vent du Large”). Significa che il vocabolario è stato scelto per essere più comprensibile dalle Guide “Vent Du Large”. Possimao trovare nella definizione i tre punti della promessa: relazione con Dio, con gli altri (la comunità) e con se stessi. Nel preparare la promessa la Guida “Vent du Large” è introdotta ai significati della promessa e della legge attraverso giochi, canzoni, disegni ecc…

 

 

Una delle domande più frequenti nell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani – AGESCI, Italia (Tratto da A. Contardi, P. Curatolo, R. Lorenzini. Handicap e Scoutismo, ed. Borla, pagine 64-74).

“E’ necessario modificare il programma? E’ utile creare attività che siano mirate per persone disabili?

Sarebbe impensabile lasciare immodificato il programma in caso di ammissione di un ragazzo/ragazza disabile (che non è mai una persona handicappata ma piuttosto uno specifico individuo). Se crediamo che il programma mette in pratica gli obiettivi più generali e le caratteristiche del Guidismo e dello Scoutismo in relazione alle preoccupazioni, i gusti e le capacità dei nostri giovani, allora la presenza di un ragazzo/ragazza disabile dovrebbe ulteriormente stimolare la creatività dei capi per consentire a lui/lei di godere la sua dimensione personale.

Questo non implica né ridurre le potenzialità del nostro programma per i nostri ragazzi, né rinunciare ad alcune specifiche caratteristiche del Guidismo e dello Scoutismo. Questo invece significa considerare, mentalmente e fisicamente, i bisogni reali di quel ragazzo/ragazza. Per esempio, se nell’unità ranger/rover c’è Lorenzo su una sedia a rotelle questo non vuol dire rinunciare all’avventura o a camminare insieme. Invece di un fine settimana in montagna sceglieremo il giro del lago in barca. In un altra occasione qualcuno poterà Lorenzo al punto di arrivo con la macchina. In un altro fine settimana cercheremo una route adatta in cui sarà possibile spingere la sedia a rotelle. Forse un altra volta ci sentiremo liberi di chiedere a Lorenzo di non venire perché non possiamo trasportarlo in quel posto specifico ma questo deve succedere una sola volta”.

 

> Maggiori dettagli su come adattare le attività si trovano nel capitolo “Attività Guide e Scout”

 

 

Attività

Sfide al programma educativo.

Obiettivo: vedere quanto il Programma Educativo è adattabile ai diversi associati disabili

Prima di tutto, scegliete la parte del vostro Programma Educativo che volete analizzare. Poi trovate una selezione di carte con la descrizione di ragazzi con diverse disabilità (visibili o no), ad esempio Sara ha 10 anni ed è stata una Guida/Scout per 6 mesi, ha una deficienza visiva, non può leggere il manuale normale e non può scrivere a mano (ecc).

Il compito degli individui o delle unità è di scegliere una carta e vedere se quella ragazza/o può completare la parte del Programma Educativo che le compete. Se non la può realizzare i partecipanti devono spiegare come potrebbe essere adattata.

 

 

Argomenti di discussione

Quali sono i benefici e gli ostacoli di avere lo stesso programma educativo per tutti per i diversi associati disabili? Che cosa si considera miglioramento in questo caso?

Che beneficio potrebbe dare un programma educativo separato se ci fosse soltanto un associato disabile in una unità?

Che cosa è progressione e che cosa significa “il loro pieno potenziale”?

Un programma educativo separato sottolineerebbe la differenza degli associati disabili senza un significato reale?

 

Riflessioni dal Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI, Italia (ispirato da Niki entra in reparto, CNGEI, Stampato in proprio, via Otranto 18, Roma, Gennaio 2000, pagina 36). Niki è il nome dell’associato disabile.

L’informazione, raccolta dal Consiglio per il programma di autoeducazione, sono le risposte a domande comuni come queste:

Quali obiettivi specifici avete definito?

Quali strumenti avete usato?

Niki è riuscito a completare il suo programma di autoeducazione?

Quante e quali abilità Niki ha sviluppato?

Gli obiettivi sono stati raggiunti?

“La disabilità non è un limite all’autoeducazione di Niki”

 

Metodi di lavoro

 

 

 

 

 

 

Ci sono diversi termini che si utilizzano costantemente quando si discute di metodi di lavoro con associati disabili. Anche se sono spiegati nell’introduzione, sotto terminologia, è importante chiarire queste nozioni in questo capitolo, tenendo presente l’uso particolare nel nostro lavoro con il Guidismo e lo Scoutismo.

 

Esclusione: nessuna coscienza di bisogni speciali, nessun trattamento, nessuna cura.

Separazione/segregazione: coscienza di bisogni speciali in esclusione sociale, trattamenti e cura separati. Metodo di lavoro: creare unità separate per il gruppo target e lavorare su obiettivi specifici.

Assimilazione: il processo con cui un gruppo minoritario gradualmente adotta i costumi e gli atteggiamenti della cultura prevalente.

Integrazione: coscienza di bisogni speciali in una società integrata, trattamenti e cura in un approccio integrato. Metodo di lavoro: l’educazione integrata è utilizzata per descrivere il processo di portare giovani disabili nelle unità principali. L’unità regolare rimane la stessa e si fanno adattamenti su base individuale. La presenza del giovane nell’unità è condizionata dalla sua abilità di adattarsi alla situazione vigente.

Inclusione: bisogni speciali sono la normalità, tutti hanno bisogni speciali, trattamenti individuali in un contesto sociale. Metodo di lavoro: l’educazione inclusiva si riferisce al fatto che tutti i giovani devono essere inclusi in una vita sociale ed educativa e non solamente essere messi in una unità principale. Unità inclusive costruiscono un sistema che risponde ai bisogni di ciascuna persone e che è strutturata per supportare tutti.

 

Ci sono molti modi di includere associati con diverse disabilità nel lavoro dell’Associazione. Il detto “Dove c’è volontà c’è una strada” si applica in questo caso. Qui ci sono alcune cose che possono influenzare la decisione di come l’Associazione raccomanda di formare squadriglie/unità/gruppi con disabili:

La cultura del Paese dell’Associazione

La situazione della società. In alcune società i giovani disabili vivono in “ambienti protetti” quindi il Guidismo e lo Scoutismo possono offrire una possibilità di espansione della loro esperienza di vita.

Le risorse dell’Associazione (capi, tempo ecc…)

I desideri degli attuali e futuri associati disabili o non.

 

E’ importante notare che i membri anziani con disabilità possono in qualche modo dire quello che vogliono. Questo non è sempre il caso con i giovani. Quindi si raccomanda che si chiamino i genitori in aiuto. Ricordate sempre che un associato disabile PUO’ prendere le sue decisioni o almeno dare una opinione.

 

Qui ci sono alcune possibili metodi di lavoro. Sono presentati come una lista di verifica in cui sono elencati alcuni vantaggi e svantaggi. Quando si valutano/scelgono i seguenti metodi di lavoro, è importante notare che ciascuno è diverso, non importa quale sia la loro disabilità e quindi è vitale prendere in considerazione i bisogni individuali di ciascuno. Alla fine, ogni capo e unità necessitano di considerare quali sono le risorse dei capi e quali metodi si adattano meglio ad ogni associato, tenendo presente che gli obiettivi comuni e le linee guida così come il potenziale di ogni associato. Non importa quale è la loro disabilità o età. Il tipo di unità dipende fortemente dal paese. Attualmente nella maggior parte delle Associazioni c’è un misto dei tipi seguenti.

 

 

Unità speciali/separate

In alcune associazioni si è deciso di avere una unità solo per associati disabili – ad esempio per giovani con una difficoltà di apprendimento e con disabilità fisiche. Nelle unità speciali/separate potete lavorare su obiettivi specifici per il vostro gruppo.

 

Vantaggi

sicurezza, senso di sicurezza

più attenzione individuale

I capi possono avere una buona conoscenza. Quindi gli associati che necessitano di più attenzione possono essere accettati

aiuto e consiglio facilmente disponibili

trovare amici con esperienze simili di disabilità

buono per l’autostima di Guide e Scout

Svantaggi

meno contatto con altre Guide e Scout, isolamento

Gli associati si potrebbero sentire diversi

Potrebbe non essere diverso dalla vita di tutti i giorni a scuola

Mancanza di interazione sociale con una comunità più larga

problemi nell’inserimento di nuovi associati

Problema di gestire come salvaguardare il senso di appartenenza all’Associazione

Se l’unità è dispari alcune delle Guide/Scout più capaci potrebbero non utilizzare il loro pieno potenziale

 

 

Esempi

 

Suomen Partiolaiset – Finlands Scouter – SP-SF, Finlandia

Il programma finlandese è molto basato su attività all’aria aperta e hiking. Gli associati disabili possono facilmente seguire il programma dei lupetti, ma quando diventano Guide e Scout o scolte/rover devono affrontare difficoltà a quando le squadriglie cominciano a programmare e fanno hike nella foresta. Forse questa è una ragione per cui in Finlandia la maggioranza delle Guide e degli Scout disabili fanno attività in gruppi separati. Un’altra ragione è storica: questo è quanto è stato sempre fatto. Nell’Associazione stanno imparando come aumentare la varietà dei metodi di lavoro.

 

Zwiazek Harcerstwa Polskiego – ZHP, Polonia (tratto da: Attività ZHP per i bambini disabili, Varsavia, Polonia, Dicembre 2003 / Dipartimento del programma del GK ZHP).

Pattuglie per bambini disabili chiamate “Nieprzetarty Szlak” – NS (“Sentiero umblazed”) attuano programmi di rivalidazione permanente. Queste pattuglie danno ai bambini e ai ragazzi un’opportunità di sperimentare le attività col gruppo dei pari nell’avventura dello Scoutismo. I capi delle pattuglie, utilizzando il metodo Scout, creano le condizioni che contribuiscono al benessere dei bambini e portano gioa ed eccitazione. La pattuglia NS si coinvolge nelle attività tipiche di tutto lo Scoutismo polacco, così come in quelle che rispondono ai bisogni particolari dei loro membri. La piena rivalidazione dei bambini disabili è facilitata dalla loro coscienza, che nonostante i loro limiti o nonostante il loro stare in istituzioni speciali, essi partecipano insieme ai bambini e ragazzi sani alle stesse attività, affrontano gli stessi problemi, guadagnano le stesse specialità, vestono le stesse uniformi e gli stessi simboli.

 

 

 

 

 

 

Unità con cooperazione

 

 

 

Avere due quasi separate unità. Una con Guide normali e l’altra con disabili ed entrambi miste. Quindi si coopera quando possibile su campi, eventi ecc…

 

 

 

 

Vantaggi

tolleranza e apprendimento

Valori pluralisti

Dà l’opportunità agli associati di inventare nuovi modi di fare giochi, attività e hike

Sfide alle capacità dei capi

Svantaggi

Il pericolo è che le unità si isolino o non vogliano più lavorare insieme

Potrebbe richiedere molti compromessi, per esempio quando si sceglie il luogo del campo

Troppo pesante per il capo e le Guide e gli Scout non sono entusiasti della situazione

 

 

Esempi

Savez Izvidjaca Srbije i Crne Gore – SISCG, Serbia & Montenegro

“All’inizio dello sviluppo c’erano gruppi separati di Scout disabili dovuti al sistema educativo del paese. Attualmente tutti i gruppi lavorano in cooperazione gli uni con gli altro, perché questo è il modo migliore di supportare i gruppi e l’Associazione sta ancora crescendo in questo campo. Ci sono anche alcuni gruppo con giusto un ragazzo disabile”.

 

 

Unità che intergrano un associato disabile

 

 

Potreste avere un’unità normale con un associato disabile. L’unità regolare rimane la stessa e si fanno adattamenti a livello individuale. La presenza del giovane è condizionata dalla sua abilità di adattarsi alla situazione vigente. Solo verificate che egli/ella si senta un membro importante dell’unità. Quando si può, fate in modo che ci sia un capo in più.

 

 

Vantaggi

Tolleranza, valori pluralisti

Normalmente, per una persona è più facile trovare aiutanti entusiasti

L’opportunità di Guidiamo e Scoutismo può essere offerta anche se il luogo (villaggio ecc..) dell’unità ha solo un associato disabile

Svantaggi

Adattarsi è la sfida, trovare un ruolo importante per ognuno

I capi potrebbero talvolta aver bisogno di prestare maggior attenzione per accertarsi che tutti sono trattati in modo paritario

 

 

 

Questo è probabilmente la modalità di lavoro più comunemente usata. Alcune volte gli associati disabili non sono così ovvi nell’unità e potrebbero non considerasi disabili.

 

 

 

Esempi

Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI, Italia

”Nella mia Associazione abbiamo una tradizione di lavoro con persone con tutti i tipi di bisogni speciali e la nostra politica è di non avere gruppi soltanto dedicati a loro. I bambini appartengono a reparti normali, aver a che fare con la disabilità è parte della formazione di base di tutti i capi e in teoria in caso di bisogno si può fornire un extra aiuto. Pochi anni fa avevamo anche una pattuglia nazionale, che ha lavorato solo su questo tema e questa è la ragione per cui l’abbiamo integrato nella gestione normale dell’associazione”.

 

 

Unità inclusive

 

In alcune associazioni la scelta fatta è quella di avere unità in cui ci sono sia associati disabili che non disabili.  L’educazione inclusiva si riferisce al fatto che tutti i giovani devono essere veramente inclusi nella vita sociale ed educativa e non solo messi dentro le unità principali. Le unità inclusive mostrano un sistema che risponde ai bisogni di ciascun ragazzo e che è strutturato per supportare ciò. Potreste avere bisogno di qualche capo in più per questo e una grande volontà di adattare le attività.

 

 

Vantaggi

Interazione sociale, tutti possono imparare

Opportunità di sperimentare ambienti diversi, la conoscenza della vita reale aumenta

Non fatte per sentirsi diversi

Imparare la tolleranza porta via la paura della disabilità, cambia gli atteggiamenti

Appartenenza all’unità locale

Imparare ad aiutare/prendersi cura gli uni degli altri

Aumentata fiducia in tutti i ragazzi

Cambi di atteggiamenti, rottura dei pregiudizi

Sfida per i capi

Svantaggi

Risentimento

Non abbastanza attenzione, numero di capi

Adattamento della attività

Maggiore preparazione e conoscenze richieste

I capi potrebbero sentirsi isolati con scarso supporto

Bullismo – va affrontato coraggiosamente e fermamente!

I genitori potrebbero ritenerlo troppo difficile per il loro bambino o non  avere fiducia nei capi

Affrontare problemi per le case dei campi e le attività

se l’attitudine non è buona allora ci sono molte difficoltà. Richiede maturità e motivazione da parte dei capi.

 

 

Una delle domande più frequenti nell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani – AGESCI, Italia (Tratto da A. Contardi, P. Curatolo, R. Lorenzini. Handicap e Scautismo, Ed. Borla, pagine 64-74).

“In relazione all’integrazione nel gruppo, ci sono differenze tra persone disabili a livello fisico, mentale e sensoriale?

E’ un dato di fatto che non si contano le differenze tra i vari tipi di handicap, e anche di più fra i bambini disabili.

Apparentemente è più facile per i bambini disabili mentali integrarsi nel loro gruppo scout, specialmente in età molto giovane. Infatti, questo processo richiede meno adattamenti organizzativi: questi bambini possono camminare, giocare ecc… Tuttavia, in questi casi, occorre stare molto attenti nel dichiarare che tutto va bene perché ”non creano nessun problema”. C’è il rischio che la loro presenza divenga una pura convivenza, senza renderli protagonisti di un programma educativo esigente e progressivo. In relazione alle reazioni degli altri bambini, si è notato che, almeno all’inizio, accettano più facilmente i disabili fisici coetanei. Questo succede perché la loro diversità è immediatamente percepita e più facilmente compresa, mentre all’inizio la presenza di individui disabili mentali crea sensazioni di paura, di incertezza.

A parte questo è possibile accogliere una persona con qualsiasi dei tre tipi di handicap premesso che sia sviluppato un attento programma.”

 

E’ importante pensare in modo innovativo a livello nazionale. Se siete capaci di trovare nuovi e sperimentati modi di includere più associati disabili, considerate le possibilità che porterebbero, coraggiosamente e senza pregiudizi.

 

Alcune Associazioni stanno anche mescolando tutte le possibilità. Questa soluzione offre il vantaggio di essere flessibile rispetto ai diversi tipi di disabilità e nel gestire diversi livelli di coscienza nell’Associazione.

 

 

Esempi

 

Vlaams Verbond van Katolieke Scouts en Meisjesgidsen – VVKSM, Belgio

“Akabe fa parte del VVKSM ed è per tutti gli associati disabili. Akabe significa “Anders kan best”, le differenze possono essere buone. Ci sono gruppi diversi:

akabe-groepen; associati disabili in piccoli gruppi

akabe-takken : associati disabili in un piccolo gruppo parte di un gruppo VVKSM con bambini normali

Gruppi di inclusione: bambini disabili in un normale gruppo-VVKSM

Per costituire i piccoli gruppi Akeb-groepen abbiamo poche possibilità (età, età mentale, possibilità, disabilità fisiche e una combinazione di queste) ma preferiamo l’età. E’ la più normale e dà ai bambini la possibilità di crescere e li mette alla prova.”

 

Soma Hellinidon Odigon – SHO, Grecia

“Soma Hellinidon Odigon gestisce i bambini disabili attraverso molti Gruppi di Guide Speciali, in Istituti e Scuole per disabili, sin dal 1953. Negli ultimi 10 anni il trend è stato che i gruppi di guide dovrebbero incorporare qualsiasi bambino con bisogni speciali all’interno del gruppo. All’inizio, questa azione non è stata adottata facilmente dai gruppi di guide. Oggi abbiamo molti casi in cui i bambini disabili lavorano per molti anni in “gruppi di guide normali”. Alcuni problemi di discriminazione stanno scomparendo anno per anno. Ci sono ancora alcuni gruppi di guide speciali all’interno di scuole speciali ed istituti.”

 

Note

Alcune cose importanti da considerare:

Come scegliere gli associati se non tutti possono essere inseriti nell’unità?

Che rapporto numero di capi/numero di associati è ottimale? Che cosa influenza la decisione?

Fare sforzi verso l’uguaglianza/l’adattamento/la semplificazione in ultima analisi aumenta o diminuisce il senso di appartenenza? Il modo di lavorare quindi aumenta o sottolinea le differenze?

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di prestare attenzione alle differenze in ciascuno dei casi?

 

Qualsiasi sia la vostra unità, fate in modo che ciascuna, Guide e Scout, e capi si sentano bene e sicuri. Che ciascuno possa fare le cose che può e abbia qualcosa da imparare.

Ricordate di rivalutare la modalità di lavoro di tanto in tanto.

 

 

Attività

Utili temi/argomenti per la discussione:

Talvolta le ragioni contro il lavoro con associati disabili sono che non è sufficientemente produttivo. Specialmente quando gli associati disabili potrebbero avere bisogno di più capi per persona di altri.

Qual’è il beneficio del Guidismo e dello Scoutismo con disabili?

Associati disabili sono i benvenuti ai Jamboree Nazionali e altri grandi eventi a patti che possano provvedere ad adattamenti particolari tipo bagni più grandi o trasporti appositi. Questo è perché non è giusto che gli altri debbano adattarsi a causa di un solo piccolo gruppo.

Associati con difficoltà di apprendimento non possono essere Guide e Scout perché non possono capire il vero significato della promessa e della legge Guida e Scout.

 

 

Trovate quale modalità di lavoro potrebbe piacere agli associati disabili e perché. Fate la stessa domanda ai capi dell’associazione.

Discutete quale modalità di lavoro è la migliore per la vostra Associazione.
Struttura organizzativa

 

 

Per struttura organizzativa intendiamo le modalità di supporto che i membri disabili hanno a livello nazionale. Per lo sviluppo bilanciato di una Associazione è importante raggiungere gli scopi e gli obiettivi del piano strategico dell’Associazione. Le strutture organizzative di supporto favoriscono il processo decisionale e danno opportunità per gli associati di essere parte del processo.

 

Prima di discutere di tutte le forme di struttura è importante sedersi e pensare a quello che vogliamo raggiungere e per quale ragione. Che cosa siamo disposti a raggiungere? Che cosa ci serve per questo? E quando ci aspettiamo che i nostri scopi siano raggiunti? In altre parole, occorre un piano chiaro e il supporto per realizzarlo. Le strutture sono scelte anche per supportare il programma educativo e le modalità di lavoro.

 

Ragioni per le quali potrebbe esserci il bisogno di una struttura speciale:

per salvaguardare gli interessi/le questioni degli associati disabili

per supportare una decisione ufficiale/una politica

per creare una rete per il supporto ai capi che lavorano con i disabili

per migliorare la consapevolezza e la comunicazione

per essere responsabili di collaborazioni con altre ONG

 

Quale genere di ostacoli potrebbero esserci nel creare una organizzazione di supporto efficace?

capi riluttanti hanno bisogno di essere convinti di aver bisogno di supporto

utilizzo di risorse umane, costi, tempo ecc…

atteggiamenti nell’Associazione

altri ambiti di lavoro necessitano più attenzione e non è possibile supportare il lavoro a favore degli associati disabili

 

Qui sotto troverete diversi esempi di strutture di supporto?

 

Consigliere

Benefici nell’avere un consigliere nazionale

le decisioni possono essere prese velocemente

nessun bisogno di riunioni di pattuglia

un punto di riferimento

una persona che riporta al livello nazionale

 

La persona chiave: “Ciascuna associazione scout ha bisogno di qualcuno che sia responsabile di organizzare il supporto e l’incoraggiamento necessario ai capi, per definire le abilità formative e per metter a punto i cambiamenti nel programma.Il ruolo speciale di questa persona chiave è di assistere l’Associazione e gli individui che ne fanno parte a passare da un atteggiamento ricettivo ad una azione in favore dell’integrazione”. (Tratto dal kit “We can”: promoting Scouting and overcoming handicap /Servizio al programma /1989 Ufficio Mondiale Scout, Ginevra / Sezione D).

 

Esempi

Girlguiding UK, GG Gran Bretagna

“Girlguiding UK ha un consigliere per gli associati disabili a livello nazionale. Poi ciascuna Regione ha un consigliere e all’interno della regioni ci sono consiglieri di contea, ciascuna di queste persone ha una ricchezza di conoscenza e di risorse disponibili, per dare consigli e supportare gli associati disabili, i loro capi e le loro unità.”

 

Guide Catholiques de Belgique – GCB, Belgio

In GCB il benvenuto alle persone con bisogni speciali è realizzato attraverso il settore Regionale Astrid “Secteur SRA”. Un settore è un aspetto del movimento che non riguarda una particolare fascia di età ma tutti gli associati. Ogni settore ha una struttura che è dettagliata nei regolamenti federali. Nel caso del settore SRA questa struttura esiste per supportare ogni gruppo che desidera collaborare con disabili.

 

A livello regionale, un capo SRA è parte di una pattuglia regionale. Il suo ruolo è diverso:

Preparare gruppi all’integrazione di disabili

Gruppi di supporto che lavorano con i disabili

Porre domande e/o problemi al livello nazionale

Partecipare all’elaborazione di strumenti per aiutare i gruppi che integrano persone disabili

 

A livello nazionale, un capo SRA è parte della pattuglia federale. La sua funzione è:

Supportare i capi regionali per tutti i progetti che vorrebbero realizzare

Coordinare la pattuglia nazionale SRA

Coordinare i progetti SRA a livello nazionale

Organizzare formazione specializzata per i capi di disabili

Lavorare in modo coordinato con lo staff SRA nell’ufficio centrale (Carrick)

Preparare i gruppi all’integrazione di ragazzi disabili durante la formazione nazionale o regionale

 

Nell’ufficio centrale (Carrick) un membro della staff lavora per il settore SRA. La sua funzione è:

Collaborare con i capi SRA a livello regionale e nazionale

Aiutare la realizzazione dei progetti

Preparare e supportare i gruppi a livello locale

 

 

Pattuglia Nazionale, Regionale

I benefici di avere una pattuglia nazionale:

Collegamento al resto dell’Associazione

Condivisione delle buone pratiche

Condivisione dell’informazione

Incontrare altri capi e associati disabili

Solo per sapere che non sei solo

Perché ci sono solo pochi capi che lavorano con i disabili, insieme il gruppo potrebbe sottolineare l’importanza di coinvolgere gli associati disabili sullo stesso piano degli altri gruppi

Informazione, motivazione, educazione, uguaglianza.

 

 

Esempi

Scouting Netherland, SN, Paesi Bassi

“L’Olanda è un paese con un’alta densità di popolazione e attività con associati disabili intorno. L’associazione ha un gruppo nazionale per realizzare progetti per sviluppare nuovi materiali. La pattuglia nazionale è per educare; informare; radunare persone; motivare; accrescere l’uguaglianza. Ci sono persone a livello provinciale che conoscono meglio la situazione regionale e che fanno formazione e supportano i capi di scout disabili. Ci sono anche persone in ogni regione che conoscono i gruppi locali e sanno quali gruppi sono aperti a quelli scout.”

 

 

Rete

La differenza fra la rete e la pattuglia Nazionale o Regionale è che nella rete tutti i capi che vogliono aderire hanno accesso ad esso e può essere elettronica. Ci devono solo essere alcune persone che mantengono il collegamento elettronico e che coordinino il contenuto. E’ importante notare che i sistemi citati precedentemente possono includere la rete.

 

 

Qui ci sono alcuni benefici dell’avere una rete:

Accesso più veloce alle risorse regionali/locali

Tempi flessibili e forme di supporto

Più persone possono essere coinvolte nel processo decisionale

 

 

 

Altro

La struttura di supporto può anche essere una combinazione di tutti quelli sopra descritti o qualcosa di totalmente diverso. Può essere basata sull’idea di allenare, fare da tutore, condividere le risorse e il gruppo dei pari.

 

 

Esempi

Soma Hellinidon Proskopon – SHP, Grecia

“Abbiamo un consigliere nazionale per tutta la Grecia e uno per ognuna delle 7 Regioni. Stiamo cercando di organizzare una rete di capi e di associati adulti che sono stati formati e fare una pattuglia che aiuterà gli altri”.

 

Vlaams Verbond van Katholieke Scouts en Meisjesgidsen – VVKSM, Belgio

VVKSM ha una pattuglia chiamata AKABE. La pattuglia AKABE è all’interno del VVKSM ma cerca di far conoscere AKABE sia all’interno sia all’esterno dello Scoutismo. Essi rappresentano AKABE agli incontri nazionali ma lavorano soprattutto a livello locale e sono sempre aperti a domande e suggerimenti.

GATT sta per raduno dei Capi gruppo di AKABE. E’ un incontro di tutti i capi che è stato costituito qualche anno fa. Attraverso GATT la pattuglia vuole informare, chiedere pareri, rispondere alle vostre domande. E’ inoltre un’opportunità unica per scambiare vedute ed esperienze con i colleghi. (Akabe sta per “Anders kan best”, la differenza può essere un bene”)

 

Note

La costituzione di strutture di supporto ha bisogno di essere valutata ogni tanto per vedere se la forma scelta è il modo migliore di rispondere ai bisogni.

 

Considerazioni

Che cosa serve ad una struttura nazionale per cominciare bene?

Occorre coraggio e molto duro lavoro

Individui/gruppi interessati, con tempo ed esperienza

Un gruppo/rete di persone motivate e impegnate per diversi anni

Collaborazione con la vostra Associazione e altri gruppi di ONG

Potreste aver bisogno di un pò di lavoro di pubbliche relazioni per assicurare che gli associati disabili siano Guide e Scout uguali agli altri!

 

Prima di cominciare domandatevi:

Risorse e tempo sono disponibili?

Che cosa faremmo? Quali darebbero i nostri scopi e i metodi?

Possiamo farlo senza costruire una nuova pattuglia nazionale?

In che modo possiamo usare Internet?

Se siamo pochi, potrebbero non esserci persone a sufficienza per fare tutto questo. E’ più importante/ragionevole avere buone attività a livello locale o una pattuglia nazionale?

Possiamo collaborare con altre Associazioni?

Che cosa ci è chiesto dall’Associazione?

Che tipo di collaborazione ci è chiesta con le Associazioni, WAGGGS e WOSM? Guide e Scout, capi unità/gruppo, squadriglie locali, zone.

Bilancio, piano, volantini, ecc…

 

 

Attività

Esercizio di immaginazione

Fate questo esercizio a coppie (potete anche raccogliere le idee in un gruppo più grande). Dapprima immaginate di avere una situazione ideale nella vostra Associazione. Come è la situazione? Descrivetela al vostro compagno e chiedetegli di scrivere la vostra idea. Sognate liberamente e non limitatevi.

Poi cambiate ruolo e lasciate sognare il vostro compagno.

Poi insieme al vostro compagno pensate a come questi sogni possono essere realizzati. Quali potrebbero essere gli scopi per lo sviluppo del Guidismo e dello Scoutismo per i disabili nella vostra Associazione?

Alla fine confrontate e verificate quale struttura organizzativa sarebbe la migliore per voi.

 

Argomenti per la discussione:

E’ meglio concentrarsi sulle attività correnti piuttosto che sul Guidismo e lo Scoutismo sulla carta e sulla burocrazia, che potrebbe scaturire dalla costituzione di diverse strutture?

Mettere troppa enfasi sulla costituzione di strutture e sottolineare l’unità degli associati disabili a livello nazionale porta gli associati disabili ancora più lontani dal Guidismo e dallo Scoutismo locale.

Sebbene il Guidismo e lo Scoutismo siano per principio aperti a tutti ancora non significa che l’Associazione debba obbligare i capi volontari a assumersi la responsabilità di questioni difficili come gli associati disabili. C’è un limite alla tolleranza.

Ci sono questioni più urgenti nella società degli associati disabili, per esempio l’uso di droghe; lo smarrimento dei giovani e l’immigrazione. Ci sono molte attività offerte ai giovani disabili, quindi il Guidismo e lo Scoutismo possono fare molto di più per altri gruppi di ragazzi.

Le risorse dei capi – reclutamento, formazione e supporto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Reclutare

Ci sono molti giovani e adulti disabili a cui piacerebbe essere Guide o Scout. Il fatto triste è che in molte Associazioni, le persone disabili non sono viste come potenziali membri. Le Associazioni inoltre possono non sentirsi adatte ai disabili. Uno degli elementi chiave nell’affrontare questo è essere aperti alla possibilità di accogliere associati disabili e fare in modo che l’Associazione sia pronta a rispondere ai bisogni di associati potenziali. Per fare questo le Associazioni hanno bisogno di avere un piano chiaro su come avere più capi. E’ importante che questo aspetto sia anche riflesso nei piani strategici dell’Associazione in modo da individuare strategie  per migliorare la situazione. Più capi abbiamo più Guidismo e Scoutismo possiamo offrire agli associati disabili.

 

Ma dove potremmo prendere nuovi capi e come? Qui c’è qualche idea, ma voi conoscente il vostro paese e potete decidere sul modo migliore. Qui c’è qualche idea per cominciare a pensare:

Siate positivi. Il vostro messaggio sarà ricevuto meglio quando è positivo. Potete offrire l’entusiasmante opportunità di aggregarsi al meglio del Guidismo e dello Scoutismo.

Chiedi ai tuoi amici Guide o Scout di venire a vedere il campo, incontrare altri e così via. Invitateli personalmente e fate in modo che il visitatore sia guidato e che trovi risposte alle sue domande.

Tenete un seminario nel fine settimana in cui discutete e date informazioni sul Guidismo e lo Scoutismo con disabili.

Gli studenti che stanno seguendo scuole per infermieri, assistenti sociali, assistenti scolastici ecc… potrebbero essere interessati

Forse c’è un genitore o un ex-scout che potrebbe essere  interessato

Sottolineate i benefici del lavoro con i disabili. I benefici sono, per esempio, la creazione di capacità di adattamento, migliore comprensione, flessibilità ecc…

Aumentate la pubblicità – sfida dell’offrire educazione non formale ai disabili

Usate la rete delle ONG

Visitate i campi dove ci sono potenziali capi…

Sottolineate il supporto offerto ai capi che lavorano con i disabili (> trovate di più nel capitolo “Strutture organizzative”)

Prendetevi cura dei nuovi capi e date loro una preparazione appropriata. E’ importante ricordare di supportare i capi.

E’ importante darsi sufficiente tempo per il processo di reclutamento e perdonate voi stessi se non siete capaci di trovare  abbastanza persone.

 

Le capacità richieste ai capi che andranno a lavorare con i disabili:

Maturità e motivazione

Impegno

Conoscenza dei bisogni speciali e della comunicazione con le famiglie

Capacità di chiedere aiuto

In ultima analisi le stesse cose che servono anche per tutti gli altri capi!

 

 

Supporto

“Trova dei modi per diffondere il supporto offerto dai capi che hanno acquisito esperienza. Qualcuno che ha avuto qualche ragazzo disabile nel suo gruppo negli anni potrebbe prendere parte alla formazione dei nuovi capi. Un capo che ha gestito un campo di conoscenza dell’handicap nella sua area potrebbe venire ed aiutare nella pianificazione di una altro campo di zona”. /Tratto da: il kit “we can”: promoting Scouting and overcoming handicap / Servizio al programma / 1989 Ufficio Mondiale Scout, Ginevra / Sezione E)

 

Una volta che l’associazione ha reclutato i capi è vitale che i capi abbiano supporto sufficiente per lavorare con i ragazzi. Come con tutti i capi, i capi che lavorano con i disabili hanno bisogno di avere un supporto pianificato e organizzato. I capi che lavorano con i disabili hanno bisogno soprattutto un’informazione e una conoscenza di base sulle diverse disabilità. Programmare questo supporto dipende soprattutto sulla decisione della politica nazionale; strutture e risorse. Il supporto è cruciale e ha bisogno di essere diverso. Le decisioni principali sono normalmente pianificate a livello nazionale e poi sono realizzate a livello locale.

 

Possibili canali di supporto per i capi potrebbero essere:

Strutture di supporto (vedi il capitolo “Strutture organizzative”)

Formazione ad hoc/o parte della formazione normale

Forum/gruppi e-mail, etc…

Consulenza, attraverso la quale i capi possano  ricevere consigli

Mediazione, attraverso cui si risolvono dispute

Tutors o  mentori, che si prendano cura del percorso formativo dei capi

Assistenti che agiscono come aiutanti

Bollettini informativi, kit operativi

Manuali

 

Tutto il supporto fornito ha bisogno di includere anche elementi divertenti, perché questa è la colla che tiene i volontari attivi. Un modo di supportare è offrire la possibilità per un autosviluppo! Attraverso i canali di supporto i capi dovrebbero ricevere; idee per le attività, aiuto; feedback e forza per andare avanti. Il supporto dà ai capi l’ispirazione e anche stimoli a trovare qualcosa di nuovo. Il supporto fornito inoltre rafforza l’autostima e la motivazione. La cosa principale è che è possibile avere il giusto supporto quando serve. In alcuni casi il supporto può essere semplicemente ascoltare o dare informazioni/ idee su come fare le cose in modo diverso. Il dialogo è probabilmente la cosa più importante, in modo che ciascuno coinvolto si senta parte dello sviluppo del programma educativo e della struttura.

 

 

Esempi

Soma Hellinidon Proskopon – SHP, Grecia

“Abbiamo già un libro con tutte le informazioni necessarie e un file di lavoro con idee e consigli. Organizziamo una formazione di 3 giorni ogni anno per i nostri capi e cerchiamo di pubblicare un altro libro con più conoscenza e alcuni libretti per i nostri associati ed altri.”

 

Guides Catholiques de Belgique – CGB, Belgio

“Jessica, una bambina di 7 anni quasi cieca, ha partecipato come risorsa ad un fine settimana di formazione per i capi dei “nutons”. Attraverso questo è stata capace di mostrare loro che anche alla sua giovane età, poteva trasmetter la sua “conoscenza” delle “differenza”. (Un “nutons” è una unità per i bambini dai 5 ai 7 anni).

 

Scouting Netherland – SN, Paesi Bassi

“Nella nostra associazione ci concentriamo sulla formazione integrata; quindi abbiamo realizzato un CD-ROM per tutti i formatori in Olanda che consiste in moduli formativi per i capi che lavorano con i disabili. A volte un gruppo più grande di capi vuole una formazione ad hoc. Li supportiamo dal livello nazionale”. Esempi di moduli: contatto con i genitori, cure di base, Giocare con l’handicap, ecc…

 

Suomen Partiolaiset – Finlands Scouter – SP-SF, Finlandia

“Nella zona ci sono sette squadriglie separate di associati disabili. Un capo di ogni squadriglia è parte di un gruppo di capi che si incontrano fra loro cinque-sei volte all’anno. L’obiettivo del gruppo è di organizzare campi per disabili, fornire educazione e conoscenze per i capi sulla disabilità quando si organizza un grande campo, aggiornare la formazione dei capi o scrivere articoli sui giornali. Questo genere di cooperazione dà idee e motivazioni ai capi per portare avanti le loro squadriglie. In questi incontri parliamo, chiediamo il parere degli altri e diamo e riceviamo suggerimenti pratici”.

 

Savez Izvidjaca Srbije i Crne Gore – SISCG, Serbia & Montenegro

“Tutti i capi ricevono supporto attraverso una consulenza. La consulenza include informazioni su alcune specificità di psicologia e fisiologia degli associati disabili (di un singolo bambino), il comportamento generale di alcuni bambini (ad esempio iperattività) e i loro più grandi interessi (giochi manuali, attività senza musica ad alto volume, giochi molto corti a causa del loro livello di interesse ecc…). Questo include anche i passi di base nel lavorare con questi bambini (metodi speciali, didattica, approcci tipo le base del linguaggio dei segni, la base del Braille ecc…) e metodi generali ad esempio Imparare dal più semplice al più difficile; imparare dal generale allo specifico; imparare dall’ignoranza alla conoscenza delle cose ecc… Tutto questo è stato dato ai capi da insegnanti speciali professionisti.”

 

Vlaams Verbond van Katholieke Scouts en Meisjesgidsen – VVKSM, Belgio.

“VVKSM gestisce due principali corsi di formazione per tutti i capi: 3D e GILWELL.

3D è il corso base: si impara come gestire un gruppo, a preparare e fare giochi ecc… Gilwell è il corso per i capi esperti. Si impara quale è propria parte nel gruppo e come si influenza il gruppo e che cosa puoi fare con questo in un modo positivo.

In entrambi i corsi c’è un capo con un esperienza Akabe e nel 3d c’è anche un laboratorio su Akabe per tutti.

Per Akabe c’è una corso speciale Akabe-convent. Questo è una fine settimana con laboratori e animazione per capi Akabe. Ma è anche un luogo di contatto con altri capi Akabe.” (Akabe sta per “Anders kan best”, la differenza può essere un bene).

 

Soma Hellinidon Odigon – SHO, Grecia

“I capi che hanno bambini disabili sono normalmente tra i più esperti e più addestrati. Il capo dei gruppi speciali seguono lo schema di formazione di base della nostra Associazione. In più essi seguono un seminario speciale legato alla disabilità”.

 

Guides Catholique de Belgique – GCB, Belgio

Una formazione specializzata per capi interessati all’integrazione.

Questa formazione è riconosciuto dalla comunità di lingua francese del Belgio. Sono 40 ore di specializzazione sull’handicap ed è complementare alla formazione di base (300 ore).

La specializzazione ha i seguenti contenuti: Diversi tipi di handicap, psicologia delle persone disabili, gestione del gruppo, sicurezza, igiene, attività…

E’ possibile una collaborazione con organizzazioni preoccupate da questo tema.

 

 

Attività

 

Come far nascere nuove idee?

 

Ciascuno ha una penna e un pezzo di carta. Vi serve un orologio per misurare il tempo. Adesso ciascuno risponde alla domanda: Come possiamo reclutare nuovi capi? E’ importante enfatizzare che questo è un brainstorming e qualsiasi idea va bene, anche le più folli. Fare un pò velocemente va bene.

All’inizio date circa mezzo minuto, poi dite cambio. Adesso ognuno passa il foglio alla persona successiva e legge quello che la precedente ha scritto e va avanti sulla base dello scritto precedente con una nuova idea. Continuate questo (fate almeno un giro completo) fino a che sembra che nessuno ha più niente da aggiungere. Potrebbe essere necessario allungare il tempo quando c’è molto da leggere dai fogli.

 

Poi leggete i fogli insieme scegliete l’idea migliore. Se possibile potete tentare di sviluppare le idee attraverso il pensare come un sognatore, realista e critico vedrebbero la situazione. In questo modo potete sviluppare le vostre idee in un piano realistico senza buttarne via nessuna.

 

Idee per supportare i capi:

Fate una lista delle cose che vi piacciono del Guidismo e dello Scoutismo. Poi fate un piano basato su queste cose per il miglioramento del benessere dei capi.

Pensate a  quale tipo di supporto ci sia bisogno e a come diverse strutture di supporto potrebbero offrilo ai capi.

Fate una lista di quale tipo di supporto possiamo assumere che il livello locale stia offrendo ai capi. Basandovi su questa sviluppate ulteriormente la struttura di supporto.

 

 

 


Diffondere l’informazione – coscienza interna ed immagine esterna

 

 

“La proiezione di una “immagine positiva” di persone disabili, mettendo l’accento su quello che possono fare e non sui loro handicap. Il ritratto delle persone disabili nei materiali scritti, le fotografie e nelle illustrazioni dovrebbe incoraggiare un senso di interdipendenza e solidarietà, non dipendenza e pietà.” (Tratto da: Scouting with the disabled – pagina 31 / Ufficio Mondiale Scout, Marzo 2000).

 

Sia la comunicazione interna che quella esterna giocano un ruolo importante nell’inclusione di tutti nelle attività offerte dall’Associazione e nel divenire veramente diverse nella membership. La visibilità della diversità di associati è importante perché mostra che è una parte naturale del Guidismo e dello Scoutismo. Le immagini positive di associati disabili porta con sè tolleranza e influenza il reclutamento di capi, le risorse e la continuità. E’  anche molto importante per gli associati stessi.

 

 

Coscienza interna

I canali di comunicazione interna offrono l’opportunità di influenzare gli associati aprendo le loro menti. Mostrare una associazione aperta a tutti attraverso la presentazione di progetti e attività con gli associati disabili è il primo passo per cambiare atteggiamento.

 

Ricevere le informazioni è la parte principale dell’inclusione, specialmente dell’uguaglianza. I vostri canali interni di informazione sono disponibili per gli associati disabili? Ciascun membro dell’Associazione ha la possibilità di ricevere informazioni in un formato adatto? Gli associati con difficoltà visive o di udito hanno accesso all’informazione? Una buona comunicazione interna garantisce almeno che quelli che ne hanno bisogno la trovino!

 

E’ importante far conoscere il progetto all’interno del mondo delle Guide e degli Scout. Promuovere e presentare il progetto a tutti i corsi di formazione dei capi o al consiglio generale, creare incontri misti tra diverse unità e scrivere un articolo sulla rivista nazionale sono tutte buone maniere per interessare le persone. Questi diversi canali interni sono anche utili per dare supporto ai capi che stanno già lavorando per le persone disabili.

 

Esempi di comunicazione interna / coscienza

Zwiazek Harcerstwa Polskiego – ZHP, Polonia (Tratto da: ZHP activity for disabled children, Varsavia, Polonia, Dicembre 2003 / Dipartimento programma del GK ZHP)

“Attualmente le direzioni più importanti nel programma di rivalutazione dei bambini e dei ragazzi disabili sono l’integrazione e l’adattamento sociale, così come l’individualità e la flessibilità nell’agire. Il programma nazionale dello ZHP, pubblicato nel 1996, chiamato “Esploratori del mondo ignoto” è stata una risposta ai bisogni sopra menzionati. La sia idea era di introdurre tutti gli scout e le guide di tutte le fasce di età al mondo dei disabili. Le pattuglie erano incoraggiate a cominciare una spedizione verso il mondo sconosciuto delle persone che devono superare numerose barriere nella loro vita di tutti i giorni, che vivono vicino a noi e possono far parte della nostra vita, se li notiamo e li invitiamo a cooperare.”.

 

> Vedi anche i capitoli “Allargare gli orizzonti – attività “ e “Preparare l’unità per l’inclusione – capi e ragazzi”

 

Esempi di comunicazione adattata

www.planete21.net Planète 21 creato per persone con una “piccola” deficienza mentale, per aiutarli a utilizzare internet (solo in Francese)

> Per suggerimenti pratici, vedi il capitolo “Modi di comunicare”

Canali esterni

La comunicazione esterna offre un modo per promuovere e influenzare fortemente l’immagine esterna dell’Associazione. L’immagine esterna gioca un ruolo cruciale specialmente con il reclutamento e il mantenimento, la raccolta di fondi e le pubbliche relazioni.

 

Le Associazioni nazionali possono beneficiare dall’avere associati differenti specialmente su:

Tolleranza, educazione ed uguaglianza

Campagne di pubbliche relazioni

reclutamento e mantenimento dei soci

Possibilità di raccolta fondi

Collaborazioni con altre ONG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima che le associazioni possano beneficiare pienamente di questo ci si augura che gli associati disabili partecipino pienamente alle attività di Guidismo e Scoutismo a tutti i livelli dell’Associazione. SE ci sono solo alcuni associati disabili l’immagine che trasmette sarà debole poiché gli esempi sono su numeri piccoli.

 

Come citato in precedenza, la nostra immagine si diffonde attraverso le attività che realizziamo! Ma potete anche influenzare l’immagine utilizzando gli strumenti di comunicazione:

Fotografie scelte nelle pubblicazioni, sui giornali, un kit per la stampa, ecc…

Soggetti di comunicati stampa, politiche, campagne ecc…

 

 

 

A livello nazionale avete bisogno di pensare a come avere la conoscenza e il supporto di specialisti della disabilità. La collaborazione con altre ONG può essere molto positivo per la vostra Associazione.

 

Esempi di strumenti di Pubbliche Relazioni

Zwiazek Harcerstwa Polskiego – ZHP, Polonia (Tratto da: ZHP attività per i bambini disabili, Varsavia, Polonia, Dicembre 2003 / Dipartimento programma di GK ZHP)

“Nel 2003 le pattuglie Guide/Scout dello ZHP hanno completato un compito importante: valutare diverse centinaia di città e villaggi e visite alla ricerca di oggetti contro le barriere architettoniche che esistevano fra loro. La ricerca e le conclusioni tratte dalle pattuglie porteranno alla pubblicazione di una guida turistica per i viaggiatori disabili, intitolato Turismo senza barriere – Polonia nel 2004. Il secondo risultato di questo compito è stata l’aumentata sensibilità dei giovani ai bisogni e alle abilità dei disabili.

Il 3 Dicembre, nella Giornata Mondiale dei disabili, l’Associazione Guide e Scout polacca è stata premiata con la Medaglia “Un amico dell’integrazione” da parte dell’Associazione Amici dell’integrazione. Alla nostra organizzazione è stato dato un premio per più di 40 anni di attività con i bambini e i ragazzi disabili nelle pattuglie NS e anche per il coinvolgimento attivo e creativo dei disabili nell’educazione alla cittadinanza che è data agli associati dello ZHP.”

 

Verband Christlicher Pfadfinderinnen und Pfadfinder – VCP, Germania

“Le persone disabili sono introdotte al video della nostra nuova immagine con la dichiarazione seguente: alcune persone sono disabili, ma questo non necessariamente impedisce loro di essere attive nel Guidismo e nello Scoutismo. “Mixed people” è un gruppo creativo con associati disabili e non. Fanno musica e si divertono recitando. Ogni persona è importante per il lavoro che fanno insieme. Il video mostra che ci sono degli adulti disabili mentali con grande senso del divertimento e un potenziale per la formazione un musica strumentale.

Il nostro centro di formazione “Rieneck Castle” è appena stato ristrutturato per adattarsi ai bisogni dei disabili”.

 

 

Esempi sulla collaborazione con altre ONG

Scouts de France – SdF, Francia

Gli Scouts de France hanno formato una convenzione di collaborazione con due altre diverse Associazioni (Association des Paralysés de France, Association Française de Recherche Génétique) per supportare gli Scout che volevano costruire un progetto “Ouverture”. Hanno anche preparato insieme un gioco da fare con le unità (Handi Jeu Première étape de la démarche engagéè par la branche Scouts pour l’an 2000, in Francese).

 

Guides Catholique de Belgique – GCB, Belgio: Collaborazione con le Paraolimpiadi Belgio.

Ogni anno, le Guide di 15 anni e oltre possono aiutare l’organizzazione logistica delle olimpiadi per i disabili mentali. Questi giochi radunano insieme circa 3000 atleti disabili mentali per 4 giorni.

Le Guide partecipano preparando sacchetti pranzo, servono pasti (colazione e cene), visionano le cerimonie di apertura e di chiusura. Offrono anche attività al pubblico e agli atleti durante il tempo libero.

Dopo i Giochi, partecipano allo smontaggio e alla pulizia delle strutture.

Un gruppo di capi supervisionano le Guide e collaborano con il comitato organizzatore di questi Giochi. Oltre al fare servizio quello che è importante è più il valore di questi incontri in cui ogni Guida è circondata da atleti disabili. Questo evento aiuta ad accrescere la coscienza della differenza… e a trovare talvolta la disabilità dove meno te lo aspetti!

 

 

Attività

Argomenti per la discussione

Quali questioni vorresti che i mezzi di comunicazione sollevassero rispetto al Guidismo e allo Scoutismo in generale e specialmente sul lavoro fatto con i disabili?

Quali sono le questioni sul lavoro con i disabili che vorreste condividere con altre Guide e Scout e con gli esterni?

Quale genere di eventi sono organizzati annualmente in cui il lavoro con gli associati disabili può essere promosso?
TERZA PARTE – AGIRE INFORMAZIONI PRATICHE PER I CAPI

 

 

 

 

 

Tutti abbiamo capacità. La differenza è come le usiamo”

 

Stevie Wonder

 

 

 

 

 

L’obiettivo del capitolo è di fornire strumenti pratici ed esempi per capi che vogliono lavorare o già lavorano con associati disabili. Questi strumenti pratici daranno modo di risolvere problemi pratici e danno una lista di materiale utile.

 

“La ragazza dovrebbe, per quanto possibile, essere trattata allo stesso modo delle altre ed essere incoraggiata a raggiungere il suo pieno potenziale. Il riconoscimento che una ragazza o una donna disabile o una condizione di malattia abbia bisogno del Guidismo/Scoutismo tanto quanto gli altri se non di più porterà ad una inclusione felice” (Tratto da: Including disabilities, The Guide Association, 1997)

 

La parte precedente del kit ha discusso di come costruire un sistema che risponde ai bisogni di ogni associato e che è strutturato per fare questo. La parte seguente è dedicata ai capi che stanno cercando strumenti pratici su come:

Discutere qualsiasi progetto di inclusione in una riunione di capi e preparare gli attuali associati per l’inclusione

Trovare informazioni sulle disabilità, i bisogni e i desideri degli associati disabili e i necessari adattamenti

Reclutare associati disabili e creare una collaborazione con loro e le loro famiglie/assistenti

Organizzare attività per associati disabili.

 

L’ideale è creare un Programma Educativo “inclusivo”, “…perché crediamo che ciascuno sia una parte importante della società e che possiamo vivere e lavorare tutti insieme per il futuro” – come è stato  affermato nell’introduzione di questo Kit.

 

“Sono solo le persone che non provano mai che non sbagliano mai…” Così come in  tutte le relazioni umane, la soluzione perfetta non esiste. Perciò abbiamo bisogno di provare, discutere, adattare, discutere ancora, fare attività ecc… Quello che è importante è agire in modo responsabile!

 

“Siamo, prima di tutto, giovani, poi giovani disabili

ORA TRASFORMIAMO LA TEORIA IN AZIONE!”

(Tratto da: La dichiarazione dei giovani di Atene, scritta durante la Conferenza

“Towards a barrier free Europe for young people with disabilities”,

svoltasi ad Atene dal 16 al 17 Maggio 2003)

 

 

 

 


Preparare l’unità all’accoglienza – capi e ragazzi

 

 

Con i capi

 

Il prossimo paragrafo trae ispirazione dal Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani-  CNGEI, Italia. (Niki entra in reparto, CNGEI, Stampato in proprio, via Otranto, 18 – Roma, Gennaio 2000, pagina 11-14). Niki è il nome dato all’associato disabile.

 

Quando cercate di integrare Niki nel gruppo non potete pensare che sia sufficiente avere l’impegno di un solo capo. Dovete avere un accordo generale con tutti i capi del vostro gruppo.

per il principio della corresponsabilità educativa

Per assicurare che il programma educativo non avrà nessuna interruzione (immaginate la ripercussione emotiva negativa se il bambino è prima accettato e poi rifiutato!)

 

Quando presentate le vostre idee sui disabili ai capi che collaborano con voi potrebbero essere utili le seguenti idee:

invitate il consigliere nazionale/regionale o la pattuglia a venire all’incontro

Chiedere a un capo che ha già una esperienza nel campo a venire all’incontro

Fate visita ad un’altra unità nella vostra area e aggiungetevi ai loro incontri

Fate visita ad una scuola speciale

 

Organizzate attività di conoscenza durante l’incontro dei vostri capi

Quanti capi serve che siano d’accordo sul progetto?

Non c’è una percentuale. Dipende dalla ragione di ciascuno di loro. Avete bisogno di ascoltare e discutere tutte le obiezioni. Se l’ostacolo principale è una barriera di pregiudizi o una mancanza di volontà di impegnarsi in un progetto difficile, vuol affermare che le disabilità non sono il problema: avete bisogno di lavorare con la vostra comunità capi sul modo di vivere il Guidismo e lo Scoutismo!

 

Quando l’idea di integrare Niki nel gruppo è accettata da tutti i capi del vostro gruppo avete bisogno di valutare le possibilità del gruppo.

Numero di capi. Forse avrete bisogno di trovare nuovi capi

Formazione dei capi

Sostituzione dei capi

Dimensione dell’unità

Risorse finanziarie del gruppo

Possibilità di incontri regolari del capi del vostro gruppo

 

 

 

Vale la pena di considerare per quali tipi di disabilità siamo pronti a assumerci le nostre responsabilità. E’ importante ricordare che i capi dell’unità/gruppo sono responsabili del benessere dei membri dell’unità/gruppo. Quindi dovrebbe essere un diritto di ciascun capo di valutare le proprie risorse.

 

Pensate a diverse modalità di comportamento. Pensate alle vostre proprie capacità, risorse ed esperienze quando pianificate modalità accettabili di inclusione di disabili.

 

 

Una delle domande più frequenti nell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani – AGESCI, Italia (Tratto da A. Contardi, P. Curatolo, R. Lorenzini. Handicap e Scautismo, Ed. Borla, pagine 64-74).

“E’ possibile accettare tutti?

Un sì diretto a questa domanda sarebbe un po’ azzardato e forse una risposta troppo ottimistica. Considero giusto affermare che qualsiasi persona con qualsiasi tipo di handicap può essere accettato. Ci potrebbe essere, tuttavia, una persona con un certo tipo di disabilità che troverà impossibile entrare nel gruppo. Dobbiamo accertare le nostre possibilità così come le possibilità della persona interessata e decidere se è possibile accettare la sfida. In alcuni casi, si può prevedere una partecipazione a tempo parziale, se non è possibile fare altrimenti. Una capo reparto una volta mi ha detto: “Perché accettarlo se non è capace di seguire il dibattito o di capire i valori ai quali stiamo educando il gruppo?”. Penso che questo non è il criterio con cui permettere se accettare un disabile o no. Dovrebbe essere un grado minimo di partecipazione che vale lo sforzo. Toccherà poi a noi di alzare il livello di impegno.

Mi è stato chiesto di accettare un ragazzo di 14 anni disabile mentale che è mentalmente molto più giovane. Quale unità sarebbe la più corretta, il reparto o il branco?

Il dilemma della differenza fra l’età mentale e quella reale è molto comune, spesso tra gli insegnanti. E’ necessario ricordare che, anche se disabili mentali, questi bambini si sviluppano fisicamente ed emozionalmente come i loro pari. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non fioriranno mai interamente come adulti anche in un periodo più lungo. E’ quindi preferibile considerare la loro età reale anche quando entrano in un gruppo scout, lasciando 1-2 anni di flessibilità rispetto ai loro coetanei. Un ragazzo di 14 anni mentalmente disabile è cosciente di essere più maturo; sa di avere 14 anni. Quindi si sentirà a disagio con i lupetti che, per parte loro, non si sentono a loro agio nella loro relazione con questo coetaneo, perché è anche fisicamente più grande di loro.”

 

 

Attività

 

Il primo passo per rompere le barriere è di identificare gli ostacoli nell’Unità/gruppo! Qui ci sono alcune domande per la discussione:

Il Guidismo e lo Scoutismo possono continuare nello stesso modo di prima quando l’unità/gruppo decide di accettare associati disabili o è necessario cambiare direzione, metodi ecc…?

Dove sono i problemi più grandi riguardo agli atteggiamenti delle persone e nel cambiare i loro atteggiamenti?

E’ importante che tutti gli associati realizzino tutte le attività (ogni persona ha un limite, disabile o no)? E’ importante ricordare che il caso di un individuo che non si adatta ad una unità/gruppo non solo succede con i disabili ma anche con ragazzi non disabili.

Quanti disabili possono essere inseriti in una unità di non disabili?

Qual’è l’età giusta per cominciare l’inclusione?

I ragazzi disabili possono diventare capi?

 

 

Attività dal seminario “Beyond Barriers”, Danimarca 2002

Dividetevi in due gruppi – fornite una serie di scenari

avete una unità numerosa in una città / area urbana con nessun disabile – nessun capo con esperienza – vi è chiesto di accettare una persona con la sindrome di Down – come vi programmate per questo?

Come sopra – vi è chiesto di accettare un persona con problemi comportamentali.

Come sopra – Vi è chiesto di accettare una persona con una grave dislessia

Come sopra – vi è chiesto di accettare una persona che soffre di epilessia

Come sopra – vi è chiesto di accettare una persona con una deficienza visiva

Come sopra – vi è chiesto di accettare una persona che ha una deficienza uditiva

Come sopra – vi è chiesto di accettare una persona con una lesione cerebrale

Avete una piccola unità un paese /area rurale senza disabili – nessun capo con esperienza – vi è chiesto di accettare una persona con al sindrome di Down – come vi preparate a questo? (utilizzate qualsiasi dei casi elencati sopra).

Come sopra – vi è chiesto di accettare una persona che ha una lesione cerebrale e che ha dei genitori molto protettivi e ansiosi – come vi programmate per questo?

Chiedete alle pattuglie di creare una lista di controllo con modi di supportare l’inclusione di una persona disabile nell’unità

Incoraggiateli ad affrontare una serie di questioni – livello di staff – formazione sia per gli adulti sia per gli altri bambini – attività – all’interno – in campeggio – attività avventurose – arrampicata, attività in barca, camminate ecc… – accesso agli edifici – questioni sanitari – genitori – comunicazione – altro

Discutete del fatto di avere scelta. Come si dice no se necessario?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la vostra attuale unità

Quando preparate la vostra unità all’inclusione, dovreste considerare i bisogni dei nuovi e degli attuali associati. Sarebbe bene avere una discussione con gli attuali membri prima di includere associati disabili.

 

Parlate con gli attuali membri degli effetti positivi di includere un disabile, ma anche delle paure, dei cambiamenti, delle difficoltà (vedere anche la prima parte “Affrontare le barriere”). La preparazione è diversa se l’unità ha giù incluso un disabile.

 

Non dimenticate di coinvolgere i genitori dei ragazzi non disabili! Aspettatevi dell’opposizione e prevedete di tenere una riunione in cui rispondere alle loro domande e preoccupazioni. Invitateli ad una serata per informarli e discutere. Potete anche organizzare una attività di conoscenza. Avete bisogno di spiegare loro la proposta educativa legata all’inclusione e che cosa i loro figli guadagneranno dall’essere parte di una unità inclusiva. Avrete anche bisogno di spiegare loro come gestirete l’organizzazione e la gestione dell’unità e le attività. Dovete convincerli che i loro figli sono in un ambiente sicuro.

 

Anche se non avete un progetto di inclusione programmata in questo momento, è molto importante rendere i vostri membri “regolari” coscienti dell’argomento. Questo può essere fatto attraverso giochi, attività, sfide, visite ecc…

 

Esempio

Girlguiding UK, GG UK, Gran Bretagna (Tratto da: You & me together, Girlguiding UK Disability Challenge, the Guide Association 2004)

Il Challenge di Conoscenza della Disabilità è una serie di attività pratiche e divertenti adatti a tutte le associate delle Guide Inglesi – ragazze, giovani donne e adulte. Ricopre una serie di attività che aiuterà ad aumentare la conoscenza di un numero di disabilità incluse deficienze fisiche, uditive e di vista e anche altri bisogni educativi speciali. Il Challenge dà a voi e alla vostra unità l’opportunità di esplorare:

le barriere che i giovani disabili affrontano quando entrano nell’ambiente dei loro coetanei

Modalità innovative, incoraggiare gli associati a capire i bisogni dei disabili

modi di incoraggiare i giovani ad incontrare persone disabili e raggiungere una comprensione delle loro vite e di come loro le vivono.

 

Attività da fare con i vostri ragazzi sulla conoscenza

Les Scouts de France – SdF, Francia

Glie Scout francesi hanno preparato, insieme ad altre associazioni diverse (Association des Paralysés de France, Association Française de Recherche Génétique), un gioco da giocare con la vostra unità (Handi jeu Première étape de la démarche engagée par la Branche Scouts pour ‘an 2000, in Francese). E’ il primo passo per conoscere meglio la disabilità. Nella vita di tutti i giorni, nella vita lavorativa e nel tempo libero e in educazione, che cosa un disabile può fare? Che cosa pensano i ragazzi del reparto di questo? Che immagine hanno dell’handicap? Il kit contiene un tavolo di gioco, 6 carte e due volantini di spiegazione.

 

Mouvement Scout de Suisse – MSdS, Svizzera (tratto da: MsdS, trèfle-kim 1-2/98)

Uno speciale gioco di Kim: diversi oggetti sono appoggiati su un tavole coperti da un asciugamano. I partecipanti hanno qualche minuto per toccare gli oggetti con gli occhi chiusi. Poi tutti gli oggetti sono coperti di nuovo e i partecipanti devono fare una descrizione a memoria di tutti gli oggetti sul tavolo.

 

Scouting Netherland – SN, Paesi Bassi

“Cena con l’handicap”. Obiettivo di questa attività:

I partecipanti sperimentano che cosa significa fare le cose di tutti i giorni con un handicap

I partecipanti imparano come tutto ciò che sta intorno interagisce con una persona disabile

Accettare quel che sta intorno gioca un ruolo importante nel primo contatto con qualcuno, limitatevi ad osservare come una persona reagisce alla vostra presenza

Consentire l’opportunità di familiarizzare con tutti i generi di aiuti che sono disponibili per mangiare

I partecipanti selezionano delle carte che dicono loro quale tipo di disabilità hanno, ad esempio sono ciechi, sordi, con un braccio amputato, scarsa sensibilità nelle mani. Sono bendati, si mettono tappi nelle orecchie ecc.. e devono mangiare un pasto mentre osservano l’effetto che il loro handicap ha su di loro e la reazione degli altri.

 

Il Kit “we can”: promoting Scouting and overcoming handicap /Servizio al programma /1989 Ufficio Mondiale Scout, Ginevra / Sezione F

Sentieri di conoscenza del’handicap: questi danno ai partecipanti l’opportunità di sperimentare gli svantaggi e le frustrazioni dell’essere disabile. Possono anche dare al partecipante l’opportunità di sperimentare assistere e supportare una persona disabile per raggiungere quello che altrimenti sarebbe loro impossibile.

Conoscenza della deficienza visiva: simulare la cecità. Sentiero di rumori – una serie di suoni/rumori diversi lungo una strada / una corda lungo il sentiero – con sacchetti appesi ad intervalli che contengono sia profumi sia oggetti da sentire / un progetto di gruppo – piantare una tenda/progetto individuale – fare lo zaino, preparare un panino

Conoscenza della deficienza uditiva: date ai partecipanti dei paraorecchie o delle palline di cotone per le orecchie. Se all’interno, mostrate loro la televisione o un video senza suono e chiedetegli di cercare di seguire il significato / Portare avanti progetti seguendo delle istruzioni parlate.

Conoscenza della deficienza di apprendimento: scrivete un messaggio che è incompleto per alcuni mentre il resto del gruppo riceve le istruzioni complete per un progetto di gruppo. / Fate sentire delle istruzioni registrate per un progetto, con alcune parti mancanti o con un set di istruzioni molto complesso e vedete come il gruppo si gestisce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il seminario “Beyond Barriers”, Danimarca 2002

Obiettivo: Il pastore deve guidare tutte le pecore in un recinto

Attività all’aperto con un minimo di 5 partecipanti

Preparazione:

Circoscrivete un’area sul terreno di forma circa quadrata e con una entrata stretta (recinto)

Scegliete dal gruppo un osservatore

Poi:

Mettete le pecore (i partecipanti) nel recinto

Chiedete loro di scegliere un pastore

Date al pastore un fischietto e consentite loro di elaborare un metodo per guidare le pecore nel recinto

L’osservatore benda ciascuna delle pecore e le mette ad una certa distanza dal recinto. Potete spostare il recinto se volete

L’osservatore definisce l’ordine con cui il pastore guida ogni pecora al recinto una per una senza toccarle o parlare. Gli è permesso solo di usare il fischietto

Quando tutti sono nel recinto togliete le bende

Discutete il risultato: come si sono sentite le pecore rispetto a quel che succedeva loro? E’ emerso un capo naturale?

> Altre attività da fare con la vostra unità sono nel capitolo “Allargare gli orizzonti – attività”

 

 


Scoprire le disabilità

 

 

I capi devono conoscere i loro ragazzi individualmente: bisogni, desideri, medicinali, paure, maturità. Questo vale per ogni elemento dell’unità (anche quelli non disabili). Le persone disabili hanno bisogni primari simili e attraversano gli stessi stadi di sviluppo. Ma hanno anche bisogni speciali collegati alla loro disabilità.

 

Tuttavia, è responsabilità dei capi conoscere i loro ragazzi disabili. L’informazione è importante per offrire un programma educativo che risponda ai bisogni e all’abilità della persona disabile. Questa informazione può essere una descrizione della disabilità e dei problemi collegati ma potrebbe anche dare soluzioni o consigli proposti da specialisti/famigli/assistenti/ di disabili. Per lavorare con ragazzi disabili potrebbero essere necessarie abilità particolari ad esempio cure specifiche, come gestire una sedia a rotelle… Questo lavoro richiede anche un adattamento degli atteggiamenti, prendetevi il tempo “per fare con” e non “per fare per”.

 

Ma non dimenticate mai che la persona disabile è l’esperto della sua condizione e conosce la sua propria disabilità. E’ molto importante chiedere, piuttosto che fare supposizioni! Il fattore umano è il più importante e la conoscenza della disabilità è utile ma non è tutto: “ragazzi con la stessa disabilità non sono tutti uguali”.

 

Dove trovare informazioni?

 

potete trovare molte informazioni su internet o nelle biblioteche

potete anche lavorare in collaborazione con altre ONG, specialisti di disabilità, assistenti e genitori…

 

 

“Non abbiate paura di chiedere aiuto, contattate persone più competenti!”

 

 

 

 

 

Esempi

La signora Smith ha un lupetto che sta entrando nella sua unità che ha il diabete; contatta l’associazione nazionale diabetici per sapere di più ed informarsi su questa condizione. Potrebbe chiedere anche ai genitori. Essi conoscono meglio di tutti i bisogni speciali (personalmente) del figlio.

A Mary piacerebbe praticare dello sport con la sua unità e ha un ragazzo disabile perciò va sul sito web dell’associazione paraolimpica.

Anna usa una sedia a rotelle. I suoi genitori spiegano come farla scendere dalla sedia.

 

“La cosa principale che aiuta nell’abbattimento delle barriere è la cooperazione con le diverse organizzazioni di disabili. Questo sarebbe un approccio apprezzato da ambedue le parti (…). Il relatore ospite del seminario (…) ha sottolineato che sarebbe importante creare un ambiente in cui le Associazioni Guide/Scout, le famiglie dei bambini disabili e la società potessero scambiarsi informazioni e discutere apertamente gli ostacoli che coinvolgono le persone disabili nelle attività del Guidismo e dello Scoutismo.E’ un vantaggio che gli associati “normali” non siano professionisti perché in questo modo il Guidismo e lo Scoutismo sono in gradi di dare un approccio di vita reale ai bambini disabili trattandoli come pari” (Relazione del Seminario “Beyond Barriers”, Danimarca 31 Maggio – 6 Giugno 2002, EYF-CoF, pagina 4)

 

Lavorare in collaborazione con specifiche ONG potrebbe essere di aiuto per accrescere la conoscenza all’interno dell’Associazione, per trovare nuovi associati e per rafforzare l’immagine all’esterno dell’associazione.

 

Da ultime, alcune Associazioni in Europa hanno sviluppato manuali molto interessanti relativi alla loro esperienza con i ragazzi disabili. Potete trovare una lista non esaustiva nella bibliografia.

 

 

Esempi di collaborazione

Scouting Netherland – SN, Paesi Bassi

Il Progetto “Scoutismo nella natura reso avventuroso e accessibile” è una collaborazione tra il Comitato per i malati cronici e i disabili, l’Ufficio Nazionale per Accessibilità e lo Scoutismo olandese.

L’obiettivo del progetto è  sviluppare uno standard di qualità per  un’Avventura accessibile!

Un centro scout nel mezzo del Paese è stato scelto come luogo di prova per introdurre modifiche per raggiungere questo obiettivo e questi miglioramenti pratici saranno realizzati nel periodo da Ottobre 2003 a Marzo 2004. Alcune azioni sono:

migliorare l’accessibilità ai sentieri nel bosco per le sedie a rotelle

modifiche ai bagni e all’area per il fuoco da campo

migliore accesso all’area per le tende e al fuoco

Ciascuna Associazione specializzata può portare la sua conoscenza al progetto.

 

Esempi di manuali

Mouvement Scout de Suisse – MSdS, Svizzera

Il MSdS ha pubblicato un manuale con schede tecniche sui diversi tipi di disabilità e alcune informazioni di pronto soccorso e di utilizzo di sedie a rotelle ecc… (“Behinderte Kinder und ihr”, Umfeld 1996, MSdS)
Attività

Abbiate risorse nella stanza e forse accesso a Internet, date a ciascuna squadra un gruppo target (diabetici, Sindrome di Down, Deficienze visive). Hanno una certo tempo per trovare il maggior numero di informazioni possibile (bisogni, medicine, sviluppo). Poi relazionano al resto del gruppo.

 

Alcuni indirizzi web

Il comitato Internazionale Paraolimpico (IPC) www.paralympic.org

l’Istituto Mondiale Disabili (WID) www.wid.org

Il Forum Europeo di disabilità www.edf-feph.org

L’anno europeo delle persone disabili www.eypd2003.org

Il Consiglio d’Europa www.coe.int/hre http://book.coe.int

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) http://www.who.int/en/

Classificazione Internazionale delle disabilità funzionali e di salute (ICF) http://www3.who.int/icf/icftemplate.cfm

Handicap International (Inglese) http://www.handicap-international.org/english/

Mobility Internationali USA http://www.miusa.org

Horizon 2000 asbl – association d’information, de communication et de démystification de la personne handicapée (solo in Francese) www.h2000.be

Sull’accessibilità http://www.training-youth.net/site/publications/coyote/coyote04/events.htm


Guide e scout disabili

Come trovarli, genitori e casa, preparare il primo incontro

 

 

Come trovarli

Come troviamo possibili associati disabili? Questo è abbastanza semplice perché c’è normalmente richiesta per attività per giovani disabili. Se questa richiesta non c’è i possibili luoghi dove cercare sono:

Campagne normali per trovare soci

ONG per alcuni gruppi target

Case speciali o centri di lavoro ecc…

Associazioni di genitori o di supporto

Scuole e case speciali

Reti ecclesiali

Comuni o consigli di zona

 

Quando cercate attraverso scuole speciali, case e centri di lavoro vale la pena di utilizzare la conoscenza e l’esperienza che si trovano in quei luoghi, in molti casi le persone che lavorano lì sanno quale genere di possibilità ci sono e chi possono essere gli associati potenziali. Allo stesso modo possono essere utilizzate le associazioni di genitori e di supporto.

 

E’ importante incontrare i genitori subito. E’ improbabile trovarli all’entrata della scuola (molte di queste persone sono portate da scuola da autobus speciali) la cosa migliore è prendere contatto con il direttore/responsabile della scuola e chiedere se potete pubblicizzare il vostro lavoro (poster, volantini). Potreste riuscire a distribuire volantini ad incontri dei genitori o partecipare a lezioni per presentare l’idea. Potete lasciare libretti dai medici, alle compagnie di assicurazione, nelle biblioteche e nei centri giovanili. Anche articoli nei giornali locali possono essere utili.

 

Alcune Associazioni in Europa organizzano campi per persone disabili, che sono aperti anche a persone che non fanno parte del Guidismo e dello Scoutismo.

 

Esempio

Eclaireurs et Eclaireuses de France – EEDF, Francia

“Da più di 40 anni, migliaia di bambini, giovani e adulti disabili (soprattutto persone con handicap mentali) partecipano ai campi organizzati dal settore “Vacances Ouvertes”. Questa è l’occasione per vivere un momento di vacanza fatto di cambiamenti, meraviglia, scoperta e partecipazione.” (Fonte e maggiori informazioni su http://www.eedf.asso.fr)

 

Genitori e casa

Il Guidismo e lo Scoutismo sono parte della vita dei ragazzi. Alcune persone disabili potrebbero vivere in casa con la loro famiglia, altre in case supportate da assistenti. Vale la pena avere un buon dialogo con i genitori/assistenti dei ragazzi. Chiarite il programma educativo del Guidismo e dello Scoutismo e il metodo utilizzato. Presentate tutti i capi ai genitori/assistenti e spiegate il ruolo di ciascuno di loro. I genitori hanno bisogno di capire la struttura e l’organizzazione del gruppo e dell’unità, e che il Guidismo e lo Scoutismo sono un “grande gioco” e non una terapia. Nondimeno la vostra comunità capi ha bisogno di convincere i genitori che l’inclusione di associati disabili può aiutarli a socializzare, sperimentare e prendersi la responsabilità del proprio sviluppo. Avrete bisogno di spiegare loro che i capi supporteranno il loro figlio perché partecipi a tutte le attività che può fare. Avete bisogno di convincerli che il Guidismo e lo Scoutismo sono la realtà in cui loro figlio sarà felice e sicuro!

Chiedete ai genitori/assistenti la storia del loro bambino: tutte le informazioni, che descrivono la sua condizione; il supporto dato dalla famiglia/assistenti; quando hanno bisogno di essere stimolati, che cosa fa durante il suo tempo libero? Socializza facilmente?

 

Agiamo in collaborazione nell’educazione del bambino. E’ normale lavorare in collaborazione con i genitori e gli assistenti, questo significa avere una visione comune del futuro del bambino ad esempio lavorare sulla sua autonomia, accettare la sua disabilità ecc… Gli insegnanti del bambino potrebbero avere delle informazioni importanti da condividere. Data la legge sulla privacy è necessario avere l’autorizzazione dei genitori.

Annie ha cominciato ad imparare a vestirsi con gli assistenti. Durante il campo era necessario un pò più tempo perché lei potesse continuare ad esercitarsi.

 

Inoltre la famiglia è responsabile del benessere del suo bambino: quindi dobbiamo convincerla che agiamo nel miglior interesse del bambino

Il capo di Fred ha visitato la sua casa la sera prima del campo per spiegare le attività del campo e come Fred sarebbe stato coinvolto nella attività

 

La comunicazione potrebbe includere lo scambio di informazioni sulla vita pratica, le relazioni, i progressi, la salute /sintomi, medicinali e cure) tra genitori/assistenti e capi. Ricordate che questa comunicazione è bidirezionale:

Una Guida/scout ha cominciato a prendere medicine una settimana prima del campo e ha bisogno di continuare a prenderle durante il campo. I genitori hanno spiegato che il medicinale potrebbe avere alcuni effetti collaterali.

Dopo il campo, voi spiegate ai genitori che la Guida/Scout ha fatto un riposino tutti i giorni, perché era molto stanca/o (pensavate a causa della medicina)

 

Alcuni ragazzi, perché disabili, non possono dire ai loro genitori che cosa hanno fatto. E’ il nostro ruolo, come capi, di dargli un modo per farlo da soli.

Lucy è autistica. Partecipa bene durante le competizioni sportive e sembra divertirsi molto. Come potrebbe condividere questo con i suoi genitori? In molti modi: racconti sul diario, disegni, fotografie…

Gli associati sono tornati a casa con un diario personale dopo il campo in Quebec. Il diario raccontava in dettaglio le principali attività e gli associati potevano scrivere o disegnare ogni giorno quello che era loro piaciuto

 

E’ importante salvaguardare i ragazzi. Alcune volte gli associati con disabilità fisiche o di apprendimento potrebbero richiedere un supporto individuale. Questi compiti possono essere portati a termine con la piena comprensione e un consenso scritto dei genitori o degli assistenti. In una caso di emergenza devono essere informati subito. Tutto deve essere fatto in accordo alla politica di protezione dei bambini dell’Associazione.

 

Suggerimento: per i casi di emergenza i capi dovrebbero avere sempre i dettagli per contattare i genitori/assistenti e anche la diagnosi, la terapia, la dieta e/o le medicine degli associati disabili in modo che possa essere trasmessa quando necessario. Potete anche chiedere una copia della loro assicurazione sanitaria (se necessario). Questa potrebbe essere chiusa in una busta se i genitori non vogliono dare tutti i dettagli al capo.

 

 

Attività

Laboratorio realizzato durante il “Guiding and Scouting .Working with disabled young people”, 1-7 Maggio 1995, EYCS, Francia (Ispirato dalla relazione del seminario, pagine 19-22, in Francese e Inglese)

Cooperazione con i genitori di bambini disabili: “Le domande discusse erano: è possibile educare i genitori che hanno paura di mandare i loro bambini disabili alle attività scout? Che cosa si può dire ai genitori di bambini non disabili che reagiscono negativamente all’integrazione di bambini disabili? Si è parlato dell’argomento sessualità dal punto di vista dei genitori.”

Scouting Netherland – SN, Paesi Bassi

Modulo di formazione /laboratorio “Lavorare con i genitori”. L’obiettivo del modulo è:

Dare ai partecipanti suggerimenti per lavorare con i genitori

Permettere ai partecipanti di guardare dentro le discussioni con i genitori in un ambiente sicuro

Fatto attraverso un gioco di ruolo in gruppi di 4-2 osservatori e 2 giocatori di ruolo. Esempio di gioco di ruolo:

Giocatore 1 – avete un posto nel vostro gruppo e Sjors è il prossimo sulla lista d’attesa. I genitori hanno detto che Sjors ha un handicap, ma che si inserirebbe bene nel gruppo. E’ parzialmente cieco ed è epilettico. Volete sapere dai genitori di quante cure necessita veramente perché al momento avete pochi capi e dubitate di avere risorse per fornirgli piena assistenza

Giocatore 2 – (Padre/madre) – il capo gruppo vi ha chiamato per dire che c’è posto per Sjors nel gruppo scout. Siete contenti perché a causa della sua visione limitata e all’epilessia ha poche possibilità per lui di fra parte di gruppi nel tempo libero. Siete stati scout voi stessi e non vi aspettate dei problemi. Dopo tutto lo Scoutismo è per tutti

Gli osservatori devono prendere nota:

Come comincia la discussione?

Come è andata con le idee diverse del capo e dei genitori?

Come si è conclusa la conversazione e tutte le parti erano contente del risultato?

Quali erano i segnali non verbali e la reazione a questi?

 

 

 

Preparare il primo incontro

Parlate con il nuovo associato disabile e incoraggiatelo e motivatelo. Date molti esempi, mostrategli foto ed altre cose collegate con le attività Guide/Scout. Convincetelo che il Guidismo e lo Scoutismo sono il meglio per le sue capacità!

 

Non dimenticate di coinvolgere i genitori/assistenti nel processo. Invitate i genitori/assistenti ad un incontro o organizzate una serata per i genitori per informarli e discutere.

 

Il primo incontro deve essere preparato molto bene in modo che il nuovo associato si senta benvenuto. Non dimenticate che la prima impressione è importante per il nuovo arrivato, Trovate delle attività che i nuovi arrivati possano fare da soli per far vedere loro che il Guidismo e lo Scoutismo sono completamente aperti a loro. Dopo il primo incontro potete trovare un momento per parlare della prima impressione. Spiegate anche il futuro.

 

Alcuni arrangiamenti pratici potrebbero essere necessari. Per esempio: fornire una rampa per entrare nella sala riunioni o cambiate i mobili in modo che una sedia a rotelle possa muoversi nella sala.

 

Esempio

Savez Izvidjaca Srbije i Crne Gore – SISCG, Serbia & Montenegro

“Abbiamo organizzato un progetto chiamato “Scuola nella natura”. L’idea era di supportare il gruppo scout con bambini con deficienze uditive. L’obiettivo di questo progetto era di integrare bambini che sentivano e sordi e di insegnare la tolleranza. Il progetto era basato sul principio del processo di apprendimento attivo attraverso laboratori che attivavano la sensibilità, la creatività, il senso dell’arte, la coordinazione e la volontà di raggiungere l’obiettivo. I laboratori sono stati scelti con attenzione e realizzati in un ordine e ritmo specifico che è importante per suscitare la fiducia dei bambini e anche per rafforzare la loro autostima. Tutti i laboratori sono stati adattati all’età e alle abilità psicosociali dei bambini.

I laboratori erano laboratori di ceramica, tessuti, computer, sport (incluse le attività scout) e di cucina. Questi laboratori erano gestiti da professionisti (professori), speciali pedagoghi, studenti dell’ultimo anno dell’Università per educazione speciale di Belgrado e capi scout. Ci piacerebbe sottolineare che assumere professionisti per campi specifici è ancora raro nel nostro Paese e fino ad ora solo pedagoghi speciali hanno lavorato con i bambini sordi.

La scelta di questi laboratori si è dimostrata fantastica. I bambini hanno potuto esprimere se stessi completamente perché la loro disabilità non era un ostacolo per nessuna di queste attività. In questo progetti le barriere delle possibilità dei questi bambini sono state abbattute.”

 

Indirizzi Web

http://www.training-youth.net/site/coyote/coyote04/events.htm

Troverete alcune idee sull’accessibilità: “Chi saranno i partecipanti del vostro prossimo laboratorio, seminario o corso di formazione? Come potete fare in modo che tutte le persone, incluse quelle disabili o con mobilità
ridotta possano accedervi e sentirsi a loro agio durante l’evento? Qui ci sono alcuni suggerimenti da tenere a mente.

 


Forme di comunicazione

 

 

 

 

 

Quando si fanno Guidismo e Scoutismo con disabili è importante notare che l’informazione dovrebbe essere, quando possibile, adatta a tutti (a ai loro genitori) anche per i ragazzi con disabilità mentali/sensoriali. Vale la pena verificare se gli strumenti di comunicazione attualmente utilizzati davvero rispondono ai bisogni di tutti i membri o alcuni gruppi sono ignorati. Per strumenti di comunicazione intendiamo qualsiasi pratica e mezzo che aiutano la trasmissione di informazioni.

 

Qui potete trovare alcuni suggerimenti per associati con:

Deficienze uditive. Potete utilizzare il normale materiale scritto e quando necessario un interprete di linguaggio dei segni. Messaggi di posta elettronica e di testo sono molto di aiuto. SE un associato con deficienza uditiva può leggere le vostre labbra: parlate chiaramente e piano, assicuratevi che la vostra faccia e la bocca siano ben in vista.

Deficienza visiva. Il modo più semplice forse è usare la comunicazione verbale. E’ possibile usare il Braille o registrare articoli delle vostre riviste o avvisi su nastro. Questo è un modo adatto per informare delle prossime attività ecc… se la vostra Guida/scout o i loro genitori hanno deficienze visive. Forse potete utilizzare una parte della riunione con la vostra unità per leggere le riviste ecc.. della vostra Associazione e della vostra unità. In questo modo anche loro sanno che cosa sta succedendo e che cosa è importante. E’ anche un bel modo di far vedere loro che sono parte delle vostra unità locale e dell’intera Associazione. Ricordate anche di spiegare ad una persona che non vede bene dove sono le cose e ricordate di dire loro se le spostate.

Deficienza di parola. Chiedete ai genitori di insegnarvi a usare alcuni simboli del Bliss e i pittogrammi ecc.. Ricordate di dedicare un tempo sufficiente per le comunicazioni (non finite una frase o una parola per la persona!) . La persona che ha difficoltà di parola potrebbe utilizzare un altro metodo di comunicazione come lo scrivere.

Difficoltà di apprendimento. Dovete tenere conto che il linguaggio dovrebbe essere semplice a sufficienza per tutti i ragazzi per capire l’informazione. Ricordate che è estremamente importante essere sicuri che l’informazione arrivi fino a casa. Il ragazzo non necessariamente ricorda o non può passare l’informazione o i fogli distribuiti.

 

Esistono anche diversi programmi di linguaggio, potete trovare informazioni aggiuntive sui diversi tipi o gli speciali modi di comunicazione su Internet, in libri o nel contattare ONG. I genitori del ragazzo/a possono anche aiutarvi in questo. Alcuni di loro sono sviluppato solo in un Paese perciò è importante verificare che cosa esiste nel vostro Paese. Esempio:

Makton è un programma di linguaggio unico che offre un approccio strutturato, multi-modale per insegnare la comunicazione, linguaggio e abilità di lettera. Dedicati a bambini e adulti con una varietà di disabilità di comunicazione e di apprendimento, Makaton è utilizzato estensivamente in Gran Bretagna ed è stato adattato per l’utilizzo in oltre 40 altri paesi (http://www.makaton.org)

Linguaggio dei segni

Simboli Bliss

Scrittura Braille

 

Esempi

Guides de France – GdF, Francia

La rivista dell’associazione (“Pour toi” – le journal du Vent du Large – les Guides de France. Giornale trimestrale per giovani adulti con disabilità mentali) è un buon esempio di come coinvolgere e informare le Guide con disabilità mentali rispetto alla loro Associazione e altri importanti argomenti. Il giornale è in linguaggio semplice e con molte fotografie e ha a che fare con temi impegnativi e importanti come:

Stare bene nel proprio corpo

Morire e la vita in ogni modo continua

Celebrare

Comunicare

Amare

 

Girlguiding UK – GG UK, Gran Bretagna

Girlguiding UK ha pubblicato una lista di controllo su diversi atteggiamenti/comportamenti da avere con disabili (Dos and Dont’s – Including girls, young women and adults with disabilities in Girlguiding UK, Girlguiding Uk, Gennaio 2004). Esempio per una persona che ha difficoltà di visione:

“Dos: identificatevi per nome e nei primi incontri quale è il vostro ruolo ad esempio capo squadriglia. Dont’s: non spingete una persona che ha difficoltà di visione – consentitegli sempre di prendervi il braccio”

 

Attività

Un giorno provate ad utilizzare un altro modo di comunicare oltre a parlare… scrivere, disegnare, ceramica, fotografie, mimo ecc…

Chiedete a qualcuno di spiegare come preparare gli involtini primavera fatti in casa con le mani legate

Chiedete a qualcuno di spiegare come andare alla prossima stazione senza parlare e disegnare. Etc…

Attività sulla conoscenza > vedi il capitolo su “preparare per l’inclusione”.

 

Esperimento

Prendete l’ultimo giornale dell’associazione e scegliete quale informazione vorreste passare ai vostri ragazzi che non vedono. Poi registrate l’informazione scelta su un nastro e chiedete a qualcuno dei ragazzi di ascoltare il nastro e darvi la loro opinione.

 

Argomenti di discussione

Gli strumenti descritti sopra vi sono utili?

Quale informazione devono ricevere tutti i ragazzi della vostra unità?

Come potete cambiare gli strumenti di comunicazione attualmente utilizzati per rispondere ai bisogni dei ragazzi?

 

Gioco di ruolo. Gestite un incontro o una parte di esso in cui ogni partecipante ha una disabilità. Se l’incontro prevede una pasto sarà anche più impegnativo. Possibili disabilità da utilizzare:

Utilizzo di solo una mano (una mano dietro la schiena)

Numero limitato di dita da utilizzare (alcune dita attaccate insieme con lo scotch)

Sedia a rotelle

Un occhio cieco o vista ridotta (usate degli occhiali molto sporchi)

Udito ridotto (usare i tappi)

Dopo il gioco di ruolo vale la pena discutere delle sensazioni, gli ostacoli e i lati positivi del gioco. Potreste sorprendervi delle questioni che questo gioco solleva.

 

 


Attività Scout

 

 

 

“I limiti vivono soltanto nella nostra mente. Ma se usiamo la nostra immaginazione,

le nostre possibilità diventano senza limiti”.

Jamie Paolinetti

 

 

Programma educativo

Il programma educativo mira a realizzare le missioni Guide e Scout:

Missione WAGGGS: fare in modo che le ragazze e le giovani sviluppino il loro pieno potenziale con cittadine responsabili del mondo

Missione WOSM: contribuire all’educazione dei giovani, attraverso un sistema di valori basato sulla promessa e la legge scout, per aiutare a costruire un mondo migliore in cui le persone si autorealizzano come individui e giocano un ruolo costruttivo nella società.

 

Per costruire il vostro Programma Educativo, dovete concentrarvi su:

i bisogni di ogni ragazzo/a: lavorare sugli obiettivi dell’unità e personali.

l’abilità di ciascun ragazzo/a: dovete includere ciascuno di essi nelle attività. Non significa che tutti devono fare le stesse attività! Ci concentriamo sull’abilità, non sulla disabilità!

I desideri di ogni ragazzo/a: i ragazzi/e sono attori del loro sviluppo perciò sono parte delle decisioni prese per costruire il Programma Educativo. Questo vale anche per gli associati disabili.

 

Durante le attività, i ragazzi hanno bisogno di:

Giocare: il Guidismo e lo Scoutismo sono divertenti!

Imparare: Il Guidismo e lo Scoutismo sono un movimento educativo!

Realizzare:  Il Guidismo e lo Scoutismo offrono opportunità di fare cose e raggiungere obiettivi!

Condividere:  Il Guidismo e lo Scoutismo sono una esperienza unica di vita insieme!

Spirito:  Il Guidismo e lo Scautismo sono vissuti in una atmosfera aperta e rispettosa.

 

Il programma educativo deve avere attività diverse e bilanciate. Le attività possono essere intellettuali, fisiche, sociali, emozionali, spirituali, manuali, morali ecc… Avete anche bisogno di utilizzare diverse modalità di espressione: parola, disegno, ascolto, tatto, danza, mimo ecc…

se qualcuno non può correre, può incoraggiare

se qualcuno non può scrivere, può cantare

se qualcuno non può risolvere una problema matematico può preparare il pranzo

 

Le attività devono essere organizzate in modo che tutti possano sentirsi parte dell’unità! Ancora una volta non è necessario che tutti facciano la stessa cosa!

Il ruolo dei capi è di supportare e motivare. Il programma educativo deve essere sviluppato insieme ai ragazzi/e, con e senza disabilità.

 

> Vedere anche il capitolo “Sfide al Programma Educativo a livello nazionale”

 

Creare/adattare attività

 

“Se vi fate delle buone domande troverete certamente delle buone risposte!”

 

Il miglior modo di programmare attività è di crearle in funzione dei bisogni, le abilità e i desideri dei ragazzi7e e gli obiettivi dell’Unità/personali. Ma è anche possibile adattare le attività esistenti. Con un pò di immaginazione è sempre possibile trovare un adattamento che permette a ciascuno di prendere parte all’attività. Siate creativi!

 

Controllate che l’obiettivo dell’attività rimanga invariato dopo l’adattamento. Modificare la “forma2 certe volte influenza il “contenuto”. Avete una nuova scatola, ma è vuota…

 

Esempio: Preparate un’attività per i ragazzi/e non disabili i cui scopi erano di sviluppare lo “spirito di squadra” o la solidarietà… E’ stata un’attività molto bella e tutti i ragazzi/e erano contenti! E’ stata cos’ divertente che avete deciso di proporre questa attività per i ragazzi/e disabili. E passo dopo passo avete adattato gli aspetti materiali. Avete avuto molte idee ed eravate molto entusiasti! Ma vi siete dimenticati qualcosa: alla fine avete guardato i primi obiettivi delle attività… L’adattamento ha reso i disabili capaci di partecipare ma senza imparare nulla.

 

Non avete bisogno di adattare tutti. Alcune cose possono essere lasciate fuori o possibilmente sostituite da altre cose. Imparare e sviluppare sono gli aspetti più importanti non che l’attività sia fatta esattamente nello stesso modo o con gli stessi criteri che gli altri hanno utilizzato… Potete trovare diversi livelli di adattamento. Questi sono:

L’attività è stata realizzata con successo

L’attività è stata fatta dal ragazzo/a da solo/a

L’attività è stata realizzata con qualche assistenza

La persona prende parte all’attività

 

Tutte queste attività possono essere fatte sia mantenendo l’idea dell’attività sia facendo in modo che sia sostituita da un’altra.

 

Cose da considerare mentre si adatta:

Abilità manuali

Movimenti

capacità di lettura e scrittura

Abilità di concentrazione

comprensione di istruzioni scritte e orali

Abilità di percezione

abilità uditive, visive ed equilibrio

memoria

fonti di interesse

Paure

abilità di lavorare in gruppo/capacità sociali

età e livello di sviluppo

il Guidismo e lo Scoutismo sono divertenti!

 

 

Per esempio, i giochi: modifica della lunghezza del gioco, oggetti più grandi o un nuovo manico potrebbe rendere tutti i partecipanti attivi durante il gioco. E’ importante che il gioco non sia troppo faticoso per alcuni ragazzi/e.

 

 

Per altre idee sull’adattamento vedere http://members.tripod.com/~imaware/games.html

 

 

 

 

 

 

Pensare “globale”

 

 

Quando si vive con persone disabili ci si rende conto che alcune azioni che sono semplici per voi sono molto difficili per altre persone: mangiare, dormire, vestirsi, lavarsi, andare in bagno ecc…

Dovete pensare a tutte le possibili azioni fatte durante le attività.

 

 

 

 

Esempi per campeggiare:

fornite una tenda in cui è possibile stare in piedi, preparare un lettino per una persona disabile per facilitare la sistemazione per la notte, il riordino delle proprie cose, il vestirsi, etc….

le strade principali (alla cucina, ai bagni alle tende) possono essere ”segnate” con diversi tipi di corde (diverso genere di materiale) per ragazzi/e con difficoltà visive e disabilità mentali.

 

Questi adattamenti possono essere discussi con tutti i ragazzi/e dell’unità. Trovare soluzioni insieme è molto importante perché tutti si sentano parte della progressione dell’unità.

 

 

Note importanti

E’ difficile pensare a tutti. Improvvisare va BENE! Vale la pena cercare e testare modalità differenti.

Vale la pena chiedere aiuto a capi più esperti o a genitori o assistenti personali. Chiedere aiuto o guida è un ottimo modo per imparare e una buona base per la discussione e l’identificazione di nuove soluzioni. Va bene ricordare che la ripetizione è la madre di tutti gli apprendimenti. Potete imparare le cose a poco a poco; ripetere le abilità perché siano imparate e padroneggiate.

 

 

Esempi di attività alternative/adattate

Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI, Italia (tratto da “Niki entra in reparto, CNGEI, Stampato in proprio, via Otranto, 18 – Roma, Gennaio 2000, pagina 25, 26, 30). Niki è il nome dato all’associato disabile.

Un’attività alternativa può essere:

  1. a) qualcosa vicina/simile a quello che gli altri bambini stanno facendo. Ad esempio i bambini stanno giocando a palla ma Niki non può partecipare. Sarà l’arbitro. Giocando come arbitro Niki può:

condividere l’esperienza del gioco con gli altri bambini

accettare se stesso e gli altri per quello che sono

impegnare se stesso nel fare un servizio agli altri

rispettare le regole e imparare come farle rispettare agli altri

  1. b) una attività differente. Ad esempio i bambini stanno giocando a palla ma Niki non può partecipare. Preparerà la merenda per la squadriglia.

 

Vlaams Verbond van Katholieke Scouts en Meisjegidsen – VVKSM, Belgio

Le basi sono del gioco del sei (luogo, materiale, regole, tempo, tema e coordinazione). Con queste potete creare qualsiasi nuovo gioco che volete. Ogni gioco deve essere semplicemente impegnativo e visuale.

luogo: all’interno, il parco….

materiale: palla, gesso, acqua…

regole: senza mani, con gli occhi chiusi…

tempo: 1 ora, dieci minuti…

tema: streghe, spazio…

coordinazione: in un cerchio, all’interno delle linee del campo…

Ad esempio: giocare con i cappelli: i cappelli sono sul terreno (1 per ogni ragazzo/a) quando la musica va prendete un cappello. La musica si ferma e ciascuno deve prendere velocemente un cappello. Quello senza cappello è fuori.

Guides Catholique de Belgique – GCB, Belgio

In Bruxelles una unità dai 5 ai 7 anni “nutons” ha dato il benvenuto a Jessica, una bambina con problemi di vista. Ecco qualche testimonianza.

Abbiamo chiesto ai castori che cosa hanno fatto di così speciale a Jessica durante il campo e che cosa hanno cambiato?

la abbiamo tenuta per mano (Michaёl)

invece di scrivere nel solito modo abbiamo scritto con piccoli punti (Braille) (Alain)

la abbiamo aiutata a camminare e tenuta per mano (Imram)

Abbiamo letto per lei (Cédric)

I capi hanno poi spiegato quello che hanno fatto esattamente:

sostituito alcuni disegni con degli oggetti da toccare

dall’inizio  spiegato come era strutturato l’edificio

accertarsi che qualcuno le fosse vicino per tenerle la mano

in effetti, non così tanto in confronto a quello che lei ha dato a noi!

 

 

Attività sull’adattamento

Brainstorming: con fotografie di Guide e Scout in azione, trovate tutte le attività diverse che potete organizzare intorno all’azione mostrata dalla fotografia.

 

Organizzate una discussione fra i capi:

Prima di una attività: quali sono gli scopi dell’attività? Che cosa voglio che i ragazzi/e imparino?  Gli obiettivi sono immutati dagli adattamenti?

Prima di andare al campo: il modo di lavorare durante il campo (aggregazione,  integrazione,  inclusione)

 

Scouting Netherland – SB, Paesi Bassi

Modulo di formazione “adattamento dei giochi”.  Gli obiettivi di questo modulo sono:

dare ai partecipanti una visione nell’adattamento dei giochi

i partecipanti possono sperimentare come i giochi con lievi adattamenti possono essere giocati da tutti.

Gli adattamenti cadono in 4 categorie: materiali, temi, giocatori e spazio.

Esempio: Tutti i partecipanti stanno in piedi in un cerchio e lanciare una palla una all’altro, 4 giocatori nel mezzo del circolo per prendere la palla. Questo gioco in diversi scenari come:

Il gioco deve essere giocato all’interno perché sta piovendo

il doppio delle persone che si era pensato si sono aggregate

uno dei giocatori è cieco

uno dei giocatori gioca con le stampelle

I partecipanti devono provare ad adattare il gioco per adattarsi a tutti.

 

 

Domande di vita

 

 

Ogni persona fa domande di vita ed è importante affrontarle. In particolare l’adolescenza è il tempo delle “grandi questioni” su molti soggetti sensibili: lavoro, sessualità, amici, vita e morte… La disabilità porta problemi aggiuntivi da prendere in considerazione.

 

 

Esempi di domande

Lavoro: Peter vorrebbe lavorare in una biblioteca. Sta su una sedia a rotelle. E’ possibile?

Sessualità: Perché Maria non può avere un fidanzato perché ha problemi di apprendimento?

Vita e morte: Chi spingerà la sedia a rotelle di Loretta quando i suoi genitori saranno troppo vecchi per farlo?

Malattia: Marc ha una allergia seria al polline. Può andare in campeggio?

 

Gli adolescenti e i giovani disabili spesso si trovano davanti ad ostacoli. Quindi si fanno un sacco di domande che non è possibile ignorare. Dovuto ai loro pregiudizi non trovano risposte o persone cui parlare delle loro domande.

 

Citazione da Verban Christlicher Pfadfinderinnen und Pfadfinder – VCP, Germania

Role and identity problem (Pagina 62 Spuren, materialen fϋr die Gruppe, Schwellenmut – PTA Praxis 1994 – VCP – in tedesco)

“In una società in cui essere giovani, attraenti e in salute ed essere attivi sono indicatori di successo e di felicità, una persona disabile è automaticamente messa nel ruolo di  fuori del gruppo,  non può soddisfare queste attese.”

 

Specialmente durante la pubertà un corpo “bellissimo” ha un’importanza per l’autostima dei giovani. Le persone disabili soffrono estremamente in questo periodo per il loro corpo “non perfetto”!

 

Nota: Solo perché una persona non può esprimere le sue domande non significa che non le abbia!

 

Esempio

Guides de France – GdF, Francia

La rivista dell’associazione per i giovani adulti con disabilità mentali (“Pour toi”  le journal du Vent du Large – les Guides de France. Giornale trimestrale per giovani adulti con disabilità mentali) si occupa in un linguaggio semplice di temi impegnativi e importanti come:

stare bene nel proprio corpo

morire e la vita comunque continua

Celebrare

Comunicare

Amare

 

Il ruolo dei capi

I ragazzi/e spesso fanno ai loro capi delle domande difficili. Queste domande possono essere complicate per un capo che ancora non ha le sue risposte. Una discussione su questi argomenti ha delle implicazioni personali. Le risposte sono personali per tutte queste domande. Non c’è sempre una singola risposta ma molteplici che necessitano di un dibattito o una discussione.

Il vostro ruolo è di sviluppare l’autostima in relazione al comportamento di quelli intorno a loro (che potrebbe essere molto negativo!). Le persone disabili hanno bisogno di supporto! Voi offrireste probabilmente l’unico luogo in cui essi possono parlare di queste questioni. Più essi vivono “normalmente” meglio è!

 

Note: i genitori delle persone disabili certe volte possono sovraproteggere i loro bambini. State attenti a questo!

 

Attività per preparare la discussione sulle domande di “vita”

Realizzate un dibattito con altri capi sulle seguenti domande:

che cosa è importante per voi riguardo alla sessualità?

Che cosa significa per voi la citazione “tutti hanno diritto a lavorare”?

Quali sono le barriere da “non oltrepassare”?

Che cosa significano nascita, vita e morte per voi?

Come ti piacerebbe spendere la tua vita?

Potete anche chiedere a specialisti di disabilità come gestiscono queste domande, se hanno qualche informazione/pubblicazione su questi aspetti.

 

> Vedi anche attività sull’autostima, capitolo “Allargare gli orizzonti – attività”

 

Sensibilità quando si ha che fare con attenzioni personali!”

 

 

 


BIBLIOGRAFIA

 

 

 

 

 

 

Indirizzi Web delle Associazioni citati menzionati nel kit

 

Belgio, Vlaams Verbond van Katholieke Scouts en Meisjesgidsen – VVKS: www.vvksm.be

Belgio, Guides Catholiques de Belgique – GBC: www.guides.be

Belgio, Les Scouts – Fédération Catholique des Scoust Baden Powell de Belgique www.lesscouts.be

Finlandia, Suomen Partiolaiset – Finland Scouter – SP-SF www.partio.fi / www.scout.fi

Francia, Guides de France – GdF www.guidesdefrance.asso.fr

Francia, Scouts de France – SdF www.scouts-france.fr

Francia, Eclaireurs et Eclaireuses de France, EEDF www.eedf.asso.fr

Germania, Verband Christlicher Pfandfinderinnen und Pfadfinder – VCP: www.vcp.de

Grecia, Soma Hellinidon Odigon . SHO: www.seo.gr

Grecia, Soma Hellinidon Proskopon – SHP: www.sep.org.gr

Italia, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani – AGESCI: www.agesci.org

Italia, Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – CNGEI: www.cngei.it i

Paesi Bassi, Scouting Netherland – SN: www.scouting.nl

Polonia,Swiazek Harcerstwa Poslkiego – ZHP: www.zhp.org.pl

Serbia & Montenegro, Savez Izvidjaca Srbjie i Crne Gore – SISCG: sis@b92.net (Serbia Republic) e sicg@cg.yu (Montenegro Republic)

Svizzera, Mouvement Scout de Suisse – MsdS: www.msds.ch / www.pbs.ch

Regno Unito, Guirguiding UK, GG UK: www.girlguiding.org.uk

Regno Unito, The Scout Association – TSA: www.scoutbase.org.uk

 

 

Pubblicazioni citate nel kit

 

Il suffit de passer le pont, Editions FSC Bruxelles, 1982 (in Francese)

Pour toi, Les Guides de France, le journal trimestriel du Vent du Large

Vent du Large – Vivre le guidisme avec des adultes handicapées mentales, Equipe handicaps, Les Guides de France, Giugno 2001

Handi jeu: première étape de la démarche engagée par la branche Scouts pour l’an 2000, Les Scouts de France , insieme a l’Association des Paralysés de France, Association Française de Recherche Génétique (in Francese)

Spuren – materialen fϋr die gruppe – “Na und?”, VCP Verband Christlicher Pfadfinderinnen und Pfadfinder.

Handicap e Scautismo, A. Contardi, P. Curatolo, R. Lorenzini. Ed Borla (in Italiano)

Niki entra in reparto, CNGEI, Stampato in proprio, via Otranto 18 – Roma, Gennaio 2000.

Trèfle-kim 1-2/98 “Scout! – malgré tout!”, giornale per i capi del MSdS (in tedesco e francese)

Behinderte Kinder und ihr, Umfeld, MSdS 1996

Including girls, young women and adults with disabilities in Girlguiding UK, Girlguiding Uk, gennaio 2004.

You & me together, Girlguiding Uk Disability Challenge, the Guide Association, 2004

Including disabilities, The Guide Association, 1997

Inside – out, values and attitudes training for those involved in personal development”, the Guide Association, 1996

Special Needs Essentials 2003, The Scout Association UK

WAGGGS/WOSM relazione seminario “Beyond Barriers, Danimarca 31 maggio – 6 giugno 2003

WAGGGS/WOSM relazione seminario “Equal opportunities, Equal Participation”, 22-29 giugno 2003, EYCB Ungheria

The “We can” kit: promoting Scouting and overcoming handicap, Servizio al programma, 1989, Ufficio Mondiale Scout, Ginevra www.scout.org

Scouting with the disabled, Ufficio Mondiale Scout, marzo 2000 www.scout.org

Baden-Powell, “Suggerimenti per l’educatore scout”

Trining Guidelines of The World Association of Girl Guides and Girl Scouts www.girlsworldwidesay.org

Tema triennale “I nostri diritti, le nostre responsabilità”, disponibile in Italiano presso la segreteria internazionale AGESCI www.agesci.org

 

Altre istituzioni,indirizzi web citati nel kit

 

L’anno europeo delle persone disabili www.eypd2003.org

Il Consiglio d’Europa www.cow.int/hre

La Convenzione dei diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite http://unicef.org/crc

L’organizzazione mondiale della sanità http://www.who.int/en

www.disrights.org

Classificazione internazionale della disabilità funzionale e di salute (ICF) http://www3.who.int/icf/icftemplate.cgm

Programma mondiale di azione riguardante le persone disabili

Doré, Wagner et Brunet, 1996:95, preso da Fishbein et Ajzen in Horne, 1985

Horizon 2000 asbl – associazione di informazione, di comunicazione e di demistificazione della persona handicappata (solo in francese) www.h2000.be

COMPASS, il manuale sull’educazione ai diritti umani per i giovani http://www.coe.int/compass http://www.book.coe.int

http://www.salto-youth.net/site/publications/tkits/tkit8/Tkit8/htm

La storia delle “Rane nella panna” www.angelfire.com/journal2/valjohnjennings/Frogs.html

Planète 21 www.planete21.net

Dichiarazione dei Giovani di Atene, scritta durante la Conferenza Europea Giovani “Towards a barrier free Europe for young people with disabilities”, riunitisi ad Atene dal 16 al 17 marzo 2003

Sull’adattamento http://members.tripod.com/~imaware/games.html

Sui giochi di adattamento http://members.tripod.com/~imaware/dd.html

Sull’adattamento di programmi http://members.tripod.com/~imaware/adaptations.html

 

> Vedi anche il capitolo “Sapere di più sulla disabilità”


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