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LUCIANO FERRARIS : una vita di servizio

 

Una battuta fulminante, la sua risata roca, una pacca amichevole e la capacità di entrare subito in empatia

con le sofferenze degli altri: questo era Luciano Ferraris  a Lourdes, precursore autonomo e convinto

della terapia del sorriso e del servizio ai più deboli.

Nel 1952 Luciano, collegandosi con l’UNITALSI, scopre la ricchezza di esperienze educative che può trasmettere

il servizio ammalati a Lourdes e da allora  cerca di iniziare o concludere le routes coinvolgendo i suoi Scouts 

in questa impresa.  Proprio in un pellegrinaggio aveva conosciuto  i Foulards Blancs francesi: l’esperienza

lo aveva entusiasmato. Così, con l’apporto determinante di Don Dusan Stefani, riuscì nel 1958 a far nascere

all’interno del TO XXIV il Clan des Hospitaliers de Notre Dame de Lourdes.

Da questo nucleo iniziale, propagandando per l’Italia l’idea con l’entusiasmo (e la cocciutaggine) di sempre,

si fece promotore di tante altre esperienze analoghe, che – in continua crescita- portarono alla nascita ed al consolidarsi dei Foulards Blancs italiani. Luciano ne sarà il Responsabile Nazionale per nove anni, affiancato da Don Dusan Stefani  come Assistente Ecclesiastico.

Il Capo Scout dell’ASCI  Giuseppe Mira nel 1962 lo nominerà Vice Commissario Centrale per il servizio a Lourdes.

Per ben 28 volte Luciano andò a Lourdes con i suoi Scouts e là, oltre al servizio agli ammalati, animava il Camp des Jeunes con riunioni di canti e di preghiera. Trasmise agli Scouts  dei suoi vari gruppi (TO XXIV – TO XVII – Valdocco…) l’attenzione verso i meno fortunati e i disagiati, instaurando la tradizione del servizio nei vari istituti di Torino e nei pellegrinaggi a Loreto.

Con il suo consueto stile di propulsore intelligente e rispettoso delle capacità altrui, quando nel 1969 l’organizzazione fu in grado di camminare con le proprie gambe, Luciano tornò a rivolgere a tempo pieno le sue attenzioni e le sue energie inesauribili ad altre mete, pur sempre nell’ambito della educazione/animazione e del servizio.

Luciano infatti è stato un grandissimo educatore, dentro e fuori dello scoutismo.

Per più di quarant’anni ha saputo trasmettere a generazioni di ragazzi (e spesso per loro tramite alle rispettive famiglie) l’entusiasmo, lo stile, il coraggio delle proprie idee, l’impegno, il senso del sacrificio, la gioia di vivere, il piacere delle cose semplici.

Tutto per lui, e per i suoi ragazzi con lui, era un’IMPRESA: nel 1945 quella di far rinascere lo Scoutismo presso l’Oratorio Salesiano Crocetta, con poverissimi mezzi, ma con la voglia di ricostruire esperienze positive per i suoi Scouts , che uscivano dall’esperienza negativa della guerra; più avanti quelle delle sfide a se stessi nei lunghi e rocamboleschi viaggi da Torino in bici (verso il Jamboree di Moisson, l’Olanda, l’Austria, il Marocco...), in kajak (sul Rodano, sul Po,)………. e ancora – sempre con l’apporto indispensabile e competente di Don Dusan Stefani - quella di creare e far vivere un coro Scout all’interno del TO XXIV, che  fece conoscere in tutta Italia i canti Scouts  e country di tutto il mondo, con l’incisione di 12 dischi, e ancora i corsi di animazione e di espressione per educatori, Capi e formatori, seguiti da tutta una serie di libri sull’argomento…..

Raccontare Luciano, tanto nel suo impegno a Lourdes, quanto nello scoutismo, quanto nelle sue successive imprese “mondiali” (il Karakorum, il Tibesti, il Ruwenzori, il Kilimangiaro, l’animazione in Arabia, il Nepal, il centro scolastico a Dakar…), quanto nelle sue attività di animatore di bambini, giovani, genitori, nonni a Bardonecchia, quanto nella sua lunga e dolorosissima malattia (che comunque non lo ha fermato, se non proprio alla fine) è di per sé un’IMPRESA, perché la sua vita è stata talmente vulcanica, variegata, piena di idee, di proposte, di soluzioni, ma soprattutto di persone, che non può essere mortificata in poche righe.

La sua vita è stata una quotidianità di servizio.

 

Note biografiche: Luciano Ferraris è nato a Torino nel 1914. Durante la guerra ha fatto il servizio militare in Aeronautica. Si è sposato nel 1943 ed ha avuto 2 figli (Mauro e Daniela). E’ morto l’8 giugno del 1989. Ha voluto essere sepolto nel Camposanto di Melezet (Bardonecchia). Sulle montagne che lui ha tanto amato i figli e gli amici hanno posto un cippo, dove ogni anno a giugno  ci si ritrova ( sempre in tanti, comprese persone che di lui hanno solo sentito parlare) per ricordare “Il Vecchio” e per ricaricarsi di nuovo entusiasmo.

(FB Franco Artigiani)

 

 

 

 

 

“sentire l’arpa birmana”   capo scout luciano ferraris

Durata: 27minuti, qualità formato:360x288, 82.7mb, formato wmv

 

Scarica il film

COMUNITA’ SCOUT ITALIANA FOULARDS BIANCHI  settore Agesci-Masci

 

 

Roma, 12 marzo 2009

 

A Presidente OPFB Onlus

A Direttore OPFB Onlus

 

Carissimi,

 

La Comunità Scout Italiana Foulards Bianchi intende quest’anno ricordare la figura di Luciano Ferraris con la posa, presso il Village des Jeunes a Lourdes, di una pietra a lui intitolata. Riteniamo che uno dei momenti migliori per la cerimonia della posa della pietra possa essere in concomitanza col vostro pellegrinaggio, visto l’alto numero di scout che saranno presenti in quel periodo. Oltre ad invitarvi fin da ora alla cerimonia, che pensiamo possa svolgersi tra Venerdì 31 Luglio e Sabato 1 Agosto, vorremmo chiedervi la cortesia di trasportare, sul treno del vostro pellegrinaggio, la pietra in questione, così da

farla giungere a destinazione per tempo.

 

Confidando in una vostra positiva risposta vi salutiamo cordialmente.

 

Eliodora e Fabio

 

Incaricati nazionali

Settore Foulard Bianchi